TORINO - Stadio Olimpico di Roma, 22 maggio 1996: al 44’ del primo tempo della finale di Champions League tra Ajax e Juventus, sull’1-1, Conte esce per infortunio. Problema non da poco per Lippi, che perde uno dei tre pilastri, con Sousa e Deschamps, del centrocampo. Però non è da poco neppure la soluzione che trova in panchina: Jugovic, già campione d’Europa e del mondo cinque anni prima con la Stella Rossa (con tanto di doppietta nel 3-0 al Colo Colo in Coppa Intercontinentale). E proprio Jugovic segnerà l’ultimo dei rigori finali, consegnando alla Juventus la sua ultima Coppa dei Campioni.
DUE JUVE PER DUE TRIONFI - Il preambolo spiega bene perché Massimiliano Allegri, d’intesa con tutta la società, nella prossima stagione voglia avere “due squadre” per poter puntare a riconquistare l’Europa. Senza tralasciare il sesto scudetto di fila. Per trionfare in Champions servono “riserve” come Jugovic. O come il Morata schierato a Monaco di Baviera al posto dell’infortunato Mandzukic e poi risultato il migliore in campo neritorno degli ottavi con il Bayern. Le trattative a cui Marotta e Paratici stanno lavorando puntano chiaramente a questo obiettivo. Il volto della prossima Juve dovrebbe essere quello mostrato dai campetti qui sopra: qualche nome potrà essere diverso perché la società bianconera lavora su più obiettivi, ma non il valore dei giocatori. Ogni ruolo avrà almeno due interpreti di alto livello.
"IL BARCELLONA OFFRE IL RINNOVO A MASCHERANO"
INTERCAMBIABILI - Per formare un gruppo simile, arriveranno rinforzi in ogni reparto. Alla difesa attuale, dove Allegri potrà contare su un Rugani ancor più maturo, si aggiungerà Benatia o un altro centrale di spessore internazionale. Il terzo “ricambio” dovrebbe essere Javier Mascherano: la Juve intende acquistarlo come regista da alternare a Marchisio, ruolo che preferisce, ma in caso di bisogno l’argentino sarebbe l’ideale alter ego di Bonucci, capace di non farne rimpiangere la qualità nel far ripartire l’azione. Sulle fasce, a destra Dani Alves si è aggiunto a Lichtsteiner, mentre a sinistra già l’anno scorso c’erano due titolari, con Evra e Alex Sandro. Gli obiettivi a centrocampo sono quindi relativi alla zona centrale: oltre a Mascherano (o a Kovacic, nome dell’ultima ora), uno tra Andre Gomes e Pjanic. Con uno dei due, Khedira, Pogba, Sturaro e la possibilità di riportare Marchisio mezzala, Allegri avrebbe un parco interni di altissimo livello. Lo stesso in attacco: arriverà Berardi e, dovesse partire Morata, un altro grande andrebbe ad aggiungersi a Dybala, Mandzukic e Zaza.
LA JUVE VUOLE UN CENTRALE: BENATIA O MUSTAFI
TURNOVER ANCHE TATTICO - L’intercambiabilità non riguarderà solo gli uomini ma, come e più dell’ultima stagione, anche i moduli. L’ultima Juve passava con naturalezza dal 3-5-2 al 4-4-2: Barzagli si allargava a destra dove Lichtsteiner si alzava (magari sostituito dal più offensivo Cuadrado), mentre a sinistra Evra arretrava in difesa e Pogba si allargava. Se arrivasse Pjanic, Allegri potrebbe aggiungere a questi due assetti anche quello con il trequartista, ruolo che il bosniaco può interpretare con ottimi risultati, come del resto quello di mezzala o quello di regista. Con lui (o Andre Gomes), Pogba e Marchisio, il tecnico avrebbe tre mostri di duttilità, capaci di alternarsi in qualsiasi ruolo del centrocampo. Un invito a nozze per un tecnico eccellente nel cucire moduli su misura per le caratteristiche dei propri giocatori. Di certo, al di là del sistema di gioco, l’eventuale contemporanea assenza di due big dello stesso reparto come Marchisio e Khedira peserà di meno rispetto all’ultima stagione: magari in mezzo al campo giocherebbero Pjanic, Mascherano e Pogba...
