Pagina 2 | Retegui, scatto Juve! Colloqui in corso, si può chiudere: tutti i dettagli

Ladies and gentlemen, la Vecchia Signora s’è messa in testa un’idea meravigliosa e sta lavorando per far sì che, nella prossima stagione, in ogni sua partita risuoni una danza irresistibile: la Cumbia del Gol. In pole position tra i rinforzi per l’attacco bianconero del futuro prossimo, infatti, c’è il numero 9 della Nazionale italiana: l’idea meravigliosa della Juventus si chiama Mateo Retegui.

Juve-Retegui, primi contatti

I primi contatti tra la dirigenza del club e l’entourage dell’attaccante del Genoa sono già avvenuti: nelle prossime settimane è attesa un’accelerazione che dovrebbe concludersi positivamente subito prima o subito dopo l’Europeo che si disputerà in Germania dal 14 giugno al 14 luglio. Insomma: non è da escludere che Retegui giochi il torneo continentale essendo già ufficialmente un rinforzo bianconero. Nelle idee di Giuntoli & C., infatti, l’italo-argentino sarebbe il giocatore ideale in grado di combattere con Dusan Vlahovic per una maglia da titolare e potrebbe pure venire utilissimo nel caso in cui il serbo venisse ceduto a fronte di un’offerta irrinunciabile.

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Juve, una rosa più profonda

La Juventus il prossimo anno assai probabilmente giocherà in Europa (verosimilmente in Champions League a meno di disastri assortiti in questo finale di campionato), poi dal 15 giugno del 2025 al 13 luglio dello stesso anno sarà impegnata nella nuova versione del Mondiale per Club che si terrà negli Stati Uniti: più che logico, dunque, che i vertici juventini vogliano garantire al loro allenatore una rosa più che profonda e di assoluto valore. Retegui, in termini di valore, di impatto sulle partite, di peso in area di rigore, di fiuto del gol non ha nulla da invidiare a nessuno e non perché lo scriviamo noi, ma perché lo dicono i fatti, le cifre, i numeri.

Retegui, la storia

Il bomber ventiquattrenne di San Fernando, 70 mila abitanti nel nord della Provincia di Buenos Aires, Argentina, poco più di un anno fa, il 17 marzo del 2023, shockava il nostro calcio con una convocazione in Nazionale assolutamente inattesa: l’ex ct dell’Azzurra Roberto Mancini, infatti, decise non solo di convocarlo, ma pure di affidargli la maglia di titolare a Napoli contro l’Inghilterra, in una sfida valida per le qualificazioni all’Europeo di quest’estate in Germania. La legge non scritta del fútbol afferma che non può esistere un argentino (nemmeno se, per Ius Sanguinis, veste la maglia azzurra) che faccia flop quando gioca nello stadio che porta il nome del D10S umano, quello di Diego Armando Maradona insomma: ebbene anche Mateo lasciò il segno alle pendici del Vesuvio con un gol al debutto che però non riuscì a impedire la sconfitta italiana contro i Three Lions (2-1 per la banda guidata da Southgate).

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Nuovo salto in alto

Dalla prima convocazione, dall’esordio in Nazionale allo sbarco in Serie A il passo è stato breve, anzi brevissimo: a fine luglio dello scorso anno arriva, al bomber di San Fernando, una chiamata dalla Liguria, da Genova, dal Genoa. Per Mateo, che è cresciuto, che ha realizzato il sogno di diventare un calciatore professionista grazie al settore giovanile del Boca Juniors, il club Xeneize (genovese, nel dialetto porteño) d’Argentina, il richiamo del club Xeneize d’Italia era un canto delle sirene irresistibile, troppo suadente e mellifluo per dire di no.

E così, il 26 luglio dell’anno scorso, Retegui salutò il Tigre, l’ultima sua squadra dall’altro lato dell’Atlantico e sbarcò all’ombra della Lanterna: nelle casse del club della provincia nord di Buenos Aires finirono, centesimo più, centesimo meno, una quindicina di milioni.

Il resto è storia recente: 23 presenze al suo primo anno di Serie A condite da 6 reti e pure da 2 assist gol. Un bottino niente male per un ragazzo che, al momento della prima convocazione di Mancini, era accompagnato dallo scetticismo generale figlio pure dello snobismo da Primo Mondo che considera la massima serie del calcio argentino una sorta di torneo parrocchiale, una competizione da Terzo Mondo calcistico... Chi segna, e tanto, in Argentina, però, di solito segna anche in Italia e in Azzurro e Retegui è l’ennesima conferma. Ora Mateo prepara un altro salto in alto. Un salto in alto a ritmo di Cumbia: la Cumbia del Gol.

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Juve, una rosa più profonda

La Juventus il prossimo anno assai probabilmente giocherà in Europa (verosimilmente in Champions League a meno di disastri assortiti in questo finale di campionato), poi dal 15 giugno del 2025 al 13 luglio dello stesso anno sarà impegnata nella nuova versione del Mondiale per Club che si terrà negli Stati Uniti: più che logico, dunque, che i vertici juventini vogliano garantire al loro allenatore una rosa più che profonda e di assoluto valore. Retegui, in termini di valore, di impatto sulle partite, di peso in area di rigore, di fiuto del gol non ha nulla da invidiare a nessuno e non perché lo scriviamo noi, ma perché lo dicono i fatti, le cifre, i numeri.

Retegui, la storia

Il bomber ventiquattrenne di San Fernando, 70 mila abitanti nel nord della Provincia di Buenos Aires, Argentina, poco più di un anno fa, il 17 marzo del 2023, shockava il nostro calcio con una convocazione in Nazionale assolutamente inattesa: l’ex ct dell’Azzurra Roberto Mancini, infatti, decise non solo di convocarlo, ma pure di affidargli la maglia di titolare a Napoli contro l’Inghilterra, in una sfida valida per le qualificazioni all’Europeo di quest’estate in Germania. La legge non scritta del fútbol afferma che non può esistere un argentino (nemmeno se, per Ius Sanguinis, veste la maglia azzurra) che faccia flop quando gioca nello stadio che porta il nome del D10S umano, quello di Diego Armando Maradona insomma: ebbene anche Mateo lasciò il segno alle pendici del Vesuvio con un gol al debutto che però non riuscì a impedire la sconfitta italiana contro i Three Lions (2-1 per la banda guidata da Southgate).

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