Benatia, le chiavi per battere il Lilla
Occhi puntati su Jonathan David, il bomber che ha segnato 9 gol nelle ultime 8 partite: da ex difensore, come lo marcherebbe?
"Lo marcherei come reparto, non soltanto a uomo. È forte fisicamente: non è molto alto, ma grosso e potente. Ama andare in profondità, ma non è male neppure sullo stretto. Può giocare come centravanti unico oppure con una seconda punta accanto, ma la sua peculiarità è la fame di gol: è impressionante, nelle ultime due stagioni ha raggiunto sempre i 26 gol, sono tantissimi perché possiede un grande fiuto".
Oltre a David, quali altri giocatori del Lilla sono da monitorare?
"C’è Sahraoui, l’esterno d’attacco molto tecnico e bravo nell’uno contro uno, c’è Zhegrova, che ha tanta qualità e va sempre al tiro con il mancino, c’è Angel Gomes a centrocampo, ha 24 anni ed era del Manchester United, imposta manovra e gioco. Ribadisco, sono un gruppo di spessore nonostante abbiano ceduto quest’estate il difensore centrale Leny Yoro allo United per 60 milioni".
E come ha visto la nuova Juve di Thiago Motta?
"Ci sono stati tanti cambiamenti in estate, come al Marsiglia: da noi sono arrivati 12 nuovi giocatori, più o meno come a Torino... Motta non ha ancora trovato il giusto equilibrio, ma è normale quando rivoluzioni una squadra. Ci vuole tempo per adattarsi a un gioco e a una cultura diversa, ma la Juve ha la squadra per centrare grandi obiettivi. Peccato per Bremer, non ci voleva proprio il suo infortunio perché è un giocatore in grado di fare reparto da solo".
Quali dovrebbero essere le mosse di Motta per neutralizzare il Lilla?
"Non sono un allenatore e non mi piace dare consigli. Dico soltanto che la Juve deve ritrovare la mentalità e l’aggressività della 'mia' Juve. Non ci sono più i Chiellini, Barzagli, Buffon e Marchisio che te la inculcavano. E con quella mentalità era difficile perdere le partite: facevi paura agli avversari. Sono però convinto che con il lavoro e il sacrificio la Juve possa ripartire e tornare a quei livelli".