La benzina a due euro e il premio Bastoni

C’è qualcosa di sinistro se la politica, spesso accusata di non avere etica, fa passare il messaggio che chi sbaglia viene premiato

Poi si chiedono perché la gente non vota più. Sì, lo so, è uno fra i più triti luoghi comuni, ma quando la realtà supera la fantasia e vola verso altre galassie è meglio tenersi ancorati a solide certezze, come la disistima del popolo verso i politici. Prendi, per esempio, il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani (FdI) che, insieme al consigliere regionale Pietro Bussolati (PD), ha pensato ci fosse proprio bisogno di un premio per Alessandro Bastoni. E non un premio qualsiasi ma la Rosa Camuna, massima onorificenza concessa lombarda per il valore sportivo e l’atteggiamento dimostrato dentro e fuori dal campo. Bastoni ha, sì, simulato un fallo, facendo espellere ingiustamente un avversario, esultando sguaiatamente per il risultato ottenuto, ma - secondo Romani e Bussolati - «ha chiesto scusa» e proprio quel mea culpa merita di essere premiato. Ora, proviamo a riordinare pensieri scompigliati dallo sconcerto. Intanto, non crediamo che la pur lodevole natura bipartisan dell’iniziativa sia ciò che intendevano Meloni e Crosetto quando, nei giorni scorsi, hanno invitato all’unità nazionale.

Che esempio si dà ai bambini?

Viviamo un momento di drammatica crisi mondiale, che riflette angoscia e pesanti ripercussioni economiche sul nostro Paese; se la politica si dedica alle questioni più misere del calcio è un segnale di scarsa percezione della vita reale, quella dove la benzina sta a due euro e il diesel a due e mezzo, per esempio. Ma anche una scarsa percezione della realtà dei fatti, perché - entrando nel merito dell’annosa questione Bastoni - le scuse sono state striminzite e freddine, oltre che tardive e condite da una lunghissima teoria di distinguo e giustificazioni. Non proprio un autodafé meritevole di un premio e certamente non sono state proporzionali all’esultanza di cui sopra. Non risulta, peraltro, che abbia chiamato il malcapitato Kalulu che, della sgradevole vicenda, è stato l’unico a pagare, senza colpe. Insomma, c’è qualcosa di sinistro se la politica, spesso accusata di non avere etica, fa passare il messaggio che chi sbaglia viene premiato e chi è vittima di sopruso deve subire la beffa dopo il danno. E provo grande terrore a chiudere con la spontanea domanda: che esempio si dà ai bambini? Perché la risposta potrebbe tranquillamente essere: li prepariamo fin da piccoli a come funziona la vita in Italia.

 

 

 

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