Yildiz e McKennie osservati speciali per l'Inter: Chivu alza il livello e prepara la sfida alla Juve

Le ripartenze a sinistra una vera incognita per la squadra di Spalletti. Dubbio a centrocampo per Chivu

L’Inter affronterà stasera una Juventus profondamente trasformata, negli uomini e nel gioco, oltre alla guida tecnica, rispetto alla partita d’andata. Ma lo stesso discorso può essere esteso e ribaltato per i bianconeri, che dovranno vedersela contro un avversario cambiato rispetto a Torino. La prima evidenza è il dato sulle reti subite. All’inizio di questa stagione – dati alla mano – l’Inter subiva una media di 2 reti per partita, visti i 6 gol incassati nei primi tre turni della Serie A. Adesso invece, dopo altri 21 incontri disputati, Sommer - e Martinez - hanno dovuto raccogliere il pallone dalla propria porta solo in 13 occasioni, con la media crollata a 0.62 (tra l’altro l'Inter è la squadra con più vittorie con clean sheet nei top-5 campionati europei, ben 13). Al di là di chi partirà titolare, i nerazzurri possono dunque basarsi su una fase consolidata, migliorata e evoluta nel tempo, che oggettivamente concede meno opportunità ai rivali di turno. Ovviamente, sia per la forza del calciatore, che per quanto accaduto alla Stadium, l’osservato numero uno sarà Yildiz, con Bisseck che dovrà rinunciare a qualche scorribanda offensiva, ma soprattutto dovrà essere supportato dalle diagonali di Luis Henrique, che agirà sulla fascia destra, oltre che dalle chiusure da centrale di Akanji (qualora poi dovesse partite Acerbi nel trittico arretrato, queste indicazioni varranno per il difensore svizzero e non per quello tedesco).

Le mosse in difesa e a centrocampo

In ogni caso il terzetto difensivo giocherà, come sempre, 4-5 metri più avanti rispetto a quello di Inzaghi. Sicuro di un posto sul centro-sinistra Bastoni, con l’atleta di Casalmaggiore che svolgerà il solito compito di rottura e impostazione in sintonia con Dimarco, che proverà a determinare con le sue ripartenze e che, a differenza dell'andata, sarà titolare: «Yildiz? È un giocatore molto forte, ma la Juventus non è solo lui: abbiamo visto quanto McKennie può essere decisivo in zona gol, quanto sia importante Locatelli in zona difensiva. Hanno tanti giocatori bravi, ci sarà da dare grande attenzione a Yildiz, ma senza dimenticare gli altri – le parole di “Basto” a Sky -. L'equilibrio lo abbiamo trovato: a volte siamo meno belli ma più efficaci: Chivu ha insistito tanto su questo, è ora di vincere uno scontro diretto, ma non deve essere un’ossessione». A tal proposito chi giocherà da play, tra Zielinski o il recuperato Calhanoglu - nel caso il polacco verrebbe schierato da mezzala -, oltre a comandare il gioco, dovrà prestare molta attenzione anche agli inserimenti proprio di McKennie, vera arma realizzativa in più dei bianconeri (i movimenti dello statunitense dovranno essere necessariamente "sorvegliati" pure a rotazione dalle due mezzali e dal centrale difensivo).

Servirà la solita cattiveria

Servirà perciò la “solita” cattiveria, quella su cui l’Inter di Chivu sta costruendo i propri successi: con una media di 14 falli e 14.8 contrasti a partita si mostra così un oggettivo e crescente maggiore agonismo, dati i 10 e i 9 dell’andata; idem per le palle recuperate, che a Torino si fermarono a 32, mentre oggi indicano una media statistica di 45. Davanti la ThuLa, con Lautaro e Thuram alla ricerca di un gol decisivo. Nello specifico l’argentino ha affrontato i bianconeri 21 volte, siglando 4 reti e ottenendo sei vittorie di squadra totali. Tuttavia solo la marcatura della Supercoppa ’21-22 è risultata determinante ai fini del successo finale nerazzurro.

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