De Rossi: "Genoa moscio, l'approccio figlio dell'allenatore...Sotto la curva Roma per un motivo"

Il tecnico del Grifone ha fatto il punto sulla sconfitta contro la sua ex Roma valida per la 17ª giornata di campionato

"Sto provando vecchi sapori, vecchie emozioni. Avrei voluto andarci con un altro umore, meno arrabbiato, ma era dovuto". Così Daniele De Rossi commenta il ritorno all'Olimpico, dove il Genoa si è arreso alla Roma di Gian Piero Gasperini con il finale di 3-1: di Jeff Ekhator la rete ospite (87'). L'ex capitano e tecnico giallorosso è stato raggiunto dal calorosissimo abbraccio del suo vecchio pubblico oltre che dei suoi ex giocatori tra cui Matias SouléPaulo Dybala e Gianluca Mancini, concedendosi poi il giro di campo per salutare i tifosi della curva sud. Questi alcuni degli striscioni esposti: "Del romanismo rimarrai per sempre il vanto", "Questa sarà sempre casa tua. Bentornato DDR", "Avversari sì, nemici mai". Per l'occasione, l'Olimpico ha inoltre proiettato sui maxi schermi le immagini più belle della carriera di De Rossi alla Roma: 2000/2019 le stagioni a Trigoria da giocatore, considerate anche le giovanili e 2024 quella da allenatore, conclusa dopo l'esonero del 18 settembre. La sconfitta contro i giallorossi segue però i ko interni contro Inter (2-1) e Atalanta (1-0), con il Grifone che chiude così il 2025 al 17º posto con un vantaggio di 2 lunghezze dal Verona, a sua volta sconfitto dalla trasferta di San Siro contro il Milan. Il calendario del Genoa prevede ora il ritorno al Marassi in programma sabato 3 gennaio, quando riceverà il Pisa per lo scontro diretto valido per il penultimo appuntamento del girone di andata.

De Rossi: "Approccio giocatori lo stesso dell'allenatore"

"L’avevo detto prima della partita: il risultato non avrebbe cambiato quello che avrei fatto a fine gara. Li avevo salutati, non ero uscito a salutarli bene l’ultima volta. Sono andato lì sotto: quella curva è piena da quasi cento anni, si è svuotata una volta sola per protesta quando sono stato mandato via io. Glielo dovevo un saluto. Mi hanno sempre trattato in maniera incredibile e rimarranno sempre nel mio cuore. Mi dispiace se è sembrato un saluto “sobrio”, ma mi conoscono: non potevo andare lì a saltellare dopo questo risultato. I ragazzi della Roma sono stati fantastici. Anche per loro è stato uno shock quando me ne sono andato e c’è sempre affetto. Mi lega un grande affetto ai miei giocatori, che siano del Genoa o della Roma. Ho visto anche i ragazzi del Genoa rimanere lì ad aspettarmi. Ho un grande rapporto con i giocatori della Roma e un grande amore, non solo per i tifosi ma soprattutto per loro: sono stati otto o nove mesi molto belli ed emozionanti. Li ho rivisti in grande forma, forse anche troppo. Oggi sono stati superiori a noi, ma ho apprezzato che siano rimasti a salutarmi. Non ce n’era bisogno, ma so che rapporto c’è e cosa ha significato per me, e forse per qualcuno di loro. I giocatori approcciano le partite come approccia l’allenatore. Mi sono preso i complimenti per l’approccio contro Atalanta e Inter, quindi vuol dire che oggi ho fatto qualcosa di meno anch’io, perché questa partita non mi è piaciuta. Non sono risultati che fanno oscillare il giudizio: le altre due prestazioni erano state accompagnate dai complimenti per l’atteggiamento".

De Rossi: "Giocato una partita moscia"

"Oggi invece abbiamo commesso errori diversi, più leggerezze, meno aggressività, e questo mi dispiace. Così come mi prendo i complimenti quando giochiamo bene, mi prendo la responsabilità quando giochiamo meno bene. Abbiamo dovuto fare una campagna estiva e ho provato, per il bene della Roma e anche per il mio, a portare i migliori giocatori possibili, per età e futuribilità. Alcune cose sono riuscite, altre meno. Loro vanno forte in un contesto preciso, ma perché c’è chi allena e allena bene. I meriti me li prendo fino a un certo punto: c’è un allenatore che sta facendo volare questa squadra. Al di là del risultato, la Roma va veramente forte e oggi lo ha dimostrato. Questa notte mi porto a casa la grandissima voglia di dare una gioia ai trentamila del Ferraris contro il Pisa, che è uno scontro diretto. E porto anche un’immagine: non è stata una partita disastrosa, ma una partita un po’ moscia, e a me questa cosa non piace. Non c’entra il giocare fuori casa o l’assenza dei tifosi. Dobbiamo migliorare tutti sotto questo aspetto. Non mi porto a casa punti, non mi porto a casa altro se non l’affetto e il saluto a un amore della vita. Ma io sono al cento per cento dentro questo lavoro e sono già proiettato al video di domani, all’allenamento di domani e alla prossima partita del 3 gennaio".

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De Rossi: "Tanti errori nel primo tempo"

“C’è rabbia e fastidio perché non mi è piaciuta la prestazione che abbiamo fatto - ha aggiunto a Dazn - . Lasciando da parte quello che è stato il saluto finale, il saluto iniziale e l'affetto da parte dei miei tifosi, da parte dei miei ex tifosi, dei miei ex giocatori, quello rimane. Quello sarebbe stato uguale con un pareggio, con una vittoria o anche con una sconfitta, ma con una prestazione diversa sarebbe stato un po' più sereno andarli a salutare. Mi dispiace di aver fatto quel saluto col volto scuro, ma poi insomma mi conoscono, sanno che non ho un'altra maniera di vivere il calcio. Io tutte le partite mi addormento con difficoltà la sera, sempre mille pensieri. Andiamo sempre a motori al massimo, pensiamo mille cose, ci immaginiamo tutto. Un po' tutti gli allenatori, penso. Questa aveva questa sorta di romanticismo che veniva con lei durante la preparazione della partita, non è cambiato di una virgola. Anche nei discorsi con i ragazzi ho cercato proprio di fargli capire quanto per me fosse importante solo il nostro risultato e quanto tutto quello che era intorno non doveva scalfirci. Non credo che l'abbia fatto. L'abbiamo preparata un po' simile a quello che abbiamo fatto con l'Atalanta, anche se lì poi dopo forse l'espulsione subito ci ha costretto a lottare un po' di più. È quello che mi ha dispiaciuto nel primo tempo: eravamo un po' leggeri in troppe circostanze. Contro una squadra così forte non te lo puoi permettere. Gli errori si fanno, si commettono, gli errori li commettono anche le altre squadre, ma tanti tutti insieme nel primo tempo fanno praticamente quasi chiudere la partita immediatamente. Sono molto da prestazione più che da risultato. Il momento più impattante? Non lo so. È una settimana che mi arrivano messaggi, video, insomma, che vedo sui social. Qualche cosa, qualche frase, qualche dimostrazione di affetto sicuramente mi ha emozionato. Forse il saluto con i giocatori, che li ho visti venirmi incontro prima della partita felici di rivedermi. Ma non lo so.

De Rossi: "Il Pisa contro la Juve..."

"Sono andato sotto la curva che mi ha trattato da re per tanti anni e continua a farlo, quindi tutto è stato impattante. Li ringrazio. Sapevo che sarebbe stato così, sapevo che avrei fatto questo giretto e l'ho detto prima, proprio perché non volevo che il risultato facesse oscillare il mio andare o meno. È stato così, è stata una bella serata perché ho rivisto tanta gente che amo. Però poi il resto è il mio lavoro, è la mia vita, la mia quotidianità, il mio 100%. E non mi è piaciuto come io ho fatto fare il mio lavoro alla mia squadra. Squadre facilissime non ce ne sono. Il Pisa non è una squadra facilissima, anzi è una squadra tanto difficile. Noi l'abbiamo visto contro la Juve l'altra sera. Se avessimo visto, cioè i giocatori da Roma mi hanno detto che hanno preparato la nostra partita avendo visto quella con l'Atalanta ed erano, non voglio dire spaventati, ma sicuramente sul chi va là, sull'allerta, perché comunque abbiamo fatto una prestazione diversa. Mi ha dato fastidio un po' di passività, un po' di leggerezza nei duelli. Perché questa è una squadra che se gioca al 100%, come ha giocato le prime sei o sette partite, è una squadra che può vincere contro chiunque, è una squadra che mette in difficoltà chiunque, è una squadra che esce a testa alta contro chiunque. Se gioca al 99%, con le squadre un po' più deboli magari farà fatica, e l'abbiamo visto nel primo tempo con il Verona. E con le squadre forti come la Roma prendi le imbarcate. Questo è quello che io penso e dovrò lavorare meglio in funzione di questo. Fermo restando che su sette partite io penso di poter essere soddisfatto di quello che sono state le prime sei, sia per atteggiamento che per prestazioni, che per quello che hanno dato i giocatori sia in allenamento che nelle partite".

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"Sto provando vecchi sapori, vecchie emozioni. Avrei voluto andarci con un altro umore, meno arrabbiato, ma era dovuto". Così Daniele De Rossi commenta il ritorno all'Olimpico, dove il Genoa si è arreso alla Roma di Gian Piero Gasperini con il finale di 3-1: di Jeff Ekhator la rete ospite (87'). L'ex capitano e tecnico giallorosso è stato raggiunto dal calorosissimo abbraccio del suo vecchio pubblico oltre che dei suoi ex giocatori tra cui Matias SouléPaulo Dybala e Gianluca Mancini, concedendosi poi il giro di campo per salutare i tifosi della curva sud. Questi alcuni degli striscioni esposti: "Del romanismo rimarrai per sempre il vanto", "Questa sarà sempre casa tua. Bentornato DDR", "Avversari sì, nemici mai". Per l'occasione, l'Olimpico ha inoltre proiettato sui maxi schermi le immagini più belle della carriera di De Rossi alla Roma: 2000/2019 le stagioni a Trigoria da giocatore, considerate anche le giovanili e 2024 quella da allenatore, conclusa dopo l'esonero del 18 settembre. La sconfitta contro i giallorossi segue però i ko interni contro Inter (2-1) e Atalanta (1-0), con il Grifone che chiude così il 2025 al 17º posto con un vantaggio di 2 lunghezze dal Verona, a sua volta sconfitto dalla trasferta di San Siro contro il Milan. Il calendario del Genoa prevede ora il ritorno al Marassi in programma sabato 3 gennaio, quando riceverà il Pisa per lo scontro diretto valido per il penultimo appuntamento del girone di andata.

De Rossi: "Approccio giocatori lo stesso dell'allenatore"

"L’avevo detto prima della partita: il risultato non avrebbe cambiato quello che avrei fatto a fine gara. Li avevo salutati, non ero uscito a salutarli bene l’ultima volta. Sono andato lì sotto: quella curva è piena da quasi cento anni, si è svuotata una volta sola per protesta quando sono stato mandato via io. Glielo dovevo un saluto. Mi hanno sempre trattato in maniera incredibile e rimarranno sempre nel mio cuore. Mi dispiace se è sembrato un saluto “sobrio”, ma mi conoscono: non potevo andare lì a saltellare dopo questo risultato. I ragazzi della Roma sono stati fantastici. Anche per loro è stato uno shock quando me ne sono andato e c’è sempre affetto. Mi lega un grande affetto ai miei giocatori, che siano del Genoa o della Roma. Ho visto anche i ragazzi del Genoa rimanere lì ad aspettarmi. Ho un grande rapporto con i giocatori della Roma e un grande amore, non solo per i tifosi ma soprattutto per loro: sono stati otto o nove mesi molto belli ed emozionanti. Li ho rivisti in grande forma, forse anche troppo. Oggi sono stati superiori a noi, ma ho apprezzato che siano rimasti a salutarmi. Non ce n’era bisogno, ma so che rapporto c’è e cosa ha significato per me, e forse per qualcuno di loro. I giocatori approcciano le partite come approccia l’allenatore. Mi sono preso i complimenti per l’approccio contro Atalanta e Inter, quindi vuol dire che oggi ho fatto qualcosa di meno anch’io, perché questa partita non mi è piaciuta. Non sono risultati che fanno oscillare il giudizio: le altre due prestazioni erano state accompagnate dai complimenti per l’atteggiamento".

De Rossi: "Giocato una partita moscia"

"Oggi invece abbiamo commesso errori diversi, più leggerezze, meno aggressività, e questo mi dispiace. Così come mi prendo i complimenti quando giochiamo bene, mi prendo la responsabilità quando giochiamo meno bene. Abbiamo dovuto fare una campagna estiva e ho provato, per il bene della Roma e anche per il mio, a portare i migliori giocatori possibili, per età e futuribilità. Alcune cose sono riuscite, altre meno. Loro vanno forte in un contesto preciso, ma perché c’è chi allena e allena bene. I meriti me li prendo fino a un certo punto: c’è un allenatore che sta facendo volare questa squadra. Al di là del risultato, la Roma va veramente forte e oggi lo ha dimostrato. Questa notte mi porto a casa la grandissima voglia di dare una gioia ai trentamila del Ferraris contro il Pisa, che è uno scontro diretto. E porto anche un’immagine: non è stata una partita disastrosa, ma una partita un po’ moscia, e a me questa cosa non piace. Non c’entra il giocare fuori casa o l’assenza dei tifosi. Dobbiamo migliorare tutti sotto questo aspetto. Non mi porto a casa punti, non mi porto a casa altro se non l’affetto e il saluto a un amore della vita. Ma io sono al cento per cento dentro questo lavoro e sono già proiettato al video di domani, all’allenamento di domani e alla prossima partita del 3 gennaio".

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De Rossi: "Genoa moscio, l'approccio figlio dell'allenatore...Sotto la curva Roma per un motivo"
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