Juventus, Allegri: «Le vittorie di Conte sono merito della società»

L'allenatore bianconero: «Pogba straordinario, ma a quelle cifre... Bonucci sarà il leader dello spogliatoio. Non ancora al livello di Barcellona e Real Madrid»

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TORINO - E' un Max Allegri a 360 gradi quello che si è confessato a "Mister Condò". L'allenatore della Juventus, protagonista del programma di Sky Sport, è tornato sulla finale di Cardiff, sul rapporto con Bonucci e ha rivelato particolari inediti della sua avventura a Torino senza risparmiare qualche frecciatina: «Era un momento in cui sembrava fossi destinato alla Nazionale, ma alle cinque mi chiamano e mi dicono che il presidente mi voleva parlare, poi vidi un messaggio che diceva che Conte si era dimesso e allora capii. Eredità pesante? Ero sereno perché credevo che quella squadra avesse tanto da dare, soprattutto in Europa. Conte fece bene ma quello fu merito di tutti a partire dalla società, difficile che un allenatore faccia tutto da solo. Ostilità? I tifosi erano giustamente legati a Conte perché lui aveva dato la possibilità di tornare a vincere ed io avevo fatto un’analisi lucida sulla squadra»

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BARCELLONA E REAL PIU' FORTI - «I tifosi della Juventus devono essere orgogliosi, c'è troppa tristezza. Nella prossima stagione potremo giocare un'altra grande Champions League, dobbiamo essere positivi e ricordare che la Juve può giocarsela con i migliori club d'Europa. Gli ultimi 50 minuti della finale di Cardiff non possono trasformare la nostra straordinaria stagione in qualcosa di normale, ma comunque dobbiamo ancora migliorare per arrivare al livello di Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco»

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POGBA? A QUELLE CIFRE... - «Tevez e Pirlo hanno fatto una scelta, Vidal è stata un’occasione di mercato che la Juve con me ha deciso di sfruttare. L’anno dopo è stato diverso. Tutti e tre gli anni sono stati diversi. Il primo anno bisognava solo crescere in Europa senza stravolgere niente. Difesa a quattro? Bonucci, Barzagli e Chiellini sono i più forti in Europa e possono giocare come vogliono la dimostrazione è la finale del 2015 dove hanno giocato uomo contro uomo per 50 minuti. Secondo anno? - continua AllegriCon dieci giocatori nuovi i senatori non si riconoscevano nello spogliatoio, ci voleva tempo per ripartire in modo diverso. Non avevo chiesto Higuain, io do indicazioni e quell’anno dissi che dopo la finale di Champions bisognava migliorare. Nelle giocate Dybala dà più nell’occhio, Pogba è straordinario perché ha fisicità e tecnica. Non ho fatto nulla per tentare di trattenere Pogba anche perché quando la società mi ha detto le cifre…»

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SASSUOLO E IL CAMBIO MODULO - «Io nemmeno parlai, parlarono il presidente, Evra e Buffon, io non avevo bisogno di parlare, c’era da ricostruire e la squadra poteva vincere un tot di partite. Una volta dissi ai ragazzi che lo scudetto si poteva vincere, credevano avessi fatto uso di sostanze, bastava riprendere il cammino. Sorrido quanto sento i santoni che dicono fanno e che sanno poco di calcio giocato e sensazioni, credevano fossimo finiti, ma io mi diverto. - e poi il 4-2-3-1 - Rischiavamo di non vincere lo scudetto ed era già un po’ che lo sentivo. Dopo Firenze rimanemmo a quattro punti, entrare in un vertice negativo era un attimo. Avevamo bisogno di una svolta mentale e spaccare la stagione perché con quel modulo, quegli uomini non potevano dare di più»

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