MILANO - Chivu-Inzaghi, sorpasso quasi completato? La domanda, dopo il roboante 4-0 contro il Como di sabato sera, sorge spontanea, guardando i punti in classifica ottenuti dal tecnico rumeno dopo quattordici giornate di campionato, ovvero 30, contro i 28 messi insieme dall’allenatore piacentino nel suo ultimo torneo di Serie A in nerazzurro. Anche altri numeri certificano questa tendenza: l'Inter '25-26 ha segnato più gol rispetto a quella del '24-25 (32 contro 31) e ha subito meno reti (13 contro 17); ha vinto più gare (10 contro 8), ma ne ha perse di più (4 contro 2), a fronte di zero pareggi (contro i 4 di dodici mesi fa). C’è bisogno però pure di una premessa, obbligatoria, perché il confronto avviene fra un tecnico, Simone Inzaghi, che in quattro stagioni a Milano ha scritto la storia recente dell’Inter, vincendo uno scudetto, due Coppe Italia e tre Supercoppe italiane, oltre a raggiungere per due volte la finale di Champions. E un altro, Cristian Chivu, che allena la squadra da soli sei mesi, ha raccolto finora 24 presenze in panchina (per un totale di 37 da tecnico professionista) e deve dimostrare sostanzialmente ancora tutto.
La svolta Champions
Scritto ciò, è normale che dopo un terzo della stagione un bilancio vada tracciato e l’Inter di Chivu, nonostante alcuni tonfi importanti - vedi gli scontri diretti con Juventus, Napoli e Milan in campionato; Atletico Madrid in Champions - e dei difetti non del tutto cancellati rispetto al recente passato (cali nel finale, troppi gol subiti in determinate occasioni), sta trovando sempre di più una sua fisionomia, confermandosi una delle principali forze non solo del nostro campionato, ma pure della Champions. Al di là dei trofei che naturalmente daranno un peso - e un voto - alla carriera dell’ex tripletista da allenatore dell’Inter, per considerare però completo il sorpasso della squadra di Chivu su quella di Inzaghi, servirà superare il prossimo step. Ovvero l’esame Liverpool. L’Inter di Inzaghi, infatti, in Europa aveva ottenuto la sua laurea. Senza lode, per come è terminata la Champions ’24-25, ma durante il suo ultimo percorso, Inzaghi aveva saputo ottenere punti nella prima fase contro big come Manchester City (0-0 in Inghilterra) e Arsenal (successo a San Siro), battendo poi nei quarti e in semifinale Bayern Monaco e Barcellona. Chivu in questo senso deve ancora passare il tagliando, perché ha fatto il suo dovere vincendo nelle prime quattro giornate contro gli avversari “morbidi” - Ajax, Slavia Praga, Union Saint-Gilloise e Kairat Almaty -, ma è poi caduto a Madrid contro Simeone, nonostante una buona prestazione.
La sfida con il Liverpool
Domani a San Siro - tutto esaurito - ci sarà un Liverpool difficilmente inquadrabile, mentre l’Inter contro il Como ha dimostrato di stare benissimo, mentalmente e fisicamente (75 minuti di grande intensità). Battere i Reds significherebbe, quasi sicuramente, staccare il biglietto per gli ottavi di finale, evitando così i playoff di febbraio, ovvero quanto fatto da Inzaghi nella scorsa annata. Ma vincere contro il Liverpool significherebbe fare meglio di Inzaghi anche nella classifica di Champions, perché l’Inter nell'edizione ’24-25 dopo sei giornate aveva 13 punti, mentre oggi Chivu ne ha collezionati 12 dopo cinque gare. Per farlo il tecnico rumeno potrà contare sulla squadra migliore ad eccezione di Dumfries: l'olandese anche ieri ha svolto un lavoro personalizzato e dunque difficilmente sarà della gara (l'obiettivo sarà averlo al top per la Supercoppa italiana a Riad). Carlos Augusto è favorito rispetto a Luis Henrique, mentre Mkhitaryan potrebbe tornare dal primo minuto. In difesa ballottaggio Acerbi-Bisseck.
