Juventus: aspettando Morata

Il centravanti bianconero si è smarrito al minuto 55' della finale persa a Berlino

TORINO - Berlino, 6 giugno 2015, minuto 55' della finale di Champions League tra Juventus e Barcellona. Quel ragazzino che, con 2 gol decisivi nelle doppia sfida di semifinale contro la sua ex squadra, aveva trascinato i bianconeri in finale, si ripeteva nell'atto conclusivo della competizione per club più prestigiosa d'Europa. Con una zampata, che riportava il risultato sull' 1-1, riusciva a riaccendere le speranze di tutto il popolo juventino. In quel preciso istante, nell'immaginario del tifoso juventino, Morata rappresentava indiscutibilmente la più grande speranza del futuro della Juventus, con il solo fantasma della famosa "clausola di recompra" a preoccupare il popolo bianconero. Da quel giorno sono passati quasi 8 mesi, ma sembrano passati secoli. La domanda che sorge spontanea è: che fine ha fatto quel Morata?

LA STAGIONE IN CORSO - Il centravanti cresciuto nella cantera del Real Madrid, nella stagione in corso non ha, per ora, confermato la crescita che lo scorso anno aveva stupito tutti. Dopo aver realizzato un bellissimo gol nell'esordio stagionale di Champions League in quel di Manchester, Alvaro sembra essersi perso. Da quella notte di settembre Morata è stato per lo più spettatore non pagante dell'ascesa del suo compagno di reparto, Paulo Dybala, realizzando solamente altre 2 reti (contro il Siviglia in Champions e contro il Bologna in campionato). Cosa è accaduto a Morata? Nel linguaggio calcistico si sente spesso dire che la difficoltà maggiore per un giovane di talento non è mettersi in mostra, ma riconfermarsi. Morata in questa stagione non è riuscito a segnare quei gol che servono ad un attacante per trovare l'autostima necessaria ad osare e a provare le soluzioni difficili. Complice senza dubbio un cambiamento della sua posizione in campo, che lo porta spesso a trovarsi troppo lontano dalla porta, eccessivamente defilato sulla fascia sinistra. Complice, altresì il progresso degli altri compagni di reparto, Dybala su tutti. Fatto sta che, se Morata ad inizio stagione partiva come il primo degli attaccanti della Juventus, l'unico ad avere una sicura maglia da titolare, oggi la situazione è cambiata drasticamente.

NAZIONALE - Come se non bastasse a rincarare la dose sono arrivate puntuali le parole del c.t. della Spagna, Vincente Del Bosque, che alla domanda se Morata farà parte della spedizione spagnola agli Europei ha risposto: «Nessuno ha il posto garantito, ovviamente ho una lista di massima in mente, ma non è certo definitiva, non lo sarà fino al 17 maggio. Morata sta giocando, è presente in ogni gara della Juventus, anche se non gioca così tanti minuti, non così tanti come l’anno scorso. Se ciò può danneggiarlo? Ovviamente sì. Dobbiamo guardare all’Europeo, al futuro immediato, non al futuro remoto. A fine Marzo giocheremo due test importanti, quello sarà un momento chiave».

LA DIFESA - Nella conferenza stampa pre Juventus-Inter, Massimiliano Allegri ha preso le parti del suo centravanti: «Ha subìto critiche eccessive, ha sempre fatto gol in Europa ed è un attaccante di livello internazionale», e per quanto riguarda un suo eventuale addio, «Il rinnovo? Ha un contratto con la Juventus, poi le cose verranno decise in futuro».

L'OCCASIONE - La Juventus ha bisogno del miglior Morata per continuare a lottare su tutti i fronti. Morata ha bisogno della Juventus per sperare di partecipare al suo primo Europeo. Questa sera Morata dovrebbe partire da titolare al fianco di Mandzukic in una delle sfide più sentite dal popolo bianconero. L'occasione è delle migliori per recuperare posizioni nelle gerarchie dell'attacco juventino e per riprendere quella strada che sembra essersi interrotta al minuto 55' della sventurata notte di Berlino.

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