Sono terminate, per il momento, le giornate di audizioni in Procura a Milano sul caso arbitri. In giornata, infatti, il procuratore Marcello Viola e il pm Maurizio Ascione, titolare dell'inchiesta sul sistema arbitrale, hanno avuto un lungo colloquio di circa un'ora, in cui è stato deciso che non ci saranno ulteriori interrogatori e che non verranno iscritte nel registro degli indagati nuove persone. Non sono emersi elementi di novità rispetto alle indagini e il numero degli indagati resta quindi fermo a cinque e non ci sarà bisogno di sentire altri dirigenti di club.
Caso arbitri, le ultime novità sull'indagine
Ora servirà fare il punto della situazione. La Guardia di Finanza insieme al pm passerà le prossime settimane a riascoltare interrogatori e intercettazioni, analizzando gli atti per capire come definire le indagini e se andare avanti con le contestazioni di frode sportiva. L'accusa per l'ormai ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi si basa su tre episodi chiave: la presunta "bussata" alla sala Var in Udinese-Parma e le due sospette designazioni pilotate di arbitri graditi e non all'Inter. Tutti fatti risalenti allo scorso campionato.
Va sottolineato come Rocchi concorra con altre persone per l'accusa di frode sportiva, ma dalla Procura di Milano filtra che non ci sono altri indagati e che la testimonianza dell'ex manager dell'Inter Giorgio Schenone, sentito nella stessa giornata dell'ex presidente dell'AIA Zappi e del nuovo designatore arbitrale Tommasi, non ha portato a nuove esigenze investigative. Ora bisognerà quindi aspettare alcune settimane per capire come e se questa inchiesta proseguirà.