Fabregas nasconde il Como: "Quarto posto? Non cadiamo nella trappola. Col Cagliari la gara più difficile"

L'allenatore dei lariani commenta la vittoria in trasferta e risponde a chi gli chiede dell'obiettivo Champions. Pisacane sottolinea: "Grandissima prestazione"
Fabregas nasconde il Como: "Quarto posto? Non cadiamo nella trappola. Col Cagliari la gara più difficile"
© L.Canu / Ciamillo

Il Como espugna l’Unipol Domus battendo il Cagliari 2-1 e conquista tre punti pesanti nella corsa al quarto posto. La squadra di Fabregas passa in vantaggio con Baturina, ma viene raggiunta dalla rete di Esposito che rimette tutto in equilibrio. Nel momento più delicato arriva però la giocata decisiva di Da Cunha, che con un mancino straordinario sotto l’incrocio firma il gol vittoria. Un lampo che vale il successo e fa esplodere la gioia dei lariani. Con questo risultato il Como sale al quarto posto in classificae aggancia la Roma, alimentando il sogno europeo.

Fabregas: "Vittoria di cui sono più soddisfatto"

Fabregas commenta così la vittoria del Como a Dazn: "Mi è piaciuto molto come hanno reagito oggi i ragazzi. Oggi questa squadra ha dimostrato che è fatta di una pasta dura, di grande mentalità, che sta crescendo partita dopo partita. Eravamo tutti morti, arriviamo da tante partite di fila ed eravamo stanchi. Questa è la vittoria di cui sono più soddisfatto in questa stagione. Questo è davvero un passo importante, si è vista una crescita notevole di tutto il gruppo". E poi sul segreto della sua squadra: "Abbiamo lavorato tanto da quando eravamo in Serie B. I ragazzi mi danno tanto ed io penso che il lavoro paga. I miei ragazzi stanno crescendo tanto ed ora stanno raccogliendo i frutti". 

Butez e il quarto posto 

Su Butez: "Abbiamo speso sui ragazzi giovani. Alcuni, che sono costati pochissimo, sono dei fuoriclasse. Da quando è arrivato qua lavora come un animale. Lui vuole sempre imparare. Lui è un leader non solo per le sue qualità, ma anche in spogliatoio. Credo sia pronto per fare il salto di qualità e andare in nazionale". A chiudere, l’allenatore del Como commenta il quarto posto: "Per il momento non ci siamo. La statistica è una cosa. Siamo nella strada giusta ma ci sono diverse partite. La squadra mi ha dimostrato di aver fatto passi in avanti. Loro volevano giocare in un certo modo e abbiamo preparato la partita in maniera diversa. È stata una delle partite più difficili della stagione ed è anche merito di Pisacane perché ha imposto la sua identità alla sua squadra".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Como

L'obiettivo Champions e la trappola

A Sky Fabregas, invece, risponde a chi gli chiede dell'obiettivo Champions: "Anche se sono un giovane allenatore ho fatto alcune cose nel calcio anche da giocatore, non cado su questa cosa (della Champions, ndr). Siamo una squadra molto giovane sotto tutti i punti di vista, continuiamo a fare passi in avanti e vediamo dove saremo a fine stagione. Per alcune cose siamo più preparati, per altre stiamo crescendo e in altri non siamo ancora quel che vorremmo essere in futuro. Tutte queste partite ti danno tanto, è un percorso difficile ma che ti fa capire di chi ti puoi fidare e chi ha la mentalità per continuare a giocare ogni tre o quattro giorni. Abbiamo tanti giovani che a livello fisico non hanno completato la maturazione...". Sulle condizioni di Perrone: "È stato un duro colpo sulla gamba che non ti permette di camminare. Ha avuto un po' di paura, vediamo come sta prossimamente perché a volte in un paio di giorni si recupera ma a volte ci vuole anche di più. Niente di grave comunque"

Pisacane: "Prova di carattere nonostante le assenze"

Pisacane commenta la prova dei suoi a Dazn: "Io non mi concentrerei sulle reazioni, penso che la squadra, al netto delle difficoltà e delle assenze, e di un avversario di grandissimo calibro, abbia fatto una partita di livello importante, perché all'interno della gara ci sono più cose che bisogna analizzare. Quando una squadra come la nostra, che conosce il proprio obiettivo, si ritrova senza sei o sette calciatori potenziali titolari, non è facile. Però, noi siamo alla ricerca di soluzioni e le abbiamo messe in atto: la squadra ha fatto molto bene, ha tenuto il campo, ed è stata aggressiva, non ha fatto un blocco basso e ha cercato di alternare tante situazioni. Per cui sono orgoglioso di questi ragazzi, perché so quello che stanno facendo e come stanno stringendo la cinghia. Per cui non mi concentrerei sulla reazione ma su quello che è andato bene, cose che era da tempo che non vedevamo".

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Pisacane e il ruolo di Folorunsho

Sulla posizione di Folorunsho: "Se avessi anche Borrelli a disposizione lo arretrerei. Ha fatto una delle sue migliori stagioni a Verona proprio in quella posizione, tra trequartista e punta, poi a seconda delle situazioni si muove e ti crea mobilità. Può essere una soluzione anche per il futuro, in attesa di recuperare Borrelli, perché oggi ho Mendy, ho Pavoletti e ho lui, che hanno un po' di  struttura". Su Esposito: "Sono contento del suo lavoro. Mi sentivo sarebbe tornato a fare gol. So quanto ha sofferto in questo periodo e sono felice per lui. Non ha mai fatto mancare la sua dedizione, il suo atteggiamento, la sua attitudine, che sono valori che questo stemma ti richiede".

La sfida col Pisa e la corsa salvezza

A chiudere sulla prossima col Pisa: "I punti oggi in Serie A li puoi prendere ovunque: abbiamo visto che noi abbiamo lasciato tre punti con il Lecce, che per gli altri poteva sembrare una partita scontata, ma in questo campionato non esistono partite scontate. Ne abbiamo fatti sei contro Fiorentina e Juventus, e aggiungerei tre con la Roma in casa, per cui sono partite proibitive sulla carta ma che certificano che questo è un campionato dove si possono fare punti contro tutti. La pressione deve essere una pressione costruttiva e non distruttiva. Penso che questa squadra si deve fare forza della grandissima prestazione messa in campo oggi contro un avversario importante, e continuare a fare quello che le riesce meglio, mettendo in atto quello che viene preparato. Mancano ancora dieci partite e trenta punti in palio".

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Il Como espugna l’Unipol Domus battendo il Cagliari 2-1 e conquista tre punti pesanti nella corsa al quarto posto. La squadra di Fabregas passa in vantaggio con Baturina, ma viene raggiunta dalla rete di Esposito che rimette tutto in equilibrio. Nel momento più delicato arriva però la giocata decisiva di Da Cunha, che con un mancino straordinario sotto l’incrocio firma il gol vittoria. Un lampo che vale il successo e fa esplodere la gioia dei lariani. Con questo risultato il Como sale al quarto posto in classificae aggancia la Roma, alimentando il sogno europeo.

Fabregas: "Vittoria di cui sono più soddisfatto"

Fabregas commenta così la vittoria del Como a Dazn: "Mi è piaciuto molto come hanno reagito oggi i ragazzi. Oggi questa squadra ha dimostrato che è fatta di una pasta dura, di grande mentalità, che sta crescendo partita dopo partita. Eravamo tutti morti, arriviamo da tante partite di fila ed eravamo stanchi. Questa è la vittoria di cui sono più soddisfatto in questa stagione. Questo è davvero un passo importante, si è vista una crescita notevole di tutto il gruppo". E poi sul segreto della sua squadra: "Abbiamo lavorato tanto da quando eravamo in Serie B. I ragazzi mi danno tanto ed io penso che il lavoro paga. I miei ragazzi stanno crescendo tanto ed ora stanno raccogliendo i frutti". 

Butez e il quarto posto 

Su Butez: "Abbiamo speso sui ragazzi giovani. Alcuni, che sono costati pochissimo, sono dei fuoriclasse. Da quando è arrivato qua lavora come un animale. Lui vuole sempre imparare. Lui è un leader non solo per le sue qualità, ma anche in spogliatoio. Credo sia pronto per fare il salto di qualità e andare in nazionale". A chiudere, l’allenatore del Como commenta il quarto posto: "Per il momento non ci siamo. La statistica è una cosa. Siamo nella strada giusta ma ci sono diverse partite. La squadra mi ha dimostrato di aver fatto passi in avanti. Loro volevano giocare in un certo modo e abbiamo preparato la partita in maniera diversa. È stata una delle partite più difficili della stagione ed è anche merito di Pisacane perché ha imposto la sua identità alla sua squadra".

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