Come pacco regalo è senz’altro un po’ costoso, ma di certo alquanto apprezzato: Cristian Chivu per il rinnovo fino al 2028 (ufficializzato ieri) avrà in dote Marco Palestra. E, fatto ancora più importante, lo avrà sin dal raduno e quindi dall’inizio del ritiro estivo che si terrà dal 16 luglio a Donaueschingen nel Baden-Württemberg (Germania). Palestra avrà così a disposizione tutto il pre-campionato per mandare a memoria i movimenti nel 3-5-2 e presentarsi tirato a lucido già all’esordio, il 22 agosto a San Siro con il Monza, e quindi alla partita-amarcord di Cagliari messa in calendario già nella settimana successiva. Per Palestra sta per chiudersi un cerchio: un’estate fa aveva voluto fortissimamente vestire di rossoblù per giocare la prima stagione da protagonista in Serie A e quest’anno - con uguale determinazione - ha scelto l’Inter per il nuovo passo in avanti di una carriera che, viste le premesse, si preannuncia molto importante, anche in ottica azzurra. A proposito: il binario Palestra-Dimarco può rappresentare un ottimo punto di partenza su cui potrà contare il prossimo commissario tecnico (tutto fa pensare che il prescelto possa essere Roberto Mancini) per disegnare l’Italia che verrà, con sentiti ringraziamente alla politica sull’italianità sempre tanto cara a Marotta.
Palestra, ma quale Premier League...
Palestra - e per questo va invece ringraziato il ragazzo - a differenza di Calafiori (non è una critica, ma un dato di fatto) ha scelto il nostro campionato per completare il suo percorso nel grande calcio e ha detto no a qualsiasi abboccamento arrivato dalla Premier League, ultimo quello del Chelsea dove senz’altro avrebbe guadagnato di più rispetto a quanto messo sul piatto dall’Inter. La ferrea determinazione del giocatore ha avuto come primo effetto collaterale quello di costringere l’Atalanta a scendere a patti con l’Inter. A proposito: nonostante sia una bottega non propriamente economica, tra Atalanta e Inter i rapporti sono sempre stati buoni, come tra l’altro dimostra la trattativa lampo per Zalewski dell’estate scorsa. Quanto accaduto con Lookman è stato provocato dai giochetti dell’entourage del nigeriano che aveva prospettato ai dirigenti dell’Inter condizioni che non rispecchiavano quelle poste dai Percassi per cederlo. Quella per Palestra è stata invece una trattativa a tutti gli effetti, non un tentativo di colpo di mano (seppure indotto) come per Lookman, e - pur recitando ogni attore in gioco la sua parte - c’è sempre stata la volontà di trovare un punto di incontro tra domanda e offerta.
Inter-Palestra, ci siamo: cifre e dettagli dell'accordo
Ieri, come anticipato, è arrivata l’accelerazione dell’Inter. E il fatto che i nerazzurri abbiano pigiato il piede proprio nel giorno consacrato all’annuncio del rinnovo di Chivu non è stato casuale: volontà da parte di chi governa l’area tecnica era mandare un segnale forte all’allenatore che aveva perso Denzel Dumfries, andato al Real Madrid. L’Inter sapeva che per sbloccare l’impasse con i Percassi doveva presentarsi con un’offerta che arrivasse a 50 milioni complessivi e quando è trapelata la notizia dell’incontro tra i club (da una parte Luca Percassi e Giuntoli, dall’altra Marotta e Ausilio) subito si è capito che sarebbe stata una giornata decisiva. E così è stato grazie a un’offerta di 45 milioni per il cartellino più altri 5 legati ai bonus. Le parti si rivedranno presto ma la strada è tracciata: l’Inter sarà chiamata a un ultimo sforzo per arrivare a quota 52 (inserire nuovi bonus o rimodulare quelli presenti) ma dopo l’incontro di ieri negli uffici dei Percassi a Milano - come spiegato - l’epilogo della telenovela è segnato. Tra l’altro Palestra ha già trovato l’accordo con l’Inter sulla base di un quinquennale a 2 milioni a stagione più bonus (niente male, considerato che nell’ultima stagione ha guadagnato 280mila euro...). Acquisto, quello di Palestra, che - oltre al monte-ingaggi - abbassa l’età media dei titolari: dai 30 anni di Dumfries ai 21 del ragazzo. A proposito, la “sua” 2 è stata liberata proprio da Denzel....
