Vlahovic e il rivale estivo: i cori dei tifosi Juve e il digiuno da rompere

Belgio-Serbia, amichevole dai risvolti intriganti, è anche la sfida tra il centravanti bianconero e Lukaku, entrambi protagonisti del tormentone estivo di mercato

TORINO - Si sono inseguiti per tutta l’estate, Dusan Vlahovic e Romelu Lukaku, senza mai raggiungersi né sostituirsi. Al via del campionato, il serbo ha continuato a indossare la maglia bianconera mentre il belga, dopo essersi negato all’Inter e aver sperato nella Juventus, si è accasato alla Roma, dal suo vecchio mentore José Mourinho. Prima di affrontarsi in Serie A, al gong dell’anno con Juventus-Roma all’Allianz Stadium in programma il 30 dicembre, i due bomber si sfideranno questa sera in Nazionale. Per carità, si tratta soltanto di un’amichevole, seppur di lusso, tra Belgio e Serbia (fischio d’inizio alle 20.45 allo Stadio Re Baldovino di Bruxelles) che non ha nessuna velleità di punti e posizioni in classifica, il duello però resta interessante. Soprattutto agli occhi dei tifosi della Juventus che per tutti i mesi estivi si sono assorbiti i pareri sulle qualità dell’uno e dell’altro, i raffronti tra la giovinezza del primo e l’esperienza del secondo, le volontà di allenatori e dirigenti, uniti alle esigenze di bilancio.

La scelta dei tifosi

A dire la verità, il popolo bianconero aveva già deciso da che parte stare prima che lo facessero i dirigenti. Durante il test in famiglia allo Stadium il 9 agosto, i tifosi avevano manifestato il loro dissenso per l’eventuale acquisto del belga. "Noi Lukaku non lo vogliamo", "Lukaku resta a Milano, noi il secondo portiere già lo abbiamo", i cori più gettonati mentre a Vlahovic aveva riservato soltanto applausi non soltanto per i gol ma per ogni tocco di palla. Avevano ragione i tifosi a preferire il serbo, almeno per quel che si è visto all’avvio della stagione. Vlahovic aveva segnato quattro volte nelle prime 4 giornate di campionato: primo sigillo all’Udinese, il secondo al Bologna e poi la doppietta con cui il numero 9 ha cancellato le velleità della Lazio nel fare risultato allo Stadium. Dusan aveva dato l’impressione di essere un centravanti ritrovato, nel fisico ma soprattutto nella testa, aveva riannodato il filo con i gol, ritrovando la consapevolezza dei propri mezzi e la fiducia in se stesso.

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Vlahovic, invertire il trend

La favola è durata però l’arco di un mese, poi mentre Lukaku incominciava a segnare con la maglia della Roma, per Vlahovic è iniziato il periodo dell’astinenza. Già, quella doppietta alla Lazio, due mesi fa, segnata con il destro, il suo piede teoricamente meno buono, è rimasta l’ultimo squillo del bomber. Poi, frenato dalla lombalgia, che lo ha costretto a saltare due turni di campionato, e complice la brillantezza di Moise Kean, il serbo ha trovato sempre meno spazio nello scacchiere allegriano, partendo dalla panchina contro Milan, Fiorentina e Cagliari, anche se quando è stato chiamato in causa è apparso determinato.

Chissà che con la maglia della Serbia, davanti al suo “rivale” estivo, Vlahovic non ritrovi la sua verve realizzativa: a ottobre aveva dovuto rinunciare alla chiamata per via del mal di schiena, adesso l’aria della Nazionale potrebbe rivelarsi un toccasana. Anche perché, alla ripresa, allo Stadium arriverà l’Inter e Dusan non ha intenzione di fare la comparsa contro la prima della classe.

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TORINO - Si sono inseguiti per tutta l’estate, Dusan Vlahovic e Romelu Lukaku, senza mai raggiungersi né sostituirsi. Al via del campionato, il serbo ha continuato a indossare la maglia bianconera mentre il belga, dopo essersi negato all’Inter e aver sperato nella Juventus, si è accasato alla Roma, dal suo vecchio mentore José Mourinho. Prima di affrontarsi in Serie A, al gong dell’anno con Juventus-Roma all’Allianz Stadium in programma il 30 dicembre, i due bomber si sfideranno questa sera in Nazionale. Per carità, si tratta soltanto di un’amichevole, seppur di lusso, tra Belgio e Serbia (fischio d’inizio alle 20.45 allo Stadio Re Baldovino di Bruxelles) che non ha nessuna velleità di punti e posizioni in classifica, il duello però resta interessante. Soprattutto agli occhi dei tifosi della Juventus che per tutti i mesi estivi si sono assorbiti i pareri sulle qualità dell’uno e dell’altro, i raffronti tra la giovinezza del primo e l’esperienza del secondo, le volontà di allenatori e dirigenti, uniti alle esigenze di bilancio.

La scelta dei tifosi

A dire la verità, il popolo bianconero aveva già deciso da che parte stare prima che lo facessero i dirigenti. Durante il test in famiglia allo Stadium il 9 agosto, i tifosi avevano manifestato il loro dissenso per l’eventuale acquisto del belga. "Noi Lukaku non lo vogliamo", "Lukaku resta a Milano, noi il secondo portiere già lo abbiamo", i cori più gettonati mentre a Vlahovic aveva riservato soltanto applausi non soltanto per i gol ma per ogni tocco di palla. Avevano ragione i tifosi a preferire il serbo, almeno per quel che si è visto all’avvio della stagione. Vlahovic aveva segnato quattro volte nelle prime 4 giornate di campionato: primo sigillo all’Udinese, il secondo al Bologna e poi la doppietta con cui il numero 9 ha cancellato le velleità della Lazio nel fare risultato allo Stadium. Dusan aveva dato l’impressione di essere un centravanti ritrovato, nel fisico ma soprattutto nella testa, aveva riannodato il filo con i gol, ritrovando la consapevolezza dei propri mezzi e la fiducia in se stesso.

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