© www.imagephotoagency.itTORINO - La sfida dello Stadium pone di fronte anche due mondi e due filosofie diverse di essere azienda: Juventus e Lazio sono all’antitesi nella gestione del club. La prima è un’azienda vera e propria con quasi 800 dipendenti e un organigramma ben articolato, in cui ogni dirigente ha un ruolo e una competenza definitiva, la seconda è una società a gestione quasi familiare, con poche persone fidate segnate nell’organigramma, in cui tutto fa a capo al presidente-padrone Claudio Lotito.
INZAGHI, PROFILO DA JUVE
Internazionalizzazione
Se a Formello resta d’attualità il motto “non si muove foglia che Lotito non voglia”, il suo “collega” bianconero Andrea Agnelli non ha una visione egocentrica della società. Detta ovviamente le linee guida, ma poi delega ai più stretti collaboratori. Non a caso la Juventus ha due amministratori delegati, Beppe Marotta e Aldo Mazzia, ognuno con la sua area di pertinenza, e un management composto da 13 dirigenti a capo di altrettanti settori che spaziano dai beni immobili alle risorse umane, dalla logistica agli acquisti, dal digitale al merchandising. Un mondo variegato e globale, che richiama a una dimensione e a un respiro internazionale del club.
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