Esonero? La Juve insiste con Allegri

L’ipotesi di un cambio tecnico non è stata presa in considerazione: ci si aspetta che sia l’attuale allenatore a trovare le soluzioni
Esonero? La Juve insiste con Allegri© Juventus FC via Getty Images

TORINO - Compattezza per trovare tutti insieme una via d’uscita. E come hanno detto sia Massimiliano Allegri sia il capitano Leonardo Bonucci dopo la sconfitta contro il Benfica, poche parole, ma tanto lavoro. Perché è inutile cercare di capire che cosa sta succedendo alla Juventus: i diretti interessati non riescono neppure a darsi una spiegazione di prestazioni così scarse, di black out continui, di incapacità a reagire quando si subisce un gol o di assenza di cinismo per mettere al sicuro il risultato, mentre invece i tifosi hanno ben impresse le immagini della squadra contro i portoghesi in Champions o contro la Salernitana, a Genova contro la Sampdoria o a Firenze contro i viola in campionato.  

Cosa manca alla Juve

Manca la testa, manca il fisico, manca la personalità, manca il gioco. Tutti sono sotto processo, dall’allenatore ai giocatori, ma neppure la società è immune da critiche: in questi frangenti è più che mai necessario l’unità di intenti affinché la dirigenza supporti il lavoro del tecnico per risollevare le sorti della squadra. Una cosa è sicura: al momento la panchina di Allegri non è in bilico. Nei vari summit alla Continassa l’opzione esonero non è stata contemplata: si va avanti con il progetto Allegri, abbracciato nella scorsa estate quando Andrea Agnelli gli ha riconsegnato le chiavi della Juventus con un contratto fino al 2025. Adesso però il tecnico livornese ha la grande responsabilità di riportare la squadra sulla giusta carreggiata, ancora possibile in campionato, più difficile in Europa.  

Allegri: "L'unica cosa che serve ora è lavorare"
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Allegri: "L'unica cosa che serve ora è lavorare"

I primi interventi

I primi interventi saranno sulla condizione atletica: gli avversari corrono di più mentre i bianconeri sono martoriati dai guai muscolari che riducono la rosa a disposizione di Allegri costringendo agli straordinari chi sta bene, con la conseguenza di avere meno cambi e giocatori più stanchi e a rischio infortuni. Per ovviare a questo circolo vizioso si darà più spazio a Giovanni Andreini, coordinatore di tutte le aree legate alla performance della squadra, che si interfaccerà con lo staff tecnico e medico. 

Il compito di Allegri

Allegri è invece chiamato a dare un’identità di gioco alla squadra: come ama ripetere, azioni semplici, nessun volo pindarico, ma concretezza, lucidità e, soprattutto, idee. Troppo spesso si sono visti i bianconeri tentennare non sapendo a chi passare il pallone, troppe volte è mancata la verticalizzazione o l’incapacità di sfondare le linee avversarie. La squadra possiede qualità, bisogna metterla nelle condizioni di esternarle. Certo, le assenze sono tante e importanti (da Pogba a Chiesa) ma non deve essere un alibi che assolve da colpe. E toccherà sempre al tecnico infondere fiducia ai giocatori chiedendo la collaborazione dei senatori dello spogliatoio: la squadra deve essere spronata e messa di fronte alle proprie responsabilità. Perché, alla fin fine, chi va in campo sono i giocatori a cui è mancata spessa la giusta motivazione e la concentrazione. Non c’è spazio per amnesie, sbandamenti o nervosismo, i bianconeri devono tirare fuori il carattere. E per farlo servono concentrazione, applicazione e tanto lavoro

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