Pagina 2 | Fagioli, il momento più duro: "Ero sempre nervoso. Quando c'era la partita..."

Continua il percorso di riabilitazione disposto dalla Procura della Figc per Nicolò Fagioli dopo la squalifica per il caso scommesse. Il centrocampista della Juventus si è presentato all'ex teatro Araldo di Torino per il terzo dei dieci appuntamenti pubblici previsti a integrazione del piano terapeutico ed è intervenuto rivolgendosi ai tanti giovani presenti all'evento promosso dalla Regione Piemonte per sensibilizzare sui rischi del gioco d'azzardo dal titolo: 'Perdere tutto non è un bel gioco’.

"Il periodo più difficile della mia vita"

Fagioli si è rivolto così ai presenti: “Ho cominciato le prime volte quando avevo sedici anni, all’inizio era come un gioco, poi pian piano è diventato una malattia, ho iniziato subito con le scommesse sportive. Sto molto meglio adesso rispetto a un anno fa, è stato il periodo più difficile della mia vita. Cosa mi fa star bene adesso? Stare con la famiglia, gli amici e praticare sport. Il rapporto con la famiglia e gli amici era cambiato, volevo stare da solo, volevo vedere poco la famiglia e i miei amici perché sembrava tempo perso".

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"La partita l'unico sfogo"

Fagioli racconta così il suo periodo buio: "Ero sempre nervoso, l’unico mio sfogo era la partita perché mi allenavo male e non davo il 100% in campo. Quanto tempo passavo al cellulare? Dalle dieci alle dodici ore. All’inizio mi piaceva, poi mi sono reso conto che era diventato una malattia, forse ci ho messo troppo tempo a chiedere aiuto, poi meno male che l’anno scorso a maggio mi è venuta questa idea. Dal mio punto di vista mi avrebbe sicuramente aiutato continuare a giocare a calcio. Star lontano dai campi è una punizione che mi hanno dato ma ha reso le cose ancora più difficili”.

"Voglio tornare a giocare. Europei? Un sogno"

Poi conclude dimostrando tutta la sua voglia di giocare e di farlo con la Juventus che ha rinnovato il suo contratto fino al 2028: “Ho tantissima voglia di tonare in campo, non vedo l’ora che sia il 19 maggio quando finirà la squalifica, il 25 maggio dovrei giocare l’ultima paritta di campionato. Pian piano ti accorgi che ti manca lo spogliatoio e lo stare insieme ai compagni soprattutto quando vincono. Questa stagione sta andando meglio dell’anno scorso, è stata dura ed è ancora dura star lontano dai campi e vivere dei momenti belli insieme a loro. Gli Europei? Quello è un sogno”.

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"La partita l'unico sfogo"

Fagioli racconta così il suo periodo buio: "Ero sempre nervoso, l’unico mio sfogo era la partita perché mi allenavo male e non davo il 100% in campo. Quanto tempo passavo al cellulare? Dalle dieci alle dodici ore. All’inizio mi piaceva, poi mi sono reso conto che era diventato una malattia, forse ci ho messo troppo tempo a chiedere aiuto, poi meno male che l’anno scorso a maggio mi è venuta questa idea. Dal mio punto di vista mi avrebbe sicuramente aiutato continuare a giocare a calcio. Star lontano dai campi è una punizione che mi hanno dato ma ha reso le cose ancora più difficili”.

"Voglio tornare a giocare. Europei? Un sogno"

Poi conclude dimostrando tutta la sua voglia di giocare e di farlo con la Juventus che ha rinnovato il suo contratto fino al 2028: “Ho tantissima voglia di tonare in campo, non vedo l’ora che sia il 19 maggio quando finirà la squalifica, il 25 maggio dovrei giocare l’ultima paritta di campionato. Pian piano ti accorgi che ti manca lo spogliatoio e lo stare insieme ai compagni soprattutto quando vincono. Questa stagione sta andando meglio dell’anno scorso, è stata dura ed è ancora dura star lontano dai campi e vivere dei momenti belli insieme a loro. Gli Europei? Quello è un sogno”.

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