© Juventus FC via Getty ImagesGENOVA - Non sarà la sua ultima occasione, ma è il caso che cominci a coglierla per evitare di vivere in disparte una stagione già ora particolarmente difficile. Paulo Dybala a Marassi contro il Genoa sarà titolare al fianco di Cristiano Ronaldo: è già successo e non è detto che sia un male, ma quella in corso è un’annata strana per la Joya. E l’impressione è che i capricci del destino, sotto forma di infortuni, abbiano solo in parte influenzato un 2020 dall’andamento mai così sinusoidale. L’argentino, da miglior giocatore della Serie A 2019-20, è diventato un rincalzo di lusso alle spalle della coppia CR7-Morata. Quando ha giocato dall’inizio - contro Ferencvaros, Benevento e Torino, per esempio - ha deluso tutti. Probabilmente anche se stesso.
PIRLO LO ASPETTA - Il suo ruolo, le sue capacità, il suo essere fantasista in grado di accendere la manovra offensiva e innescare gli inserimenti dei compagni non deve far dimenticare ciò che forse manca più di tutto alla Joya: il gol. È vero, Paulo ha rotto il ghiaccio il 4 novembre a Budapest in Champions League, ma la partita era già indirizzata grazie a una doppietta di colui che gli ha soffiato il posto al fianco di Ronaldo. Morata decolla, Dybala è atterrato da un po’ e resta in attesa di un segnale per riprendere quota. L’ultima rete dell’argentino in campionato è lontana cinque mesi abbondanti: 4 luglio, derby di Torino, 4-1 per la Juve e guizzo dell’attaccante dopo tre minuti. Paulo ci crede ancora e lo stesso Andrea Pirlo crede in lui. Il tecnico bianconero non s’è mai morso la lingua quando si è trattato di dare consigli accalorati al giocatore davanti a un microfono, stimolandolo a giocare vicino all’area e ad evitare di tenere troppo il pallone quando il ragazzo tende ad arretrare per liberarsi dalla morsa degli avversari. La sensazione è che un gol sbloccherà Dybala, che vede quota cento. Non come le partite disputate da juventino (è la quota toccata oggi da Ronaldo), ma come i gol segnati in bianconero dal 2015 a oggi. Ora sono 96 in 239 partite.
DOVEROSO SBLOCCARSI - Anche a Barcellona la Joya ha ammirato i compagni dare una lezione di calcio ai blaugrana. Ha tifato con calore dalla panchina, ha esultato per le reti di Weston McKennie e CR7, ha risposto al nervosismo di Ronald Koeman guardandolo negli occhi mentre Manolo Portanova al suo fianco consigliava al tecnico dei catalani di andare a farsi un giro. Ora però non si può più aspettare. A Marassi deve essere l’ora di Dybala. La stessa Marassi dipinta di rossoblù dove il 30 giugno la Juventus allora guidata da Maurizio Sarri lasciò le briciole al Genoa e il primo dei tre gol bianconeri (3-1 finale) portò la firma della Joya. Al medesimo avversario di oggi l’argentino ha segnato 7 reti in carriera. Il feeling con il gol, insomma, non si dimentica nel giro di tre mesi così complicati per tanti motivi. Un buon primo passo, oggi a partire dalle 18, consisterebbe nel saper occupare la giusta mattonella sul prato di Marassi. Vietato pestarsi i piedi con Ronaldo, vietato girare al largo dell’area di rigore, obbligatorio riempire l’area stessa a suon di combinazioni e inserimenti negli spazi. Come farlo? Per esempio tornando a dribblare l’uomo, per il Dybala vero era un gioco da ragazzi.
