L'Inter contro i fantasmi Champions: a Dortmund due ricordi della manita Psg... 

I nerazzurri si giocheranno il tutto per tutto nella trasferta in Germania contro i gialloneri: ritorna l'incubo della finale persa a Monaco

MILANO - L’Inter ha un conto aperto con Dortmund, e punta a saldarlo per restare aggrappata alla Champions League nel migliore dei modi, come diceva qualcuno. Le speranze della squadra di Cristian Chivu di chiudere la League Phase tra le prime otto in classifica, e quindi evitare le forche caudine degli spareggi di febbraio, sono ridotte al lumicino. E forse stiamo pure larghi nel dirlo: oltre a battere il Borussia Dortmund a casa sua, i nerazzurri dovrebbero sperare in una serie di eventi talmente fortunati - per loro - da far impallidire un sei al Superenalotto. Vincere, però, servirebbe a migliorare la propria posizione in vista dei playoff, a togliersi il dente dei big match (fin qui tutti persi, in Europa, o non vinti, in campionato) e pure a chiudere un cerchio.

I precedenti con il Dortmund e i fantasmi europei del passato

L’ultima volta che l’Inter sfidava il muro giallo lo faceva in un’altra Champions, ma con una consapevolezza molto simile: in un girone completato da Barcellona e Slavia Praga, per andare avanti serviva fare risultato con i gialloneri. Non finì benissimo: la squadra di Lucien Favre si impose per 3-2 su quella di Antonio Conte, andandosi poi a prendere il secondo posto nel raggruppamento. Altri tempi: oggi, forse ancora nelle vesti di fantasma da scacciare del tutto dalla testa, il pensiero va ancora al 5-0 sofferto Monaco di Baviera. Oltre al fatto che sarà la prima gara in terra tedesca dopo quel ko epocale, non aiuterà tantissimo nemmeno il fatto che domani sera l’Inter ritrovi sul suo percorso Istvan Kovacs, proprio l’arbitro della finale persa malissimo con il Paris Saint-Germain. Oggi ha dato il via libera alle ironie social.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Inter

Inter, quanto è cambiato il gruppo: da Conte a Chivu

All’epoca dell'ultimo confronto con il Dortmund, superare la fase a gironi sembrava per l'Inter l’obiettivo massimo ipotizzabile, quasi un miraggio, difatti non centrato fino all’approdo milanese di Simone Inzaghi. In quella squadra, tra i possibili titolari di domani, in campo vi erano soltanto Nicolò Barella e Lautaro Martinez, più Stefan De Vrij (allora dal 1' e domani probabilmente in panchina) e Alessandro Bastoni, non schierato. Quest’ultimo è l’istantanea di quanta acqua sia passata sotto i ponti: era ancora la riserva di Godin, e in quella Champions non giocò nemmeno un minuto. In questa edizione ha saltato finora solo una gara, l’uscita casalinga con il modesto Kairat Almaty.

Lautaro, Barella e il muro giallo: l’Inter cerca l’impresa a Dortmund

Il ricordo più dolce di quel ko, in verità, è legato a un gol avversario, anzi a una doppietta: fu la sera in cui l’Inter scoprì, suo malgrado, Achraf Hakimi, a segno due volte e ancora oggi spesso oggetto del desiderio dei tifosi, mentre la società lavora a un altro grande ritorno per sopperire all’assenza di Dumfries sulla destra. Ai compagni “nuovi”, se così si può dire di una squadra che ha lo stesso zoccolo duro da anni, Lautaro e Barella potranno raccontare cosa significhi guardare in faccia una delle tifoserie più affascinanti d’Europa e farle anche male: l’argentino trovò il gol. Oggi punta a riprendere la marcia, interrotta a livello europeo proprio quando il coefficiente di difficoltà si è alzato all’improvviso: quattro gol nelle prime tre uscite - con l’Ajax è rimasto in panchina -, zero nelle tre successive. Il tutto nel contesto dei dubbi che circondano l’Inter, infallibile con le piccole ma piccola con le grandi, e per gli stessi motivi anche del suo capitano. Quanto a Barella, ricorderà magari Conte che diceva di non poter pretendere che fossero subito decisivi due giovani appena arrivati come lui e Stefano Sensi. Peccato che nessuno dei due fosse costato poco: solo la sfortuna ha dato ragione ad Antonio su Sensi, ma Nicolò decisivo, per l’Inter, lo è stato. Punta a esserlo anche oggi, in uno stadio che è da sempre una fortezza: l’unica sconfitta tra le mura amiche del Borussia Dortmund, a cui è capitato di chiudere intere annate senza ko al Signal Iduna Park, è arrivata in Coppa di Germania con il Bayer Leverkusen, a inizio dicembre.

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L’ultima volta che l’Inter sfidava il muro giallo lo faceva in un’altra Champions, ma con una consapevolezza molto simile: in un girone completato da Barcellona e Slavia Praga, per andare avanti serviva fare risultato con i gialloneri. Non finì benissimo: la squadra di Lucien Favre si impose per 3-2 su quella di Antonio Conte, andandosi poi a prendere il secondo posto nel raggruppamento. Altri tempi: oggi, forse ancora nelle vesti di fantasma da scacciare del tutto dalla testa, il pensiero va ancora al 5-0 sofferto Monaco di Baviera. Oltre al fatto che sarà la prima gara in terra tedesca dopo quel ko epocale, non aiuterà tantissimo nemmeno il fatto che domani sera l’Inter ritrovi sul suo percorso Istvan Kovacs, proprio l’arbitro della finale persa malissimo con il Paris Saint-Germain. Oggi ha dato il via libera alle ironie social.

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