MILANO - Trentuno agosto 1997: l’Inter di Gigi Simoni, ma soprattutto del “Fenomeno” Ronaldo, esordisce in casa in campionato contro il Brescia di Dario Hubner. Il mondo nerazzurro è in fibrillazione per l’attaccante brasiliano, fiore all'occhiello della faraonica campagna acquisti morattiana, ma a decidere il match, con una doppietta memorabile, fu il “Chino” Recoba, che con i padroni di casa sotto per 0-1, ribaltò il risultato fissando il 2-1 finale. La rete della vittoria venne celebrata alzando le braccia al cielo dall’uruguaiano e con una particolare esultanza, da "sciuscià", da parte di Francesco Moriero: «Tutto nacque istintivamente, non c’era nulla di preparato – racconta l’allenatore salentino -. Al secondo gol di Recoba andai a lustrargli lo scarpino, poi è stato un gesto che ci accompagnò per tutto l’anno. Si dava onore al compagno di squadra per aver realizzato un gran gol o un gesto particolarmente importante».

"Lustrare le scarpe a Ronaldo.."
Quindi nulla di programmato, ma un qualcosa che le venne da fare sul momento. «Sì, sì, ma io ero un fantasista, un estroso. E per questo dovevo inventarmi qualcosa anche fuori dal campo (ride, ndr). Poi certo, non avevo pensato che quel gesto avrebbe fatto letteralmente il giro del mondo». A Torino Thuram, dopo aver segnato il gol del momentaneo vantaggio, ha lustrato le scarpe a Dimarco, autore dell’assist. «Tra tifosi e amici ho ricevuto un sacco di foto di questa cosa qui (ride, ndr). Ovviamente mi fa piacere, soprattutto se fatto dai calciatori dell’Inter, ma badi bene, è un gesto che ormai è conosciuto ovunque, tanto che anche all’estero e in altri campionati è capitato che esultassero così». Si tratta comunque di un omaggio a lei e a quell’Inter. «Sì, un gesto storico che è rimasto nella mente di tutti i tifosi nerazzurri. Certo, lustrare le scarpe a Ronaldo era un’altra cosa (ride, ndr), però è bello che si onori così un compagno di squadra. E mi fa piacere perché dal nulla abbiamo dato la possibilità ad altri giocatori di copiarci. E dopo trent’anni è ancora in auge. Le dico questo: noi abbiamo la chat dei ragazzi del ’97-98. Siamo rimasti amici, siamo rimasti in contatto nonostante il passare degli anni. Ci sfottiamo, ci facciamo gli auguri, parliamo delle partite, ma pure delle esultanze...».
"Scudetto già vinto"
Dimarco è il miglior assistman della storia della Serie A. «Ha sempre dimostrato di essere un giocatore importante su quella fascia con i suoi cross. Parliamo di uno che vede prima la giocata, un calciatore che mi è sempre piaciuto, oltre a fare assist poi realizza anche i gol». C’è qualche somiglianza tra voi due? «Io ero più un funambolo, però come Dimarco mi piaceva di più come soddisfazione personale quella di mandare in gol un compagno di squadra». Anche lei “galoppava” sulla fascia. «Io nasco nel 3-5-2 di Mazzone come tornante sulla destra. Dovevi coprire tutta la fascia, andare su e giù, ma il mio compito era pure quello di assistere per l’appunto i compagni di squadra (ride, ndr). Si correva...Poi io ogni tanto facevo uscire delle giocate tipo dribbling e rovesciate da metacampo (ride, ndr). Ma quello faceva parte delle mie caratteristiche». L’Inter vincerà il titolo col Parma? «I nerazzurri hanno già vinto lo scudetto. Poi mi auguro accada già domenica, ma il risultato finale secondo me non è in discussione».
