Inchiesta arbitri, nuovi scenari e cambio pm: chi prenderà il posto di Ascione

La Procura si prepara al passaggio di consegne mentre si avvicinano le decisioni sul procedimento

L’inchiesta sul sistema arbitrale coordinata dalla Procura di Milano si avvia verso una fase decisiva. Il procedimento, che coinvolge arbitri e addetti al VAR, subirà infatti un cambio nella gestione a causa dell’imminente trasferimento del pm Maurizio Ascione alla Procura europea. Per garantire continuità all’indagine, il procuratore aggiunto Paolo Ielo è stato affiancato al magistrato titolare. Nelle prossime settimane i due dovranno valutare le possibili conclusioni investigative prima del passaggio definitivo del fascicolo.

Ielo affianca Ascione in vista del cambio di incarico

Il pm Maurizio Ascione lascerà la Procura di Milano a metà luglio per assumere un nuovo incarico presso l’Eppo, la Procura europea. Proprio in vista di questo trasferimento, il procuratore aggiunto Paolo Ielo, responsabile del pool che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione, è stato inserito come co-assegnatario dell’indagine sul sistema arbitrale. Il fascicolo è stato inoltre esaminato dal procuratore capo Marcello Viola nell’ambito di una valutazione complessiva dello stato dell’inchiesta.

Entro circa un mese Ascione e Ielo dovranno confrontarsi per stabilire la strategia da adottare e definire gli sviluppi del procedimento. Una volta completato il passaggio di consegne, sarà Ielo a seguire direttamente tutte le attività investigative. La Procura punta infatti a chiarire il quadro accusatorio prima della pausa estiva. Le decisioni che verranno assunte nelle prossime settimane potrebbero risultare determinanti per il futuro dell’indagine.

Le accuse tra designazioni arbitrali, VAR e presunta “combine”

Tra i principali indagati figura l’ex designatore Gianluca Rocchi, nei cui confronti vengono contestati tre episodi di concorso in frode sportiva. Uno riguarda la presunta “bussata” alla sala VAR durante la gara Udinese-Parma della stagione 2024/25, mentre gli altri due sono legati a sospette designazioni di arbitri ritenuti “graditi” o “poco graditi” all’Inter in alcune partite dello stesso campionato. Gli inquirenti stanno inoltre valutando il filone delle “bussate” relative alle decisioni assunte dal VAR, circostanza che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati anche dell’ex supervisore VAR Andrea Gervasoni. Rocchi compare inoltre tra gli indagati per la presunta “combine” che sarebbe avvenuta a San Siro il 2 aprile 2025, in concorso con soggetti al momento non identificati. Nelle ultime settimane è stato ascoltato come persona informata sui fatti anche l’ex manager dell’Inter Giorgio Schenone. Tuttavia, nessuno dei testimoni sentiti dagli investigatori è stato successivamente iscritto nel registro degli indagati. Sarà ora la Procura a decidere se procedere formalmente con le contestazioni di frode sportiva legate ai presunti condizionamenti nelle designazioni arbitrali e agli episodi riguardanti il VAR.

 

 

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