Rassegna stampa: «Agnelli, la Juventus non cambia linea»

Ecco come i quotidiani hanno trattato il caso delle pesanti richieste della procura della Figc per il presidente Agnelli nell'ambito del processo sportivo sul caso ultrà e biglietti
Rassegna stampa: «Agnelli, la Juventus non cambia linea»© ANSA

TORINO -  Le pesanti richieste della Procura della Figc nel processo su ultrà e biglietti per il presidente della Juve Agnelli, 30 mesi di inibizione, hanno trovato ampio spazio sui quotidiani di oggi, non solo sportivi. Diversi gli aspetti e le possibili ripercussioni della sentenza di primo grado, attesa per lunedì 25 settembre. «La procura non fa sconti, chiesti 30 mesi per Agnelli» titola il Corriere della Sera nel pezzo a firma di Alessandro Bocci: «La Juve non è sorpresa dall'attacco frontale. Magari non si aspettava richieste così pesanti. Pecoraro, sin dal giorno del deferimento, ha usato il pugno di ferro. [...] Agnelli al momento resterà presidente del club anche se, per tutta la durata della squalifica, non potrà rappresentare la società nelle manifestazioni ufficiali. Le cose, magari, potrebbero cambiare a fine stagione. È da mesi, ormai, che si parla di un avvicendamento al vertice. Vedremo».

Repubblica scrive: «La Juve non cambia linea. Andrea resterà al timone: decisivo il sostegno di John». «Il mondo è pieno di storie di parenti serpenti - si legge nel pezzo di Emanuele Gamba - e quella che accomuna John Elkann e Andrea Agnelli, cugini primi, è stata talora inserita nel novero. Ma il dato di fatto, l'unico al quale ancorare la realtà, è che John non ha mai scaricato Andrea, né pubblicamente e nemmeno, a quanto si dice, privatamente. I due si sono sentiti al telefono anche ieri, non si sono raccontati cose nuove e quindi continua a far fede la dichiarazione che Elkann dettò sei mesi fa, dopo il deferimento della Juve e dei suoi dirigenti: "Desidero ribadire la mia totale fiducia nell' operato di mio cugino Andrea, che ha guidato la società e il suo gruppo dirigente fino ad oggi e che continuerà a farlo anche in futuro"».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

«Punitelo» scrive il Corriere dello Sport sintetizzando la richiesta dell'accusa. «Chiesti due anni e sei mesi per Agnelli. La Juventus rischia di giocare due partite a porte chiuse. Anche in caso di condanna rimarrà ai vertici del club e dell’Eca». «Agnelli rischia grosso» è il titolo della Gazzetta dello Sport: "Mano pesante di Pecoraro dopo un'udienza tesa in cui il club ha dato battaglia. Proposta l'inibizione per il presidente. Sentenza di primo grado lunedi 25. Il giudice Mastrocola: «Sarò equo»". «Juve-ultrà, la procura Figc all'attacco: "Squalificate Agnelli per due anni e mezzo"» è il titolo sulla Stampa. «L'accusa usa la mano pesante - scrive Guglielmo Buccheri - la difesa ascolta e, smarcandosi da ogni addebito, aspetta il verdetto di primo grado di lunedi 25 settembre».

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TORINO -  Le pesanti richieste della Procura della Figc nel processo su ultrà e biglietti per il presidente della Juve Agnelli, 30 mesi di inibizione, hanno trovato ampio spazio sui quotidiani di oggi, non solo sportivi. Diversi gli aspetti e le possibili ripercussioni della sentenza di primo grado, attesa per lunedì 25 settembre. «La procura non fa sconti, chiesti 30 mesi per Agnelli» titola il Corriere della Sera nel pezzo a firma di Alessandro Bocci: «La Juve non è sorpresa dall'attacco frontale. Magari non si aspettava richieste così pesanti. Pecoraro, sin dal giorno del deferimento, ha usato il pugno di ferro. [...] Agnelli al momento resterà presidente del club anche se, per tutta la durata della squalifica, non potrà rappresentare la società nelle manifestazioni ufficiali. Le cose, magari, potrebbero cambiare a fine stagione. È da mesi, ormai, che si parla di un avvicendamento al vertice. Vedremo».

Repubblica scrive: «La Juve non cambia linea. Andrea resterà al timone: decisivo il sostegno di John». «Il mondo è pieno di storie di parenti serpenti - si legge nel pezzo di Emanuele Gamba - e quella che accomuna John Elkann e Andrea Agnelli, cugini primi, è stata talora inserita nel novero. Ma il dato di fatto, l'unico al quale ancorare la realtà, è che John non ha mai scaricato Andrea, né pubblicamente e nemmeno, a quanto si dice, privatamente. I due si sono sentiti al telefono anche ieri, non si sono raccontati cose nuove e quindi continua a far fede la dichiarazione che Elkann dettò sei mesi fa, dopo il deferimento della Juve e dei suoi dirigenti: "Desidero ribadire la mia totale fiducia nell' operato di mio cugino Andrea, che ha guidato la società e il suo gruppo dirigente fino ad oggi e che continuerà a farlo anche in futuro"».

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