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Inter, Mourinho a 10 anni dal Triplete: "La coppa era nostra, l'aveva deciso Dio"

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Il tecnico portoghese ritorna alla notte del 22 maggio 2010, quando i nerazzurri vinsero la Champions League: "Sentivo che avremmo vinto". Poi svela la frase detta a Guardiola dopo l'espulsione di Thiago Motta

Inter, Mourinho a 10 anni dal Triplete:
© ANSA
venerdì 22 maggio 2020

TORINO - Sono passati dieci anni da quel 22 maggio 2010, quando l'Inter di Josè Mourinho, battendo per 2-0 il Bayern Monaco grazie a una doppietta di Milito, conquistava la terza Coppa dei Campioni/Champions League della storia del club. Un trionfo che i tifosi nerazzurri aspettavano da 45 anni e che completava il Triplete dopo che Zanetti e compagni avevano già vinto Coppa Italia e scudetto. Un sogno che quella notte al Santiago Bernabeu di Madrid divenne realtà. 

Mourinho e la famiglia nerazzurra

A dieci anni da quel trionfo storico, il tecnico portoghese Josè Mourinho, condottiero di quel gruppo, ha riavvolto il nastro, raccontando le proprie sensazioni ai microfoni di Sky Sport. "I risultati fanno la storia, io mi sento veramente speciale perchè penso che quello che abbiamo fatto va più lontano delle Coppe, delle medaglie e della storia. È questa la cosa che mi fa sentire davvero speciale". Il portoghese sottolinea poi come in quel gruppo si respirava aria di famiglia: "Ci sono dei momenti indimenticabili nella nostra vita e questo ovviamente è uno di loro. Il rapporto che ho con i giocatori, Moratti e tutti quelli che abbiamo lavorato lì è un rapporto di ogni giorno. Questa è la cosa più importante: il 'Triplete', la Champions, il sogno di tutti gli interisti e il mio, ma quello che rimane per sempre è questo rapporto. E questa è una cosa veramente speciale".

Mourinho: ecco cosa dissi a Guardiola dopo l'espulsione di Thiago Motta

Una delle partite simbolo della vittoria del Triplete nerazzurro è certamente quella al Camp Nou contro il Barcellona, quando la squadra di Mourinho, dopo il 3-1 dell'andata, riuscì a strappare il pass per la finale di Madrid perdendo 1-0. Lo Special One ricorda quei momenti e ciò che disse a Guardiola dopo l'espulsione di Thiago Motta: "Mi giro verso la panchina del Barcellona e vedo che tutti festeggiavano, sono andato da Pep e gli ho detto 'Hey tranquillo che non è ancora finita'. Sapevo che i nostri giocatori avrebbero lasciato la vita in campo. È stata la sconfitta più bella della mia vita".

Mourinho e quella notte magica a Madrid

Superato l'ostacolo Barcellona fu la volta della finale contro il Bayern Monaco: "Quando siamo arrivati a Madrid la sensazione di tutti era che la coppa era nostra. Anche io lo sentivo, ho cercato di far passare ai miei giocatori il messaggio corretto: avevamo una partita da giocare, ma Dio aveva deciso che era nostra. Anche dieci anni dopo siamo una famiglia. Siamo amici per sempre: questa cosa mi tocca profondamente perchè ho avuto la fortuna di avere risultati belli anche in altre squadre, ma questo sentimento di famiglia e amici per la vita è una roba che mi fa sentire troppo orgoglioso". Un unico neo dopo quel trionfo, l'assenza di Mourinho al Meazza per festeggiare il successo. Un'assenza che lo Special One prova a spiegare così: "Perchè non sono andato a Milano per la festa? Se tornavo a Milano magari non uscivo più".

Mourinho sul futuro dell'Inter

Mourinho parla poi dell'attuale Inter, quella guidata da Antonio Conte. "L'Inter negli ultimi dieci anni ha vinto solo una Coppa Italia: è pochissimo, quasi inaccettabile - continua Mou -. È dura per un tifoso ed è difficile da capire, ma nel modo come stanno lavorando e con gli investimenti importanti non sarebbe una sorpresa se l'Inter tornasse a vincere in Italia e in Europa". Mourinho al momento è concentrato sul suo Tottenham: "Io sono in una squadra che non ha mai vinto, che non ha questa cultura della vittoria dove prima di vincere in Europa magari si deve vincere in Inghilterra che non è ovviamente facile. Questa è la mia ambizione di un club in crescita come il Tottenham".

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