Calcio e politica, Inter-Atletico in Libia è una partita speciale: la Coppa della Ricostruzione

Stadio esaurito, vip e presenza di tutte le più importanti autorità del Paese nordafricano: Zanetti fa il telecronista

BENGASI - L’inusuale amichevole di lusso fra Inter e Atlético Madrid in Libia, denominata “Coppa della Ricostruzione”, va ben al di là del mero aspetto sportivo. Una partita, quella di oggi pomeriggio nel rinnovato Stadio Internazionale del capoluogo della Cirenaica, che è soprattutto un messaggio politico, di pace e responsabilità sociale. Gesto simbolico di grande importanza che riflette la solidarietà di due grandi club internazionali, quali i nerazzurri e i “colchoneros”, con il popolo libico. E tra l’altro una prima volta storica per l’Inter nel Paese nordafricano che fu colonia del Regno d’Italia dal 1912 (Giolitti, Amendola, Badoglio, Graziani, Balbo, ecc.) al 1946. Per la verità, avversario dei nerazzurri avrebbe dovuto essere il Barcellona. Ma la società catalana ha rinunciato a causa di una sovrapposizione d'impegni sportivi e da ragioni organizzative interne, non da valutazioni legate alla situazione in Libia. Già un mese fa il club “blaugrana” aveva proposto d’anticipare la partita di alcuni giorni per questioni sportive e istituzionali legate al concomitante svolgimento di altri eventi programmati a Barcellona nello stesso periodo (gare ufficiali delle squadre giovanili con diversi giocatori che sarebbero stati convocati per impegni internazionali). Il Barça ha ribadito “la volontà di rispettare gli impegni contrattuali” esprimendo disponibilità a valutare una nuova data in futuro compatibilmente con il calendario sportivo internazionale. Fonti libiche hanno confermato che la risoluzione dell’accordo è avvenuta in modo amichevole e costruttivo, con la restituzione integrale delle somme già versate agli spagnoli (si parla di 5 milioni di euro) senza alcuna controversia tra le parti.

Verso il sold-out

Il posto del Barcellona è stato subito preso dall’Atlético Madrid. La sfida rientra tra le iniziative del Fondo per lo Sviluppo e la Ricostruzione della Libia (Fdrl) volte a rilanciare l’immagine della città di Bengasi e valorizzare le infrastrutture sportive realizzate negli ultimi anni dopo un lungo periodo di conflitto. Un evento che qui a Bengasi è considerato di livello mondiale. Un messaggio forte che conferma il ritorno della Libia alla sicurezza e alla stabilità e la sua disponibilità a ospitare importanti eventi internazionali contribuendo al riposizionamento del Paese sulla mappa sportiva del pianeta terra. Aqila Al Abbar, direttrice del Dipartimento di Cooperazione Internazionale del Fondo libico per lo Sviluppo e la Ricostruzione, si è espressa così: “Questa partita è un messaggio di fiducia che inviamo al mondo intero: grazie allo sforzo della sua gente, la Libia è sul cammino giusto per il recupero e la stabilità. La scelta di Bengasi come sede di questo evento suppone un riconoscimento internazionale agli importanti sforzi realizzati per riabilitarne le infrastrutture”. Lo splendido Stadio Internazionale di Bengasi - con le sue tende bianco-avorio che lo cingono come una gigantesca astronave arabescata e le suggestive luci interne verde-fluo, sotto la tettoia, dedicate al colore dell’Islam - sarà completamente esaurito. Bruciati in poche ore i 40.000 biglietti disponibili. Attese tutte le autorità del governo libico dell’Est a cominciare dal potente leader Khalifa Belqasim Haftar, temutissimo nella capitale Tripoli, con i suoi non meno ambiziosi figli Saddam e Belgacem.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Inter

Attesi Ronaldo, Roberto Carlos e Ronaldinho

Fra gli invitati vip figurano anche tre fuoriclasse brasiliani che hanno giocato a Milano: Ronaldo il Fenomeno, Roberto Carlos e Ronaldinho. Il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti sarà ovviamente anche lui allo stadio, ma impiegato in un ruolo diverso. Commenterà infatti la sfida Inter-Atlético Madrid dagli studi della celebre emittente qatariota BEin Sport. Proprio alla vigilia della “Coppa delle Ricostruzione”, la Nazionale libica è stata aritmeticamente eliminata dalla Coppa del Mondo 2026. Gli uomini guidati dal pur bravissimo tecnico senegalese Aliou Cissé, arrivato da 6 mesi per cercare di salvare una situazione gravemente compromessa, non sono riusciti ad andare oltre il 3-3 a Tripoli contro Capo Verde nel nono e penultimo turno del Gruppo D africano. Avanti le prime due (lo stesso Capo Verde e Camerun) mentre i “Cavalieri del Mediterraneo” con 5 punti sono fuori. Partita maledetta per la selezione di casa che conduceva meritatamente 3-1 fino a 14’ dalla fine. Poi l’improvviso crollo con due gol “stupidi” incassati nel finale per la profonda delusione dei tifosi nordafricani.

Gli italiani che hanno allenato in Libia

In passato parecchi allenatori italiani hanno lavorato in Libia. Eugenio Bersellini, storico allenatore di Borgotaro che vinse lo scudetto con l’Inter, guidò la Nazionale libica nel 1999, poi passò a due club di Tripoli: l’Al Ahly nel 2001 e l’Al Ittihad dall’ottobre 2001 al gennaio 2002 poi rimpiazzato dal terzino tuttofare bianconero Antonello Cuccureddu. Il vulcanico “professore” eoliano Franco Scoglio prese le redini della Libia dopo aver lasciato la Tunisia nel 2000. E l’ex mastino juventino Claudio Gentile, campione del mondo in Spagna nel 1982, nato a Tripoli e soprannominato “Gheddafi”, ha espresso il sogno di tornare in Libia e allenare un giorno un club della città che gli ha dato i natali. Giuseppe Sannino (in Serie A con Siena, Palermo, Chievo e Carpi) ha pilotato l’Al Ittihad nel 2021-2022 ed è stato appena esonerato dall’Al Ahly Bengasi: era stato ingaggiato soltanto due mesi fa.

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BENGASI - L’inusuale amichevole di lusso fra Inter e Atlético Madrid in Libia, denominata “Coppa della Ricostruzione”, va ben al di là del mero aspetto sportivo. Una partita, quella di oggi pomeriggio nel rinnovato Stadio Internazionale del capoluogo della Cirenaica, che è soprattutto un messaggio politico, di pace e responsabilità sociale. Gesto simbolico di grande importanza che riflette la solidarietà di due grandi club internazionali, quali i nerazzurri e i “colchoneros”, con il popolo libico. E tra l’altro una prima volta storica per l’Inter nel Paese nordafricano che fu colonia del Regno d’Italia dal 1912 (Giolitti, Amendola, Badoglio, Graziani, Balbo, ecc.) al 1946. Per la verità, avversario dei nerazzurri avrebbe dovuto essere il Barcellona. Ma la società catalana ha rinunciato a causa di una sovrapposizione d'impegni sportivi e da ragioni organizzative interne, non da valutazioni legate alla situazione in Libia. Già un mese fa il club “blaugrana” aveva proposto d’anticipare la partita di alcuni giorni per questioni sportive e istituzionali legate al concomitante svolgimento di altri eventi programmati a Barcellona nello stesso periodo (gare ufficiali delle squadre giovanili con diversi giocatori che sarebbero stati convocati per impegni internazionali). Il Barça ha ribadito “la volontà di rispettare gli impegni contrattuali” esprimendo disponibilità a valutare una nuova data in futuro compatibilmente con il calendario sportivo internazionale. Fonti libiche hanno confermato che la risoluzione dell’accordo è avvenuta in modo amichevole e costruttivo, con la restituzione integrale delle somme già versate agli spagnoli (si parla di 5 milioni di euro) senza alcuna controversia tra le parti.

Verso il sold-out

Il posto del Barcellona è stato subito preso dall’Atlético Madrid. La sfida rientra tra le iniziative del Fondo per lo Sviluppo e la Ricostruzione della Libia (Fdrl) volte a rilanciare l’immagine della città di Bengasi e valorizzare le infrastrutture sportive realizzate negli ultimi anni dopo un lungo periodo di conflitto. Un evento che qui a Bengasi è considerato di livello mondiale. Un messaggio forte che conferma il ritorno della Libia alla sicurezza e alla stabilità e la sua disponibilità a ospitare importanti eventi internazionali contribuendo al riposizionamento del Paese sulla mappa sportiva del pianeta terra. Aqila Al Abbar, direttrice del Dipartimento di Cooperazione Internazionale del Fondo libico per lo Sviluppo e la Ricostruzione, si è espressa così: “Questa partita è un messaggio di fiducia che inviamo al mondo intero: grazie allo sforzo della sua gente, la Libia è sul cammino giusto per il recupero e la stabilità. La scelta di Bengasi come sede di questo evento suppone un riconoscimento internazionale agli importanti sforzi realizzati per riabilitarne le infrastrutture”. Lo splendido Stadio Internazionale di Bengasi - con le sue tende bianco-avorio che lo cingono come una gigantesca astronave arabescata e le suggestive luci interne verde-fluo, sotto la tettoia, dedicate al colore dell’Islam - sarà completamente esaurito. Bruciati in poche ore i 40.000 biglietti disponibili. Attese tutte le autorità del governo libico dell’Est a cominciare dal potente leader Khalifa Belqasim Haftar, temutissimo nella capitale Tripoli, con i suoi non meno ambiziosi figli Saddam e Belgacem.

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