Bologna e lo sport che tremare il mondo fa

Tra i rossoblù di Thiago Motta nel calcio, la Virtus e la Fortitudo nel basket, in trentuno partite ufficiali le sconfitte sono state soltanto tre
Bologna e lo sport che tremare il mondo fa© LAPRESSE

Francesco Guccini la definì "una vecchia signora dai fianchi un po' molli". Magari se riscrivesse oggi il suo capolavoro dedicato a Bologna, parlerebbe anche di muscoli guizzanti. Lo sport sta vivendo un momento magico sotto le Due Torri, di cui peraltro la più piccola delle due, la Garisenda, sta facendo i conti con qualche acciacco dovuto ai nove secoli sul groppone.
Tra Bologna calcio e le squadre di basket, Virtus e Fortitudo, in 31 partite ufficiali quest'anno, in tutto ne hanno perse soltanto 3. Un percorso sorprendente. Lo sport è specchio della società in cui germoglia. Se il bolognese per sua natura critica e brontola senza soluzione di continuità, fuori porta l'immagine di cui gode il capoluogo emiliano è scintillante. Da quando è diventata hub di Ryanair nel 2009, i turisti sono aumentati del 60% in un decennio, con un indotto che sfiora il miliardo di euro l'anno. L'Università gode di ottima salute; le iniziative culturali non mancano, a partire dal fiore all'occhiello di "Sotto le stelle del cinema", cinquanta serate estive nel cuore pulsante di una piazza Maggiore sempre strapiena per quello che è "il cinema più bello del mondo", col suo schermo da 235 mq.

Non solo Basket City

Se Bologna è nell'anima Basket City (l'Nba ha prodotto l'anno scorso un documentario, accreditandola tra le otto città dei canestri in Europa), mancava il calcio a fare da vero traino. L'ultimo scudetto dei sette vinti dal Bfc data 1964, nell'unico spareggio della storia. Erano 18 giovani e forti; ne sono rimasti in vita tre: Johnny Capra, Sidio Corradi e Rino Rado. È passato davvero troppo tempo. Lucio Dalla continua a essere abbonato al Dall'Ara, avendo lasciato l'incombenza di sottoscrivere la tessera annuale al suo factotum Tobia Righi. Gianni Morandi fu anche presidente onorario dei rossoblù, e nel 2014 fu uno di coloro che firmarono la fidejussione per salvare il club. Dopo un lungo periodo di pausa dai social, Morandi che proprio sabato compirà 79 anni è tornato allo stadio per Sassuolo-Bologna al Mapei, seppure con la mano infortunata nel 2021 ancora fasciata: «Il Bologna - dice il Gianni nazionale - sta simpatico anche agli avversari. La crescita tecnica che sta facendo è di tutta evidenza nei risultati. Ma quando parlo in giro per l'Italia coi tifosi di altre squadre, Juve, Milan o Inter che siano, trovo riflessa nei giudizi la simpatia che è propria di noi bolognesi. Tanti stranieri scelgono di visitarci e non penso che lo facciano soltanto per il nostro cibo. La mia mano? E' un percorso a zig zag, ma ne verremo fuori...».
In effetti al Dall'Ara si sentono sempre più spesso lingue straniere: in piccolo è ciò che succede a Londra, quando gli italiani colgono l'occasione per andare ad assistere live a una partita di Premier. Il numero degli spettatori è cresciuto in modo evidente. A fine ottobre col Frosinone si sono registrati quasi 27 mila paganti, in larghissima parte tifosi rossoblù.

Bologna ospita già da due anni in pianta stabile la Coppa Davis di tennis all’Unipol Arena di Claudio Sabatini. L’anno prossimo la città sarà sede di arrivo di tappa nello storico avvio del Tour in Italia, con doppia scalata del tremendo colle di San Luca, la salita urbana più amata-odiata dai corridori. La recente Strabologna con 22 mila partecipanti ha ribadito come lo sport qui si pratichi, e non vi si assista solamente. Mancava solo la ciliegiona di un Bologna competitivo. L’Europa per il vecchio Bfc non è altro che un appuntamento col destino.

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