Juve, monte ingaggi e rosa: si lavora per ridurre i costi

L’obiettivo del club è quello di ridurre del 50% le perdite nel 2022-23. Tra i segnali positivi i ricavi da stadio
Juve, monte ingaggi e rosa: si lavora per ridurre i costi© Roberto Garavaglia/ag. Aldo Liverani sas

Conti alla mano, il bilancio 2021-22 che il CdA della Juventus approverà oggi segna un passivo di circa 250 milioni, peggiorativo rispetto a quello precedente, che ha fatto registrare -209,9 milioni. Sarà anche il quinto esercizio consecutivo che il club bianconero chiude in passivo: toccherà alla dirigenza spiegare come si è arrivati a questi pessimi risultati e quale strada sta percorrendo per risollevare le sorti economiche della società. L’obiettivo del club è quello di ridurre del 50% le perdite nel 2022-23, di arrivare a un rosso accettabile nel 2023-24 e magari dal 2024-25 tornare a rifiatare.

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A dire la verità, qualche segnale in controtendenza si è visto in questa nuova stagione. Sono diminuiti i costi della rosa (da 311 a 278 milioni) e del monte ingaggi, con un risparmio di altri 20 milioni. Ma il club vuole abbinare all’abbattimento delle spese l’incremento dei ricavi, che dovrebbero aumentare perché ormai non più influenzati dall’emergenza per la pandemia. Per esempio, la riapertura degli stadi ha consentito di riavviare la campagna abbonamenti: nel 2018-19, l’ultima annata pre Covid, i ricavi da stadio avevano raggiunto quota 83 milioni, 62,5 milioni legati alle gare e 20,8 milioni legati all’extra campo.

Del CdA, che fisserà la data dell’assemblea degli azionisti nella seconda metà di ottobre, fanno parte, oltre al presidente Andrea Agnelli, il vice presidente Pavel Nedved, l’ad Maurizio Arrivabene, Massimo Della Ragione, professore di Investment Banking presso l’Università Bocconi, Laurence Debroux, membro del CdA di Novo Nordisk A/S e di Exor, Kathryn Fink, che ha avuto un ruolo di primo piano nel lancio di Sky Italia, Daniela Marilungo, che si occupa di relazioni regolamentari ed istituzionali, Francesco Roncaglio, ad di Lamse, holding d’investimento controllata da Agnelli, Giorgio Tacchia, ad di CHILI, e Suzanne Heywood, Managing Director di Exor e Presidente di CNH Industrial.

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