TORINO - Guardare avanti è il mantra dalle parti della Continassa, lì dove le scorie della batosta incassata al Maradona non sono ancora del tutto smaltite: è dura passare dall’accarezzare la possibilità di rientrare clamorosamente, viste le difficoltà di inizio stagione, nella corsa per lo scudetto a doversi invece voltare per fare attenzione a chi arriva alle spalle, pronto a inserirsi nella lotta per un posto nella prossima Champions League. Facile a posteriori ergersi dal pulpito per scagliare la solita predica, all’indirizzo dell’allenatore di turno: infatti non è ciò che va sviluppato in questa sede. Meglio piuttosto analizzare dati oggettivi, che poi sono quelli che vengono presi in considerazione ed esaminati dalla dirigenza: quella della Juventus, poi, è cambiata e da mercoledì, con l’insediamento del nuovo Cda, sarà operativa a tutti gli effetti. Non è sfuggito agli occhi più attenti il fatto che, a Napoli, Massimiliano Allegri si sia affidato a una squadra più esperta e navigata rispetto a quella che, in linea di massima, ha costruito il filotto vincente, con zero gol incassati, interrotto brutalmente al Maradona dalla formazione di Luciano Spalletti.
