Miretti, la speranza che nasce dalla pazienza

Miretti, la speranza che nasce dalla pazienza© Juventus FC via Getty Images

Fabio Miretti è un frutto prezioso del vivaio della Juventus, perché è un giocatore della prima squadra che arriva dall’attività di base del club. È cioè il risultato di una filiera che, nel suo caso, ha funzionato a tutti i livelli e ha creato il percorso ideale, sfociato nella brillante prestazione contro il Venezia che ha entusiasmato i tifosi.

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Non sappiamo ancora cosa combinerà Miretti, ma la sua crescita autorizza la Juventus e la Nazionale a nutrire speranze frizzanti. È utile, tuttavia, riflettere su come si ottengono i Miretti e, soprattutto, in quanto tempo. Nel 2011, Andrea Agnelli era presidente da un anno e il suo management aveva iniziato a mettere mano al settore giovanile e all’attività di base. Undici anni dopo se ne vedono i primi frutti. Siamo in un periodo di fermento nel calcio italiano che riflette su come riformarsi dopo il secondo Mondiale di seguito saltato. E si parla tantissimo di vivai. Tutto molto bello, a patto di sapere che qualsiasi riforma ha bisogno di anni per offrire risultati apprezzabili: nel frattempo ci vogliono coerenza e pazienza. Nessuna delle due si trova facilmente nel calcio italiano, un proclamificio sempre in cerca di scorciatoie. Un Miretti non fa primavera, quindi bisogna stare calmi anche nell’indicare la strada della Juventus (unica ad avere la seconda squadra, decisiva nella maturazione del ragazzo) come l’unica giusta. Ma urgono delle scelte, perché ora l’Italia non ha un sistema sbagliato, non ha proprio un sistema.

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