Chivu parla ai microfoni di Dazn dopo il successo con il Parma che ha consegnato matematicamente il titolo di campioni d'Italia all'Inter: "Ero già nella storia dell'Inter, qualcosa da giocatore l'ho vinto. Sono contento per giocatori, società e questi straordinari tifosi che hanno dovuto subire la narrativa dello scorso anno, lo sfottò, quelli che hanno sempre cercato di denigrare questa squadra. Sono rinati e hanno trovato la motivazione per fare una stagione competitiva, sono contento per loro perché è il 21° Scudetto ed è un altro pezzo di storia di questa straordinaria società".
"Penso anche alla Coppa Italia"
Poi aggiunge: "Sono felice come quando ero giocatore, ma oggi il merito è di questi ragazzi meravigliosi. Per quello che rappresenta questa società avevamo l'obbligo di provarci. la stagione è una maratona e vince quello che fa più punti. Noi ce l'abbiamo fatta, abbiamo saputo reagire alle sconfitte e abbiamo cercato di mantenere sempre l'obiettivo. A gennaio abbiamo fatto un ottimo filotto e abbiamo capito che potevamo farcela. Abbiamo superato l'eliminazione in Champions, il derby perso e siamo restati a testa alta con la voglia di esserci fino in fondo". Sui festeggiamenti spiega: "Non voglio essere ipocrita, sto anche pensando alla Coppa Italia. Oggi è giusto goderci l'amore dei tifosi, abbiamo chiuso il discorso campionato e ce l'abbiamo fatta. Sono andato negli spogliatoi a fumare una sigaretta. Il merito è di questa società che ci ha dato tutto in ogni momento e questi giocatori se lo meritano per davvero".
I meriti di Chivu: la risposta
Chivu aggiunge: "Io non parlo mai di me. Sono umanamente atipico, anni fa ho dovuto parlare con me stesso, ho affrontato me stesso su questioni di vita e di more. Ho perso l'ego. Cerco di capire i momenti per gestire un gruppo, mi sono proposto di fare l'allenatore a modo mio. Di essere empatico, di non pensare a me stesso, di non pensare al conseso di qualcuno fuori. Cerco sempre di dare il massimo per questa società e per questi tifosi. So cosa voler dire essere allenatore. Fare l'allenatore ti mette sempre a rischio. Bisogna fare del nostro meglio e ringrazio anche il mio staff". E conclude su Allegri, Conte, Spalletti, Gasperini: "Sono dei grandi allenatori, ho solo da imparare da loro. Hanno fatto la storia del calcio e noi giovani che vogliamo avere una carriera di successo dobbiamo imparare da loro".