«Il rogito è stato firmato a mezzogiorno e un’ora dopo la Procura di Milano aveva aperto un fascicolo. Questa è l’Italia». Beppe Marotta esplicita i dubbi di molti sulla giustizia a orologeria, che in questo caso si è attivata sulla cessione dello stadio Meazza e delle aree limitrofe a Inter e Milan. Dal palco del Football Business Forum, il presidente nerazzurro ha definito «un evento storico» il primo bilancio chiuso in utile dal club nerazzurro, alla pari del primo passo verso il futuro stadio milanese: «Non è solo un'esigenza, ma anche un asset patrimoniale, perché valorizza la società e aumenta i ricavi. Il resto d’Europa viaggia a velocità ben diversa dall’Italia, e quello che è successo a Milano deve far riflettere». A fargli eco, il numero uno milanista Paolo Scaroni, protagonista assoluto dell’affare stadio: «È stato un percorso difficile, non solo per la burocrazia ma anche perché la gente non voleva un nuovo impianto per nostalgia. Però oggi se qualcuno vuole andare a San Siro c’è quasi da avere paura, quando non si gioca e quasi deserto. E invece noi vogliamo uno stadio che ogni giorno possa ospitare qualcosa».
Le parole di Sala e Abodi
Procure permettendo: i tempi di quella milanese non sembrano sospetti solo a Marotta, ma anche Beppe Sala. Di rientro dal Brasile, il sindaco milanese si è espresso per la prima volta dopo la cessione dello stadio Meazza, in occasione dell’evento “La Lombardia al centro della sfida olimpica”: «Abbiamo fatto tutto per bene, rispettando le regole. Una volta ricevuta la manifestazione d’interesse, abbiamo tenuto aperto il bando per il tempo necessario - ha detto in riferimento all'indagine per turbativa d'asta in cui è stato sentito il promoter Claudio Trotta -. Le tempistiche della Procura? Fanno pensare». È d'accordo anche il ministro Andrea Abodi, pure lui presente in Regione Lombardia: «All’improvviso sta succedendo quello che non è accaduto per trent’anni, e non riguarda solo Euro 2032: in Italia abbiamo una dozzina di cantieri aperti che gestiremo con il commissario straordinario Sessa, e penso che questo sia un risultato straordinario. Ciò che è stato fatto a Milano ha un valore importante, al di là della sua dimensione economica, perché si cerca di migliorare la città e la nazione, a differenza di qualcuno che invece, a livello politico o giudiziario, tenta di mettere in discussione un percorso che è nell'interesse di tutti».