I tifosi italiani non si fidano degli arbitri. Sì, è vero la notizia del cane che morde l’uomo, ma il cane ha denti piuttosto lunghi e affilati, perché i numeri del sondaggio di YouTrend sono una sentenza molto severa sul momento del sistema calcio e in particolare sulla stagione dei direttori di gara. Il 71%, infatti, non ritiene adeguato il livello dell’arbitraggio di questa stagione. Una stangata che arriva al termine di un campionato effettivamente costellato di errori e sviste, in certi casi anche piuttosto lampanti e, soprattutto, determinanti nel condizionare le partite (il caso Bastoni-Kalulu forse il più clamoroso). Il dato è il frutto di interviste a un campione di 1000 individui rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, indagati per quote di genere ed età incrociate, stratificate per titolo di studio e ripartizione Istat di residenza. L’agenzia di sondaggi e contenuti, fondata e diretta da Lorenzo Pregliasco, ha analizzato sia il parere di chi dichiarava, nella domanda preliminare, di seguire il calcio e di chi ha risposto di essere meno interessato o del tutto disinteressato. Ha poi analizzato le risposte in modo aggregato e anche separando le categorie.
Il malcontento dei tifosi italiani
Noi abbiamo preso in considerazione quelle dei “Tifosi” («Seguo costantemente la mia squadra su tv e media») e “Tifosi attivi” («Seguo tutto della mia squadra e vado allo stadio quando possibile»). Insomma chi può esprimere un parere supportato da conoscenza ed esperienza diretta. E i risultati non sono incoraggianti per il nostro calcio, che vive un momento di crisi anche sul piano della credibilità, sulla quale probabilmente pesa l’umiliante terzo fallimento consecutivo della qualificazione mondiale e l’inchiesta di Milano che getta un’ombra di sospetto sulla regolarità delle designazioni arbitrali. Così se, come detti, una schiacciante maggioranza (71%) si dichiara insoddisfatta degli arbitraggi. C’è un 66% di tifosi che sarebbe favorevole (o molto favorevole) al commissariamento della Figc. Che è un desiderio piuttosto astratto e forse non propriamente declinato, visto che non si conosce il nome del possibile commissario, e pare più un rifiuto di certi meccanismi del Palazzo e l’incapacità di comunicare in modo diretto e sincero con la base. L’umore del tifo, si sa, è sempre molto condizionato dai risultati e la Nazionale non ispira certo ottimismo, in questo momento, tuttavia non è solo il campo a sfiduciare i tifosi italiani, ma un certo immobilismo rispetto a problemi che ci trasciniamo da anni senza mai affrontarli seriamente, dagli stadi alle riforme dei campionati, passando dai settori giovanili.

Cosa pensano i tifosi italiani
Sull’inchiesta della Procura di Milano, condotta dal pm Ascione, suscita sentimenti contrastanti, ma l’impressione della maggioranza dei tifosi è che non produca significative conseguenze sportive. Insomma, vincono i “bolladisaponisti” con pesante 72%. D’altronde dell’inchiesta sappiamo poco, quasi niente, se si toglie la grave ipotesi di reato contenuta nell’avviso di garanzia a Gianluca Rocchi (pressioni per designare arbitri graditi all’Inter o non desiderare quelli sgraditi). Significative, infine, le risposte alla domanda su quale club stia ricevendo il «trattamento arbitrale più favorevole rispetto alle altre». Stravince l’Inter con 34%, segue la Juve con l’8%, il Napoli con il 7,8% e la Roma con il 3%. Non è una classifica che ordina in modo effettivo le squadre che hanno goduto di maggiori sviste, ma il percepito del campione di tifosi intervistato. E, anche in questo caso, non si tratta di una notizia clamorosa, perché da sempre la squadra che vince viene tacciata dagli italiani di aver ricevuto dei favori arbitrali e spesso questa è più una presa di posizione che un’opinione argomentata. Ma il fatto che l’Inter concentri in modo così sostanzioso i voti di quella domanda è significativo di un certo tipo di immagine che accompagna l’Inter nelle ultime stagioni. In definitiva, i tifosi italiani percepiscono chiaramente i difetti e le carenze del mondo del pallone, ma la loro passione non ne viene condizionata. Almeno per ora…
