Pagina 2 | Schenone, Zappi e Tommasi dal pm Ascione: interrogatori a oltranza, l’inchiesta avanza

Nuovo giorno, nuove audizioni in Procura a Milano. L'inchiesta sugli arbitri e la presunta frode sporitva continua e oggi, venerdì 8 maggio, il pm Maurizio Ascione ha convocato tre figure chiave: l'addetto degli arbitri dell'Inter Giorgio Schenone, il nuovo designatore arbitrale Dino Tommasi e l'ex presidente dell'AIA Antonio Zappi. Tutti e tre non sono indagati ma sono stati chiamati come persone informate sui fatti. Per il momento, infatti, gli indagati restano Gianluca Rocchi, Andrea Gervasoni, Rodolfo Di Vuolo, Luigi Nasca e Daniele Paterna.

Terminata l'audizione "top secret" di Schenone

Al momento l'inchiesta della Procura di Milano coinvolge soltanto arbitri, ma la figura di Schenone sembra essere fondamentale. L'ex guardalinee, ora addetto degli arbitri dell'Inter, infatti, è stato citato nell'intercettazione in cui Rocchi parla dei presunti arbitri graditi ai nerazzuri. Per questo è stato convocato ed è stato ascoltato dal pm Ascione per circa tre ore. Un colloquio lungo e blindato, visto che durante l'interrogatorio, tutti i giornalisti sono stati allontanati dal secondo piano del Palazzo di Giustizia.

Il sospetto della Procura è che all'incontro del 2 aprile 2025 a San Siro, quello in cui si sarebbe parlato delle manipolazioni sulle designazioni arbitrali in favore dell'Inter, insieme a Rocchi fosse presente proprio il referee club manager nerazzurro. Un incontro che, se confermato, sarebbe di per sé sospetto, visto che sarebbe così stata scavalcata la figura di Riccardo Pinzani, che fino all'anno scorso coordinava i rapporti tra i club e gli arbitri. Nonostante questo, Schenone e nessun altro membro della dirigenza dell'Inter è per il momento indagato.

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Ascoltati anche Tommasi e Zappi

Ma Schenone non è l'unica persona che è stata ascoltata oggi dalla Procura di Milano. Il pm Ascione, infatti, ha ascoltato per circa due ore e mezzo anche il nuovo designatore arbitrale Dino Tommasi, che ha preso il posto dell'autosospesosi Rocchi. Oltre a lui è stato sentito per diverse ore anche l'ex presidente dell'AIA Antonio Zappi.

Era stato lui, infatti, a presentare alla Procura Federale l'esposto dell'assistente arbitrale Domenico Rocca in cui si parlavano delle famose "bussate" di Rocchi. Un esposto che però si è risolto in un nulla di fatto, archiviato perché non ritenuto meritevole di approfondimenti. Dopo quella segnalazione, Zappi ha cambiato il regolamento, obbligando chiunque ci andasse a scrivere una relazione in cui specificare il tipo di attività svolta a Lissone. Da quel giorno, però, né Rocchi né i suoi collaboratori ci sono più andati.

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"Schenone? Si parlerebbe di penalizzazione per la stagione successiva"

Intervistato da TMW Radio, l'avvocato Roberto Afeltra ha parlato dell'inchiesta arbitri e in particolare dell'interrogatorio di Schenone: "Che cosa abbia detto non possiamo sapere, è importante che sia stato interrogato come persona informata sui fatti e non indagato, per ora. Ora attendiamo che gli atti siano desecretati. Per molti le indagini preliminari potrebbero concludersi in tempo breve, visto che vanno avanti dal 2024. Ma per me non si concluderanno prima del prossimo autunno, perchè è stata chiesta una proroga di sei mesi. Potranno arrivare gli atti alla Procura Federale solo in seguito, quindi si agirà nel caso sulla prossima stagione agonistica. Schenone, comunque, non impegna direttamente la società e si parlerebbe quindi di penalizzazione per la stagione successiva, come accadde al Milan nel 2006". 
 

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La Giustizia Sportiva attende

Mentre la Procura indaga, la giustizia sportiva attende. Prima di muoversi, la FIGC sta aspettando che venga reso pubblico il fascicolo redatto dai pm di Milano, che al momento resta coperto dal segreto istruttorio. Solo a quel punto la Procura FIGC deciderà se riaprire o meno le indagini. Per il momento, quindi, tutta l'inchiesta resta ancorata alla giustizia penale e non a quella sportiva, che potrebbe muoversi poi in un secondo momento.

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Ascoltati anche Tommasi e Zappi

Ma Schenone non è l'unica persona che è stata ascoltata oggi dalla Procura di Milano. Il pm Ascione, infatti, ha ascoltato per circa due ore e mezzo anche il nuovo designatore arbitrale Dino Tommasi, che ha preso il posto dell'autosospesosi Rocchi. Oltre a lui è stato sentito per diverse ore anche l'ex presidente dell'AIA Antonio Zappi.

Era stato lui, infatti, a presentare alla Procura Federale l'esposto dell'assistente arbitrale Domenico Rocca in cui si parlavano delle famose "bussate" di Rocchi. Un esposto che però si è risolto in un nulla di fatto, archiviato perché non ritenuto meritevole di approfondimenti. Dopo quella segnalazione, Zappi ha cambiato il regolamento, obbligando chiunque ci andasse a scrivere una relazione in cui specificare il tipo di attività svolta a Lissone. Da quel giorno, però, né Rocchi né i suoi collaboratori ci sono più andati.

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