Bastoni al bivio: il fattore fischi, l’interesse del Barcellona e l’Inter che spara alto

Incessante il tam-tam sui media catalani: il club nerazzurro però valuta il suo cartellino 70 milioni di euro

Da una parte la standing ovation di San Siro all’ultima sostituzione con Darmian contro la Roma, per un abbraccio che ha coinvolto anche Chivu, Kolarov e i panchinari nerazzurri. Dall’altro le continue notizie provenienti dalla Catalogna, con “Mundo Deportivo”, storico giornale molto vicino ai fatti del Barcellona, tanto quasi da poter essere considerato l’house organ del club, che alimentano le voci di un interesse reale da parte dei blaugrana. Il futuro di Alessandro Bastoni resta in ogni caso aperto a plurime possibilità. E solo il corso degli eventi e come si concluderà la stagione in corso, potranno indirizzare in un verso o nell’altro il difensore a restare a Milano o a tentare l’avventura all’estero. Al momento infatti, assodato che Bastoni piaccia eccome al Barcellona e allo stesso tempo il difensore dell’Inter sia assolutamente lusingato dall’interesse del club temporaneamente primo in Liga, è altrettanto vero che il ragazzo, almeno per il momento, non ha intenzione di chiedere la cessione ai vertici nerazzurro, né tantomeno di forzare la mano per lasciare Milano.

'Il giocatore non è in vendita'

In Viale della Liberazione, precisato dal presidente Marotta che nonostante un clima generale ultimamente ostile nei confronti di Bastoni, il giocatore non è in vendita, a meno che non sia lui a impuntarsi o che arrivi un’offerta irrinunciabile. La valutazione di 50 milioni proveniente dalla Spagna fa addirittura sorridere l’Inter, che non ha intenzione di privarsi di un titolarissimo, nonché vuoi o non vuoi di un simbolo della squadra vincente di questi anni, per tale cifra. Probabilmente con un’offerta concreta da 60 milioni più bonus facilmente raggiungibili o più verosimilmente una da 70 cash, si potrebbe vacillare, o anzi, sedersi attorno a un tavolo per capire come e se procedere. Ma a parte il lato sportivo la sensazione è pure che quello psicologico/emozionale di Bastoni possa essere determinante per stabilirne il proseguo della carriera.

 

 

Il fattore 'fischi'

Se infatti continuasse a venir fischiato in ogni stadio lontano dal Meazza e che allo stesso tempo non superi in pieno l’etichetta di colpevole principale del fiasco azzurro per la mancata qualificazione al Mondiale, allora potrebbe essere lui a prender di petto la situazione per il suo bene. In passato Bastoni non aveva nemmeno voluto ascoltare le possibili proposte che lo riguardavano, vedi la corte di Guardiola o i petroldollari di Inzaghi e dell’Arabia Saudita, ma gli ammiccamenti positivi col suo entourage, una sfida di livello mondiale e magari il voler chiudere un cerchio per sua volontà, potrebbero essere decisivi nei mesi a venire (idem, ma all’inverso, qualora il 95 nerazzurro puntasse a restare a Milano e a diventare ancora di più uno dei possibili capitani della squadra).

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