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Inter, Lukaku: "Sul razzismo bisogna fare di più. Con Conte ho un rapporto onesto"

Così l'attaccante belga: "Mi avevano avvertito che in Italia sarebbe successo, non basta alzare un cartello. Il mister? Se non gioco bene, voglio che me lo dica"

venerdì 15 novembre 2019

SAN PIETROBURGO (Russia) - "Sono al 100%. Ho avuto un'infiammazione alla punta del piede, ma ora va bene". Così l'attaccante dell'Inter Romelu Lukaku, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita che con il suo Belgio giocherà contro la Russia, per le qualificazioni a Euro 2020. Il bomber nerazzurro ha quindi rassicurato sulle sue condizioni fisiche, spiegando che "va tutto bene con l'Inter e anche con il Belgio". Sul rapporto con il tecnico Antonio Conte, Lukaku dichiara: "È più una questione di onestà e quando non gioco bene, voglio che me lo dica. Ho 26 anni e posso ancora migliorare. Koeman, Mourinho e Conte sono stati onesti e non mi hanno mai mentito. Anche con Solskjaer il rapporto era buono, ma volevo andarmene. Lo rispetto perché ha rispettato la mia scelta, anche se voleva tenermi", riporta la stampa belga. "Il razzismo in Italia? A Cagliari è stato un momento difficile, i giocatori mi avevano avvertito prima di andare in Italia, la Serie A e la UEFA dovevano fare di più. Puoi alzare un cartello con scritto 'no al razzismo' ma devi davvero combatterlo. L'Italia però mi piace, le persone per strada sono molto gentili con me e piace anche alla mia famiglia", conclude l'ex Manchester United.

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