Como, Da Cunha fa fuori la Juve: "Qui dalla Serie B. Noi in Champions più facile di..."

Così il talento franco-portoghese: "Quando sei capitano di una squadra in cui ti senti a casa e hai la fiducia di tutti ti senti molto bene"

Arrivato nel gennaio 2023 in un Como che lottava in Serie B, Lucas Da Cunha è oggi il simbolo della crescita del club lariano. In pochi anni il centrocampista francese di origini portoghesi è diventato capitano, leader tecnico e punto di riferimento nello spogliatoio, accompagnando la squadra in un percorso che l'ha portata a competere nelle zone alte della classifica. Un'evoluzione che lo stesso giocatore ammette di non aver immaginato al momento del suo arrivo. "Quando sono arrivato eravamo in Serie B, sono venuto soprattutto per giocare, per prendere fiducia - ha detto ai microfoni di Sky Sport -. Oggi, quando vedo tutta la strada fatta, non pensavo sarebbe andata così quando sono arrivato". Nonostante le qualità tecniche già evidenti, l'impatto con il campionato cadetto non è stato semplice. Da Cunha racconta che "è stato molto difficile. È un calcio molto diverso, più diretto, e per me è stato duro. Sapevo di avere qualità, ma non sono venuto in Serie B per fare il fenomeno o per pensare di essere più forte degli altri".

La crescita sotto la guida di Fabregas

Oggi Da Cunha è il capitano di quello che viene considerato il miglior Como di sempre. Un ruolo che vive con orgoglio ma anche con grande senso di responsabilità: "È davvero una cosa molto bella essere il capitano di questa squadra, è qualcosa di incredibile. Quando sei capitano di una squadra in cui ti senti a casa e hai la fiducia di tutti ti senti molto bene. Sono molto contento". Tra i protagonisti della crescita del Como c'è anche Fabregas, che Da Cunha ha conosciuto come compagno di squadra: "Quando il mister Fabregas è diventato allenatore è stato un po' diverso, perché prima avevamo un rapporto da compagni, quasi da amici. Poi è cambiato tutto, perché lui è diventato il mio allenatore e il rapporto è diverso. Però ero molto contento, perché sapevo già che sarebbe diventato un grande allenatore e oggi credo che si veda".

Il sogno nazionale e l'Europa

Le prestazioni offerte con continuità stanno avvicinando il centrocampista anche al possibile obiettivo della nazionale, un traguardo che però considera una conseguenza del lavoro quotidiano. "Francia e Portogallo? Oggi la vedo un po' di più come un obiettivo, perché sento che, se continuo a fare bene, posso meritare anche io una chiamata. Ma non è qualcosa a cui penso ogni giorno. Devo concentrarmi sul mio lavoro e sul Como. Poi, se un giorno arriverà la chiamata, sarò molto contento. È sicuramente qualcosa di importante per la mia carriera". E tra nazionale e Champions League, Da Cunha non ha dubbi su quale sia l'obiettivo più difficile: "Secondo me è più difficile arrivare in nazionale".

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