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Diretta Sarri alla Juventus: "Ronaldo? Con me altri record. Champions nostro obiettivo"

Le prime parole del tecnico bianconero: "Essere qui è il coronamento della carriera. Io un traditore? Ho dei messaggi..."

di Sergio Baldini giovedì 20 giugno 2019

Ha sentito De Laurentiis? "Non l'ho sentito. Comunque, lo ringrazierò sempre. Poi ci possono essere delle divrergenze, ma questo deriva da due caratteri di grande personalità. Non dirò quali giocatori ho sentito. Neanche Allegri ho sentito, per il momento no. Spero di sentirlo, ma di solito non parliamo di cose serie".

Che cos'è il Sarrismo? Sarà facile insegnarlo alla Juventus? "Non so bene cosa è, ho letto sulla Treccani che è una filosofia calcistica e non solo. Io sono sempre stato questo, ho cambiato a seconda delle esperienze il mio modo di vedere il calcio, spero di essere rimasto lo stesso nei concetti: una persona diretta. Questo porta a scontri, ma sono risolvibili. Il non detto non è risolvibile". 

Su Allegri: "Allegri lascia un'eredità pesante, ha fatto 5 anni straordinari. Mi piacerebbe vedere nella squadra le qualità che Max ha sempre dimostrato, soffrire e poi andare a vincere la partita. La squadra di Allegri ti dava la sensazione che la stavi mettendo in difficoltà, ma poi pensavi "alla fine si perde".

Avrà richieste particolari sul mercato? “Ne parleremo quando avremo più chiaro il modo di giocare. Ma non mi piace fare richieste di nomi, preferisco parlare di caratteristiche. Mi fa piacere che Fabio mi aggiorni e conosca più giocatori di me”.

Che eredità le lascia Allegri? “Pesante, perché sarà difficile vincere tutto quello che ha vinto. Mi piacerebbe che la squadre conservasse quella capacità di soffrire anche per mezzora e poi tritare la partita in 10 minuti. Le mie squadre raramente l’hanno avuta, forse anche perché essendo abituate ad avere il controllo quando lo perdevano perdevano anche sicurezza. Contro la Juve di Massimiliano anche quando li mettevi in difficoltà avevi il retropensiero che alla fine avresti perso” .

Paratici, Sarri era la prima scelta? “Assolutamente sì” .

Sarri, cambierà la filosofia anche di Under 23 e giovanili? “Da essere appena arrivato a essere Ferguson ce ne passa. Ci confronteremo” .

La dipingono integralista, che ne pensa? “Mi sembra esagerato, ho cambiato tanti moduli” .

Cos’è il Sarrismo? “Non lo so. Sulla Treccani è indicato come filosofia calcistica e non solo, ma io ho sempre pensato così, al di là dei cambiamenti che si fanno con l’età e l’esperienza. Sono rimasto una persona diretta e questo porta a scontri, ma sono risolvibili. L’irrisolvibile è il non detto”.

Tra i messaggi ce n’è uno di De Laurentiis? Ha sentito o sentirà Allegri? “Non ho sentito il presidente, col quale al contrario di quel che si pensa ho un ottimo rapporto e ringrazierò sempre. Non dirò mai i giocatori che ho sentito perché sono messaggi personali. Massimiliano non l’ho sentito, d’estate ogni tanto ci sentiamo quando sono a cena con amici comuni. Spero di sentirlo presto, ma di solito è un cazzeggio, non parliamo di argomenti molto seri...”

Ha parlato con Higuain? Può convivere con Ronaldo? “Gonzalo dopo la festa di Baku non l’ho sentito anche perché sono state settimane piene. Quando rientrerà ci parlerò. Per qualità tecniche può giocare con chiunque. Ho detto che il futuro dipende da lui perché ho avuto l’impressione che sia uscito scosso dalla Juventus. Se avrà la reazione giusta può fare due tre anni a grande livello”.

Ci sarà spazio per Higuain? “Al Pipa voglio bene e lo sapete. Dipende da lui. Ma per i giocatori già in organico credo sia giusto che io ascolti i dirigenti perché li
conoscono molto meglio di me, a parte forse Higuain che conosco bene anche io”.

Oltre a CR7 chi sono i giocatori su cui si baserà? “I giocatori che possono cambiarci la storia sono quelli offensivi. Per il resto abbiamo bisogno di grandi giocatori e sta anche a noi saperli organizzare, ma negli ultimi 30 metri ci sono giocatori bravi e giocatori che fanno la differenza. Abbiamo CR7, Dybala, Douglas Costa è un potenziale top player inespresso. Ma questi tre sono solo esempi. Dobbiamo partire dal talento e adeguarsi in base a quello che possono darci in fase difensiva”.

Quali sono state le parole dei dirigenti che l’hanno convinta? “Ho fatto 30 anni di trattative e ho affinato la sensibilità nel capire il pensiero dei dirigenti. In loro ho visto una convinzione speciale, tutta una serie di atteggiamenti, un sacrificio per venire a parlarti, che ti trasmettono la loro assoluta convinzione”.

Paratici, perché è stato scelto Sarri? “Il gioco non è stato centrale nella scelta di cambiare. Abbiamo scelto Maurizio perché lo riteniamo il migliore per la Juventus in questo momento, come otto anni fa ritenevamo fosse Conte e cinque anni fa Allegri”.

Conferma il viaggio da Ronaldo? “Ne parleremo con Fabio per organizzare, non so se sarà domani o fra quattro giorni. Ma è importante condividere le idee con i giocatori, partendo ovviamente dai più importanti”.

Dalle sue parole sembra quasi che a Napoli abbia recitato un ruolo? “No, ho fatto tutto il possibile per vincere. Lo consideravo un dovere morale verso un popolo che da 30 anni non vinceva, un dovere professionale per tirare fuori il massimo da tutti. Ed ero anche emotivamente coinvolto. Poi è finita e sono andato all’estero per rispetto. Poi è arrivata la Juve e per rispetto della professione ho accettato. E mi hanno convinto anche velocemente, come ho spiegato”.

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