Juve, gol e assist a Vlahovic nel menù di Milik

Al rientro con il Bologna vuole caricarsi la squadra sulle spalle: proprietario di un ristorante in Polonia, è pronto a servire Dusan
Juve, gol e assist a Vlahovic nel menù di Milik© www.imagephotoagency.it

TORINO - “Partner in crime”, “complici nel crimine”. Con questa didascalia venerdì Arek Milik aveva postato su Instagram due foto che lo ritraevano parlare con Dusan Vlahovic nel tragitto dagli spogliatoi al campo d’allenamento. Magari discutendo il piano d’azione del suddetto “crimine”, ossia forzare la difesa del Bologna per piazzare il pallone alle spalle di Skorupski. Un’operazione a cui il serbo e il polacco al rientro dopo la squalifica si dedicheranno assieme: all’indizio social è seguita l’investitura del “mandante”, Massimiliano Allegri. "Con Di Maria fuori e i due attaccanti che possono coesistere, cerchiamo di sfruttarli nel miglior modo possibile - ha detto il tecnico -. Quando rientrerà Di Maria varieremo delle cose. Con una partita ogni 3 giorni è difficile avere un undici base e giocare allo stesso modo. Per caratteristiche dei giocatori bisogna cambiare, ma l’importante è avere un atteggiamento giusto".

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Atteggiamento che Milik non aveva da bambino quando i suoi “partner in crime”, ha raccontato lui stesso, erano altri bambini con i quali si divertiva a "fumare qualche sigaretta e rubare caramelle". Poi arrivò Slawomir Mogilan, “Moki”, il primo e decisivo mentore dell’attaccante polacco: "E’ apparso nella mia vita e mi ha salvato, è merito suo se sono diventato quello che sono". L’unica cosa che Milik ruba ancora è il tempo ai difensori, specialità già messa in mostra anche in bianconero, e quanto alle caramelle non fanno più parte da tempo della sua dieta. Il ventottenne attaccante nato Tychy, città sede del primo e principale stabilimento Fiat in Polonia - quasi un segno del destino - è infatti molto attento alla cura del proprio corpo: come il suo idolo giovanile Cristiano Ronaldo e come la sua compagna, Agata Sieramska. Polacca come lui, fotomodella e grande appassionata di fitness, i due si allenano spesso assieme quando Arek decide di sottoporsi a un po’ di lavoro supplementare a quello fatto alla Continassa.

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Attento all’alimentazione propria, con qualche sgarro per la pizza scoperta negli anni napoletani, di quella altrui Milik ha fatto un business. Da quasi quattro anni è infatti proprietario del bar ristorante Food & Ball di Katowice: moda, alta cucina e cocktail dedicati a campioni e cori da stadio. Ovviamente nell’arredamento non mancano maglie del titolare e quelle dei suoi compagni e avversari, più alcune che hanno lo stesso numero a lungo portato da Milik, il 99, ma un altro nome stampato sopra: Gretzky. E’ infatti in omaggio al fuoriclasse canadese dell’hockey su ghiaccio, ritiratosi nel 1999, che il centravanti polacco ha spesso scelto quel numero di maglia. Passione, quella per l’hockey, che si accompagna a quella per il basket e in genere a quella per i grandi campioni di ogni disciplina: leggere le loro biografie è il passatempo preferito di Milik. Che se la cava anche con la scrittura: memorabile il tweet con cui durante l’Europeo 2016 aveva replicato all’insospettabile tifoso della Polonia Russel Crowe. "Davvero un bel risultato, Milik ci deve almeno due gol", aveva twittato l’attore dopo lo 0-0 con la Germania e un paio di errori di mira del centravanti, che rispose "Sorry Maximus", riferendosi al più celebre dei personaggi interpretati da Crowe, aggiungendo l’immagine dell’imperatore Commodo con il pollice verso tratta proprio dal “Gladiatore”.

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Due gol avrebbe voluto da Milik “Maximus” in quel Polonia-Germania, due gol vorrebbe Massimiliano (Allegri ovviamente) in Juventus-Bologna di stasera. Con cabala a favore, tra l’altro: due volte Milik ha affrontato il Bologna giocando in casa, sempre con il Napoli, e due volte ha firmato una doppietta. Allegri comunque si accontenterebbe anche di uno, o di un assist per Vlahovic: quel che importa è che i “partner in crime” riescano nell’effrazione della porta bolognese. Perché la legge bonipertiana - "Vincere non è tutto, ma è l’unica cosa che conta" - resta sovrana in casa bianconera. E anche al Food & Ball di Katowice, nella cui presentazione sul sito ufficiale si legge: “Nella cucina, nel bar e nello sport, siamo governati da una regola - il risultato è l’unica cosa che conta”. Stasera con il Bologna ancora più del solito.

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