"Mi inca**o se ne parlano. Siamo dei falliti? Como, fai come con la Juve": Fabregas netto

L'allenatore spagnolo si prepara allo scontro Champions con la Roma di Gasperini: le sue parole in conferenza stampa

Una sfida dal sapore di Champions. Finale di campionato incandescente per la lotta all'Europa che conta: Juve, Roma e Como si contendono il quarto posto in classifica. E domenica al Sinigaglia andrà in scena proprio lo scontro diretto tra biancoblù e giallorossi, con i bianconeri (impegnati domani sera a Udine) spettatori interessati. Ma se la classifica è lì a testimoniare come il Como sia in piena lotta per la Champions, quest'ultima è una parola che Cesc Fabregas non vuole assolutamente sentire dai propri giocatori, come ammesso alla conferenza di presentazione del match contro la Roma di Gasperini: "Se i miei giocatori parlano di Champions mi incazzo. Non perché parlano di questo o dell'altro, ma perché non è il momento. Se non succede cosa siamo? Siamo dei falliti? Sono tre punti importanti, ma non c'è una motivazione di più. Solo una gara importante con la Roma, alla seconda stagione in Serie A e con la certezza giusta. Siamo pronti, organizzati per andare a vincere, sapendo che loro hanno fatto un mercato incredibile. La squadra che ha alzato più il livello con il mercato. Serve la gara perfetta".

Como-Roma, parla Fabregas: "Sfida decisiva? Serve una partita come contro la Juve"

Nonostante tutto, quella contro i giallorossi potrebbe essere una partita da dentro o fuori: "Dipende cosa vuole dire decisiva come partita. Per me è una partita in più, dobbiamo fare una grandissima gara, come abbiamo vinto a Napoli o con la Juventus. Bisogna giocare sempre bene, si gioca contro grandi giocatori e un grande allenatore, ad un alto ritmo di gara. Dobbiamo giocare alla nostra maniera però, poi il campo parlerà e valuteremo. Voglio vedere un Como con voglia, propositivo, con grandissima mentalità e coraggio. Come sempre, con il pressing alto e asfissiante, con giocatori di grandissima fisicità. Sanno esprimere il calcio molto bene". La Roma, però, potrebbe essere stanca dopo la sfida contro il Bologna in Europa League: "Io vedo una squadra forte. Pellegrini, Mancini non hanno giocato. Malen è straordinario. Hermoso non ha giocato e giocherà. Hanno tante carte sul tavolo per creare problemi, una squadra forte e già abituata a fare questo tipo di settimane".

L'importanza del fattore casa

La squadra di Fabregas proverà a sfruttare al meglio la spinta del Sinigaglia: "Davanti alla nostra gente siamo più forti. Anche in Serie B l'atmosfera era bellissima. Noi siamo molto contenti, sappiamo che sono dietro di noi, ma dobbiamo alimentare questa voglia ed energia, per essere sempre con noi e diventare sempre più forti. Con tifosi e squadra uniti l'energia si moltiplica. Dire di vincerle tutte se ha aiutato? Sì. Abbiamo fatto 6-7 acquisti, gente nuova che si doveva adattare, dobbiamo capire dove possiamo fare meglio. Però l'anno scorso a inizio stagione, sapendo che sei al primo anno in Serie A, volevamo vincere ma ci siamo chiesti 'siamo capaci di farlo?'. Non sempre. Poi abbiamo aggiunto Caqueret, Vojvodam abbiamo alzato molto il livello, con continuità, allenamenti e l'idea era più chiara. Prima andavamo a dormire ed era una squadra di Serie B. Qualitativamente non eravamo prontissimi. Penso che abbiamo trovato la forza dentro, di andare a vincere con naturalezza. È un passo molto importante".

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Prime volte: Como quarto in classifica

Per la prima volta il Como scenderà in campo da quarto in classifica: "C'è sempre una prima volta per tutto. Se ci penso? No, giuro. Questa è stata la mia vita. Esserci stato in questa situazione da giocatore. Da allenatore diverso? No, conta la mentalità, la continuità, il messaggio. Quando tu credi e sei positivo, lavori forte, possono succedere le cose. Però andiamo piano piano. Siamo solo all'inizio, non cambia niente. Se si entra, non si entra, continuiamo a continuiamo a costruire. Sempre migliorando e non vuol dire vincendo. Alcune volte è successo, ma non ero soddisfattissimo".

"Ho visto una crescita importante a Palermo - ha continuato -, ero convinto che andassimo in Serie A. Che la squadra sarebbe salita su. Lo sentivo, per il lavoro applicato, i giocatori erano convinti. E ora vedo una squadra che cresce, che vince partite che prima non sapeva vincere. Questo te lo dà l'esperienza, martellare in continuazione. Quello che non ha l'allenatore è il tempo. Serve aprire la mente, un po' più di tempo per consolidare l'idea. Alla prossima partita vieni giudicato. Il calcio per l'allenatore è molto crudele e si deve sempre analizzare nel modo giusto".

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"Sono un mulo. Proviamo a vincere partita dopo partita"

Già all'Atalanta Gasperini ha dimostrato di puntare molto sull'aggressività: contro la Roma sarà una battaglia. "È un tipo di squadra che se non stai bene ti fanno soffrire - ha detto Fabreas - . Se hai un giorno brutto, non sei concentrato e perdi palloni, ti fanno male in contropiede. Però noi siamo già abituati a questo tipo di partite e atteggiamento. Servono maggiori soluzioni possibili. Roma come la vecchia Atalanta? Non voglio dire se ci sono differenze, ma idee simili. Cose diverse sì, ma l'identità di Gasperini si vede e si sente. Con giocatori diversi ma caratteristiche simili all'Atalanta prima. Ma è sorprendente quanto porti velocemente l'identità". A 10 giornate dal termine i tifosi del Como cominciano a pensare alla Champions: "Quella dopo giochiamo col Pisa quella dopo? Non lo sapevo. La Roma è la partita più importante, tutto il resto dopo. Scusate, sono un mulo. Noi partita dopo partita proviamo a vincerle…".

Butez contro Svilar e il possibile cambio modulo

Como-Roma sarà anche una sfida a distanza tra Butez e Svilar, due dei migliori portieri di questa Serie A: "Due grandi portieri, spero non sia una gara da portieri. Però è vero, sono due portieri che fanno la differenza. Ognuno a suo modo, tanto Svilar quanto Jean hanno salvato le loro squadre tantissime volte. Ma entrambi mi piacciono". Il Como potrebbe cambiare modulo e passare a una difesa per essere più coperti in fase difensiva? Fabregas non ha dubbi: "Tutti gli esterni devono difendere ed essere disponibili. Non abbiamo ancora preparato la fase difensiva, ne parleremo domani. Vediamo come lo faremo. E provare a frustrarli, metterli in difficoltà. Più che contenere attaccare la fascia di Wesley? Se vai con Diao, poi lui ti attacca la profondità alle spalle. Ha buon piede, dribbling, può giocare a destra e sinistra. Il buon giocatore sa sempre fare qualcosa. Noi dobbiamo essere forti come gruppo, dobbiamo essere organizzati, aggredire e pressare".

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L'assenza di Perrone e il possibile sostituto

Sulle condizioni dei giocatori in dubbio: "Perrone per ora 60% no, 40% sì. Però i giocatori con trattamento e vari strumenti possono anche migliorare. Magari domani si alza dal letto e sta benissimo, oggi si è allenato individualmente ed è andato bene. Ha preso una botta, aveva dolore, si è gonfiato molto. Ma bisogna solamente portare via sangue. Lui è spaventato, è stato fuori 3 mesi l'anno scorso dopo un colpo preso col Verona. Ha avuto un versamento. Però non è una cosa grave".

L'assenza di Perrone, metronomo della squadra, rischia di essere pesante: "Che Perrone sia importante per noi lo sanno anche su Marte. Però lui per me dev'essere il playmaker del futuro. Se non lo farà, ci andrà molto vicino. Lui ha caratteristiche molto specifiche, è molto importante nel calcio di oggi. Però non c'è paura, abbiamo giocato senza Caqueret, esterni, abbiamo fatto bene anche nella difficoltà ed è merito della squadra. Però non voglio togliere il merito a Maxi, è cresciuto molto, c'erano dei dubbi qui dentro se fosse dovuto essere lui l'acquisto. A me piace molto, per la maniera in cui gioca e alla sua età. Ha tanta voglia, giocatore intelligente, capisce tante cose velocemente. Sergi Roberto al suo posto? La pulizia tecnica è molto difficile da giocare. Cambia tanto. Sono giocatori molto specifici. Vedi giocare Guardiola? Pensi che costruisca dal basso? Vedi il City? Non gioca tanto dal basso. Perché? Magari non c'è Busquets o Piqué, l'altra squadra ti pressa magari. Ma quando un allenatore non si fida di iniziare in prima fase, devi lavorare molto e avere fiducia invece".

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Nuovo ruolo per Nico Paz?

Dopo l'infortunio di Perrone, Baturina si è abbassato a centrocampo: "Dipende dalla partita. Non è per dare più protagonismo a uno o all'altro, ma dipende anche dalle caratteristiche del terzino sinistro avversario, dove c'è più spazio e chi è più adatto a quel ruolo in partita. Dipende, non c'è una sola scelta. Io voglio che Nico e Caqueret giochino dentro il campo comunque. Nico Paz a centrocampo? No. Può farlo in futuro, quando sarà più maturo e stabile dentro il calcio. Ma lui è un giocatore di trequarti, una seconda punta. Anche perché le nostre dinamiche con i due playmaker stai sempre basso. Serve una sicurezza con la palla, una maniera di pensare e analizzare le situazioni che Nico non ha. È d'istinto, quando è basso ti può perdere un pallone, non è Perrone o Baturina. È molto specifico il ruolo di centrocampista".

Le condizioni di Diao

Sulle condizioni di Diao: "Si era fermato 30 minuti prima dell'allenamento, ha sentito una scossa nella zona in cui si era fatto male. Poi si è allenato da solo domenica quando siamo tornati. Ha fatto tutta la settimana di allenamento con noi, benissimo, e domani se tutto va bene sarà tra i convocati. Ma non è grave".

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Una sfida dal sapore di Champions. Finale di campionato incandescente per la lotta all'Europa che conta: Juve, Roma e Como si contendono il quarto posto in classifica. E domenica al Sinigaglia andrà in scena proprio lo scontro diretto tra biancoblù e giallorossi, con i bianconeri (impegnati domani sera a Udine) spettatori interessati. Ma se la classifica è lì a testimoniare come il Como sia in piena lotta per la Champions, quest'ultima è una parola che Cesc Fabregas non vuole assolutamente sentire dai propri giocatori, come ammesso alla conferenza di presentazione del match contro la Roma di Gasperini: "Se i miei giocatori parlano di Champions mi incazzo. Non perché parlano di questo o dell'altro, ma perché non è il momento. Se non succede cosa siamo? Siamo dei falliti? Sono tre punti importanti, ma non c'è una motivazione di più. Solo una gara importante con la Roma, alla seconda stagione in Serie A e con la certezza giusta. Siamo pronti, organizzati per andare a vincere, sapendo che loro hanno fatto un mercato incredibile. La squadra che ha alzato più il livello con il mercato. Serve la gara perfetta".

Como-Roma, parla Fabregas: "Sfida decisiva? Serve una partita come contro la Juve"

Nonostante tutto, quella contro i giallorossi potrebbe essere una partita da dentro o fuori: "Dipende cosa vuole dire decisiva come partita. Per me è una partita in più, dobbiamo fare una grandissima gara, come abbiamo vinto a Napoli o con la Juventus. Bisogna giocare sempre bene, si gioca contro grandi giocatori e un grande allenatore, ad un alto ritmo di gara. Dobbiamo giocare alla nostra maniera però, poi il campo parlerà e valuteremo. Voglio vedere un Como con voglia, propositivo, con grandissima mentalità e coraggio. Come sempre, con il pressing alto e asfissiante, con giocatori di grandissima fisicità. Sanno esprimere il calcio molto bene". La Roma, però, potrebbe essere stanca dopo la sfida contro il Bologna in Europa League: "Io vedo una squadra forte. Pellegrini, Mancini non hanno giocato. Malen è straordinario. Hermoso non ha giocato e giocherà. Hanno tante carte sul tavolo per creare problemi, una squadra forte e già abituata a fare questo tipo di settimane".

L'importanza del fattore casa

La squadra di Fabregas proverà a sfruttare al meglio la spinta del Sinigaglia: "Davanti alla nostra gente siamo più forti. Anche in Serie B l'atmosfera era bellissima. Noi siamo molto contenti, sappiamo che sono dietro di noi, ma dobbiamo alimentare questa voglia ed energia, per essere sempre con noi e diventare sempre più forti. Con tifosi e squadra uniti l'energia si moltiplica. Dire di vincerle tutte se ha aiutato? Sì. Abbiamo fatto 6-7 acquisti, gente nuova che si doveva adattare, dobbiamo capire dove possiamo fare meglio. Però l'anno scorso a inizio stagione, sapendo che sei al primo anno in Serie A, volevamo vincere ma ci siamo chiesti 'siamo capaci di farlo?'. Non sempre. Poi abbiamo aggiunto Caqueret, Vojvodam abbiamo alzato molto il livello, con continuità, allenamenti e l'idea era più chiara. Prima andavamo a dormire ed era una squadra di Serie B. Qualitativamente non eravamo prontissimi. Penso che abbiamo trovato la forza dentro, di andare a vincere con naturalezza. È un passo molto importante".

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