Barzagli: «Io il più forte di tutti? Voglio di più»

Il centrale, fresco di rinnovo: «Non vedo l'ora di giocare la finale di Coppa Italia. A quando un nuovo difensore “alla Maldini"? Servono le seconde squadre»
Barzagli: «Io il più forte di tutti? Voglio di più»© www.imagephotoagency.it

VINOVO - Andrea Barzagli si lega alla Juventus fino al 2018: «Sono fiero di me stesso ed emozionato - ha detto il difensore -. Quando sono arrivato 5 anni e mezzo fa, avevo il timore di affrontare lo stadio e tifosi così importanti. Adesso, 5 anni dopo, abbiamo vinto tanto e vogliamo continuare a vincere. Sono felicissimo di questo rinnovo, non vedo l’ora di giocare la finale di Coppa Italia e ricominciare il prossimo anno».

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NON MI ACCONTENTO - «Fa piacere essere considerato il più forte da compagni e avversari, ma caratterialmente non mi sentirò mai tale. È sicuramente un motivo in più per migliorare ancora, cerco sempre di stare al top fisicamente e rimanere ad alti livelli. Perché c’è sempre da imparare, dai compagni e dagli avversari. Crescere a questa età è uno stimolo continuo».

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LA FORZA DELLA JUVE - «Lo zoccolo duro è stato fondamentale, ma anche i nuovi arrivati si sono messi al nostro livello: è questo che ha fatto la la differenza. Noi facciamo capire cosa significhi la Juve, ma loro ce l’hanno messa tutta».

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UN NUOVO BARZAGLI - «È questione di generazioni, la storia italiana dei difensori è grande ma non è detto che ogni dieci anni debba nascere un Maldini o un Costacurta… Dobbiamo aspettare, magari con una migliore filosofia da inculcare nei settori giovanili. Ma anche noi “vecchi” stiamo andando in difficoltà, perché il gioco è cambiato e marcare a uomo è sempre più difficile. Come si può cambiare? Sicuramente i giovani devono crescere accanto ai più esperti: in questo siamo indietro, quando ero in Germania grazie alle seconde squadre c’era sempre un bel mix tra giovani e vecchi. E alle partite delle seconde squadre ci sono 5000 spettatori sugli spalti… In Italia, invece, ci si confronta soltanto con i pari età».

I SEGRETI BIANCONERI - «Dopo la chiacchierata fra di noi seguita alla sconfitta con il Sassuolo, è stata la continuità di risultati a dare la spinta a tutti. Ci ha dato la carica e le vittorie inanellate in maniera incredibile ci hanno fatto crescere sempre più. A parte quella chiacchierata, non ci sono stati altri episodi determinanti».

LA MIA CONDIZIONE - «L’anno scorso mi sono preso sei mesi di vacanza, ma sono sempre stato convinto di tornare fisicamente al 100%. Quest’anno ho giocato tanto e quindi è cresciuta la convinzione di poter stare a questi livelli. Quanto è difficile restare al top? Beh, ci si adatta lavorando, ci si adatta ai tempi, ai compagni, al pallone che è diverso dal passato. Ma questo, forse, è più un problema di Gigi, visto che io - male che vada - posso sparecchiare il pallone in tribuna…».

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