I risultati per ora sono lì a parlare per lui. Certo, la Supercoppa italiana è sfuggita ancor prima della finale e il percorso in Champions è diventato in salita dopo il “facile” avvio, ma Cristian Chivu, in attesa di capire se l’annata dell’Inter terminerà con qualche titolo o a mani vuote come la scorsa annata con Simone Inzaghi, ha superato brillantemente gli esami di metà stagione. Anzi, si può evidenziare come Chivu avesse già convinto il club nei mesi scorsi, fin dal lavoro svolto negli Stati Uniti a giugno in occasione del Mondiale per club. In campo la squadra non era andata un granché bene, ma in pochi giorni il tecnico rumeno aveva iniziato a risollevare il morale di un gruppo a pezzi dopo i colpi ricevuti a fine maggio. Poi è arrivato il resto. La “sua” Inter ha gradualmente iniziato a prendere forma, solo in parte simile a quella del suo predecessore, perché il 3-5-2 di Inzaghi, bellissimo in alcune sue forme estetiche, era comunque diverso da quello altrettanto efficace e gradevole da vedere di Chivu, più verticale e aggressivo. Chivu è come uno specializzando in medicina che sta via via passando i vari step per diventare uno strutturato. E come tale anche il club ha già deciso di premiarlo con una promozione: il rinnovo di contratto con adeguamento dell’ingaggio. Il prolungamento dell’accordo firmato il 9 giugno scorso e in scadenza al termine dell’annata ’26-27 è una formalità. Come già successo per tre volte con Inzaghi, Chivu allungherà la sua intesa almeno fino al 2028. Quello che ancora non è chiaro è di quanto aumenterà l’ingaggio oggi intorno ai 2.5 milioni. È evidente che l’allenatore sarà gratificato, ma molto passerà da come si concluderà l’attuale stagione. In soldoni: con lo scudetto lo stipendio salirà molto, senza meno, ma aumenterà comunque.
"Dalla Romania all'Inter. Chivu grande professionista"
Per non parlare dell’eventuale Champions, anche se il club è stato chiarissimo con Chivu, l’obiettivo è tornare a issare la bandiera nerazzurra sulla cima della Serie A. Dunque, Chivu nel lavoro quotidiano e con i risultati ha confermato alla proprietà, al presidente Marotta e al ds Ausilio la bontà della loro scelta e i motivi che li spinsero a puntare su di lui dopo che il sondaggio per Fabregas non fece breccia (nello spagnolo e nel Como). Chivu aveva tanti punti in suo favore: la leadership acquisita da giocatore fin dai tempi dell’Ajax di cui fu capitano a 21 anni; i successi ottenuti sia da giocatore dell’Inter che da tecnico delle giovanili nerazzurre; l’ottima esperienza in tre mesi a Parma e – fattore non secondario, confermato poi nel corso di questi mesi, vedi la gara da titolari di Cocchi e Kamate col Torino in Coppa Italia – l’attenzione e il riguardo verso l’Under 23. Insomma Chivu, che ieri ha ricevuto alla Pinetina la gradita visita dell’ex compagno Adriano – “l’Imperatore” si è soffermato con il tecnico, poi col brasiliano Luis Henrique e Thuram, da sempre suo grande estimatore –, è sempre più una certezza Inter, con i complimenti del presidente Marotta intervenuto ieri all’inaugurazione di “Casa Italia”: “Chivu tedoforo? – l’allenatore ha portato la torcia a Milano giovedì sera –. Testimonia valori come la cultura del lavoro; è partito dalla Romania e ha avuto successo in una disciplina difficile. Oggi è il tecnico di una delle squadre più importanti al mondo, è una grande persona e un grande professionista”.
