Bastoni, i fischi aprono l'inimmaginabile. E il Barcellona ci si tuffa...

Il difensore azzurro non è l'unico su cui l'Inter si sta interrogando per un possibile addio: la situazione in uscita in vista del mercato estivo

Quanto rumore possono fare dei fischi? Tornasse indietro, probabilmente, Alessandro Bastoni cambierebbe tutto: ammetterebbe subito la simulazione, sanerebbe l’ingiustizia nei confronti di Pierre Kalulu, eviterebbe tutto quello che gli è successo nelle ultime settimane. Più della caduta con annesso inganno ai danni dell’arbitro La Penna, ha fatto l’esultanza: è il gesto che i tifosi, e non solo quelli della Juventus, non hanno perdonato il difensore dell’Inter. Il film visto con il Lecce si è poi ripetuto, sia con il Como che nel derby con il Milan: a ogni tocco del pallone, Bastoni è stato fischiato. Una situazione che finora non ha condizionato particolarmente le prestazioni del centrale che, oltre a quello di Cristian Chivu e di tutta l’Inter, ha ricevuto il pieno supporto del commissario tecnico azzurro Gennaro Gattuso, nella cui testa non è mai balenata l’idea di fare a meno di un suo punto fisso. Anche gli avversari, per esempio Cesc Fabregas, hanno speso parole di sostegno: «Succede perché gioca nella squadra più forte d'Italia, ma è un bravissimo ragazzo».

Bastoni-Inter, addio difficile ma...

Il clima ostile negli stadi italiani, però, resta. Complice il fatto che i tifosi facciano i tifosi - non tutti danno un giudizio morale, ma semplicemente sperano di mettere pressione sull’avversario per vedergli compiere un errore -, nessuno può garantire che nelle prossime settimane, e più in generale d’ora in avanti, Bastoni non debba coesistere con questi fischi e con ambienti avversi ovunque vada in Serie A. Tutto sopportabile, ma questo clima può aprire un piccolo spiraglio su qualcosa di inimmaginabile finora. Bastoni è legato all'Inter da un contratto fino al 2028 e i colori nerazzurri li ha tatuati addosso (sul polpaccio, per la precisione): non ha mai preso in considerazione la possibilità di salutare.

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Barcellona, interesse Bastoni

Negli anni gli interessamenti sono stati numerosi e prestigiosi, ma l’indicazione data al suo agente Tullio Tinti è sempre stata chiara: non se ne parla. Questione di fede e professione, ma non solo: anche a livello personale e familiare, Bastoni a Milano sta benissimo. Allo stesso tempo, c’è chi lo vedrebbe bene altrove. È il Barcellona: dalla Spagna rimbalzano da tempo indiscrezioni su un interessamento molto concreto del club catalano, al punto che Deco, oggi ds blaugrana, avrebbe già avuto un primo approccio con l’entourage di Bastoni. L’addio resta uno scenario complicato: oltre alla volontà del giocatore, anche l’Inter negli anni lo ha sempre considerato un punto fermo, un intoccabile.

La situazione di Calhanoglu 

Se sulla prima potrebbe creare qualche crepa l’ostilità di cui sopra - si spera non anche un eventuale passo falso della Nazionale nei playoff in programma a fine marzo -, sui programmi della società c’è un’arma con cui il Barcellona può fare leva. In casa Inter ci sono giocatori che si cederebbero volentieri e altri che non si vorrebbe mai cedere, e Bastoni rientra tra questi ultimi, ma eventuali offerte irrinunciabili (difficile quantificare: 60/70 milioni di euro?) potrebbero anche far vacillare la dirigenza.

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Calhanoglu, il Galatasaray...

Inutile dire quanto un’eventuale cessione, per quanto improbabile, cambierebbe il mercato e anche la struttura della squadra, dato che, per esempio, a quel punto si potrebbe anche prendere in considerazione una difesa a quattro, a oggi fuori dai programmi anche per non toccare la catena di sinistra. A proposito di voci dall’estero: dalla Turchia restano sempre d’attualità quelle sul futuro di Hakan Calhanoglu, grande desiderio - almeno mediaticamente - del Galatasaray. La trattativa per il rinnovo del contratto è in standby, complice una stagione in cui gli infortuni hanno avuto il loro peso. La scorsa estate, dopo tanto rumore, il club di Istanbul non allacciò mai una trattativa. Se dovesse bussare in viale della Liberazione nei prossimi mesi, se ne potrebbe anche parlare, pure a cifre (10-15 milioni di euro) più contenute rispetto a quelle immaginate in passato.

 

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Quanto rumore possono fare dei fischi? Tornasse indietro, probabilmente, Alessandro Bastoni cambierebbe tutto: ammetterebbe subito la simulazione, sanerebbe l’ingiustizia nei confronti di Pierre Kalulu, eviterebbe tutto quello che gli è successo nelle ultime settimane. Più della caduta con annesso inganno ai danni dell’arbitro La Penna, ha fatto l’esultanza: è il gesto che i tifosi, e non solo quelli della Juventus, non hanno perdonato il difensore dell’Inter. Il film visto con il Lecce si è poi ripetuto, sia con il Como che nel derby con il Milan: a ogni tocco del pallone, Bastoni è stato fischiato. Una situazione che finora non ha condizionato particolarmente le prestazioni del centrale che, oltre a quello di Cristian Chivu e di tutta l’Inter, ha ricevuto il pieno supporto del commissario tecnico azzurro Gennaro Gattuso, nella cui testa non è mai balenata l’idea di fare a meno di un suo punto fisso. Anche gli avversari, per esempio Cesc Fabregas, hanno speso parole di sostegno: «Succede perché gioca nella squadra più forte d'Italia, ma è un bravissimo ragazzo».

Bastoni-Inter, addio difficile ma...

Il clima ostile negli stadi italiani, però, resta. Complice il fatto che i tifosi facciano i tifosi - non tutti danno un giudizio morale, ma semplicemente sperano di mettere pressione sull’avversario per vedergli compiere un errore -, nessuno può garantire che nelle prossime settimane, e più in generale d’ora in avanti, Bastoni non debba coesistere con questi fischi e con ambienti avversi ovunque vada in Serie A. Tutto sopportabile, ma questo clima può aprire un piccolo spiraglio su qualcosa di inimmaginabile finora. Bastoni è legato all'Inter da un contratto fino al 2028 e i colori nerazzurri li ha tatuati addosso (sul polpaccio, per la precisione): non ha mai preso in considerazione la possibilità di salutare.

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