Juve, i rimpianti e la fiducia

Juve, i rimpianti e la fiducia© Juventus FC via Getty Images

Tra i tanti un dato resta incontrovertibile. In questa stagione la Juventus non ha mai battuto Milan, Napoli e Inter, ovvero le tre squadre davanti in classifica. Se a queste aggiungiamo anche l’Atalanta si completa un quadro molto preciso: per vincere lo scudetto devi fare meglio delle dirette concorrenti. Nonostante la lunga serie di risultati positivi e i tanti punti recuperati, il campionato dice che oltre il quarto posto la Juve difficilmente andrà, che anzi l’obiettivo minimo va blindato in modo da arrivarci non con il patema come l’anno scorso.

Questi sono i fatti, cui seguono le interpretazioni. Più passa il tempo più aumentano i rimpianti perché con un girone di andata meno scellerato la squadra avrebbe potuto giocarsela fino all’ultimo. Non mi pare la Juve allegriana valga meno del Milan capolista che non riesce a battere il Bologna, del Napoli che alterna prestazioni ottime ad altre sconcertanti, persino dell’Inter che a mio avviso resta la favorita per organico e buona sorte. Nessuna delle tre è mai riuscita a imporre al torneo un ritmo deciso, avanzano a singhiozzo e si muovono come i gamberi. Segnano poco - nella classifica marcatori, a parte Vlahovic più gol a Firenze rispetto a Torino, si salva la coppia Lautaro-Dzeko, gli altri decisamente attardati, tra i rossoneri Ibra e Giroud ne hanno 8 a testa - e non c’è un gioco che esalti o diverta.

Un campionato strano, addirittura più strano dell’uno e mezzo a porte chiuse, condizionato da gravissimi errori arbitrali (vedi Irrati, (in)capace di rovinare una bella partita e di esacerbare gli animi), dallo scorretto uso del var, dal calendario mai completo per via dei recuperi. Il mio amico Oliviero Toscani, interista impenitente, mi confessa di avere goduto molto per la vittoria dei suoi in “stile Juventus”, cinica e discussa. Dispiace dirlo, ma la partita di domenica ha confermato lo spostamento d’asse dei poteri forti in direzione Milano. Ci siamo impegnati, siamo stati umili e a tratti gradevoli, perdendo per strada il proverbiale atteggiamento da squadra esperta e scafata quale siamo sempre stati. E’ pur vero, d’altra parte, che le basi ci sono e qualche ritocco nei settori nevralgici potrebbe bastare per riportarci in alto. Non vedo in giro altre squadre in grado di aprire lunghi cicli vincenti.

A completare il racconto della settimana, segnalo la vittoria del Villareal contro il Bayern. Così, tanto per dire.

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