© LAPRESSEÈ Lautaro Martinez il vero, grande, colpo di mercato dell’Inter. La rincorsa alla miglior forma ha trovato compimento dopo un’estate alquanto travagliata con le vacanze liofilizzate, la preparazione saltata e la prima di campionato giocata senza nemmeno un minuto in amichevole. Ci ha messo quattro mesi buoni l’argentino per rimettere tutti i tasselli a posto: bravo Inzaghi ad aspettarlo e a mandarlo in campo anche quando non prendeva la porta neanche per sbaglio («Lautaro non sarà mai un problema, ma una soluzione», ha sempre ripetuto l’allenatore) e bravissimo il giocatore a saper convivere con il momento no senza spazientirsi come accadeva in passato. D’altronde la carriera di Lautaro è costellata da alti e bassi in zona gol: stavolta il problema aveva una motivazione specifica (le fatiche nell’estate post-Copa América, peraltro vinta con il titolo di capocannoniere), ma pure nella stagione dell’ultimo scudetto il suo rendimento ha vissuto periodi splendenti a lunghe eclissi. Lo dimostrano i numeri: da agosto 2023 a febbraio 2024, l’argentino ha disputato 34 partite in nerazzurro segnando 26 gol, da marzo a dicembre le gare giocate sono state 32 ma soltanto 8 le reti segnate.
La stagione di Lautaro
Da inizio anno è iniziata la nuova risalita, con 3 gol (al Milan in Supercoppa, al Bologna ed, è storia recente, all’Empoli) in 5 presenze. Una pessima notizia per il Napoli - come sa bene pure Antonio Conte che Lautaro l’ha allenato nel biennio all’Inter - considerato che l’argentino, di solito, quando si stappa per almeno 2-3 mesi viaggia a medie da quasi un gol a partita. E con l’Empoli, tanto per gradire, nel tabellino alla voce marcatori sono comparsi contemporaneamente i nomi di Lautaro e Marcus Thuram, evento che non si verificava da 254 giorni, ovvero dalla goleada a Frosinone (0-5, 10 maggio) a scudetto già vinto.
