MILANO - In primis c’è l’aspetto sportivo, ovviamente. L’eliminazione dalla Champions ad opera del Bodo/Glimt nel playoff, non può che rappresentare una grossa delusione a livello di immagine per il club che probabilmente vincerà lo scudetto e che a maggio 2025 arrivò a giocarsi la finale della competizione contro il Psg. Poi c’è l’aspetto economico che potrebbe avere un peso fra quattro mesi, quando inizierà un calciomercato nel quale la società dovrà inevitabilmente ritoccare l’organico in virtù innanzitutto di tanti contratti in scadenza (Sommer, Acerbi, De Vrij, Darmian, Mkhitaryan). Non era da escludere prima, non lo è ora soprattutto dopo il ko con i norvegesi, la possibilità di dover cedere almeno un big per fare cassa e avere così maggiore disponibilità per completare i diversi acquisti che serviranno per rinforzare la rosa di Chivu in più reparti. Gli indiziati? Thuram, Bisseck, Dumfries, senza dimenticare Frattesi e pure Calhanoglu, sempre che non arrivino proposte indecenti per giocatori oggi ritenuti intoccabili come Bastoni, Dimarco e Pio Esposito.
Inter, l'eliminazione dalla Champions costa cara
Evidentemente il percorso della stagione scorsa, con l’approdo all’ultimo atto, è stato qualcosa di non programmabile, così come l’incasso dei bonus arrivati dalla Uefa, ben 136.6 milioni. Una cifra astronomica - così come i soldi ottenuti dal botteghino (le gare con Bayern e Barcellona fruttarono 25 milioni) -, una somma che infatti ha aiutato l’Inter a chiudere in attivo di 35.4 milioni il suo bilancio ’24-25. La mancata qualificazione agli ottavi ha fatto perdere al club una ventina di milioni circa: gli 11 milioni certi che la Uefa avrebbe versato col passaggio del turno, a cui si sarebbero aggiunto poi quelli della vendita dei biglietti della partita casalinga (Manchester City o Sporting Lisbona). La differenza fra quanto il club ha ricevuto dodici mesi fa e quanto prenderà in questa - 71.27 milioni -, è enorme. Di fatto, 65 milioni in meno.
