Il litigio con Allegri
Nona foto in cui ci sono Allegri e Bonucci, con quest’ultimo che la fa rientrare nella categoria ‘Occasioni sfumate’: “Per quello che ero io per la Juve, per quello che ha fatto lui nei primi 5 anni, è stata un’occasione sfumata il fatto di non aver condiviso tutto il percorso. Pur essendo andato via un anno, nel suo primo quinquennio son quello che ha giocato di più”. Poi spiega cosa ha incrinato il rapporto: “Uno dei suoi collaboratori venne da me e mi disse ‘Sai, quando siamo arrivati alla Juve il nostro pensiero era quello di farti fuori perché quando giocavamo contro di te preparavamo la partita su di te perché magari facevi la cag**a'. Queste cose si dicono sotto forma di battuta, però evidentemente l’aveva pensata. Diciamo che al di là di questo episodio la partenza è stata anche abbastanza buona: eravamo reduci da 3 anni di Conte, eravamo anche un po’ provati dai metodi. Lui secondo me era l’allenatore giusto in quel momento perché era un grande gestore. Però poi c’è il campo: eravamo abituati a dominare le partite, a giocare palla, ad avere delle idee, quando queste cose non sono più chiare diventa complicato. Avendo una squadra di grandi giocatori diceva ‘Giochiamo così’, però alla fine eri tu calciatore a dover trovare la giocata. Se si rompe tutto con l’episodio dello sgabello? No, è una cagata perché ero nella lounge a vedere la partita, l’ho preso io e mi son seduto lì perché la partita era un po’ noiosa, 0-0… Lì ho fatto la frittata". L’episodio scatenante è un altro: "La giornata di campionato prima dello sgabello è col Palermo: Marchisio rientra dal crociato, dopo 3 giorni avremmo giocato col Porto in Champions. Dicevamo a Marchisio, che era morto, di farsi cambiare. Io faccio segno ad Allegri di sostituirlo, perché non ce la faceva più. Dopo 5’ però cambia Sturaro con Rincon, e lascia Claudio dentro. Io gli faccio segno di cambiare l'8, ci sono anche i video, perché Claudio non ne aveva più, e lui con la mano mi manda a fanc***o, a dire ‘Stai zitto, pensa a fare il giocatore’. Il tutto mentre era in panchina. Mi disse anche 'Sei un cogl**ne' o una roba del genere, c'erano anche i video di questa scena. E lì non ci ho visto più. Tra l'altro prendemmo gol dal Palermo, e Gigi scappò subito nello spogliatoio a fine gara perché non voleva subire reti, entrò senza salutare i tifosi. Allora io saluto solo una curva, e vedendo che scappava dentro corsi pure io negli spogliatoi: mi compare davanti Landucci, il secondo di Allegri, lo sposto con il braccio e sbatte vicino la porta. Entro dentro, e lì ci siamo attaccati: arrivarono Nedved, Paratici, anche Lichtsteiner a separarci. Quando ci eravamo 'raffreddati', sono andato da lui a dirgli che non aveva capito nulla di ciò che gli avevo detto in campo. E lui si è riscaldato di nuovo, è ripartito col suo veleno che c'aveva, è arrivato Paratici e mi ha tirato fuori. Da quel momento in poi è finita". Un racconto che non sembra però essere così preciso, visto che in quel Juve-Palermo fu proprio Marchisio ad essere sostituito al 75' da Rincon.
E ancora: "Lui ha cominciato a dire che dovevo andare fuori rosa, che se non andavo fuori rosa non allenava più. Lì ci fu la mediazione di Paratici, Marotta, Nedved, Chiello, Barza, Gigi. Ho saltato la gara col Porto, dove mi mandò in tribuna, e ricominciai a giocare. Ma lì si era tutto rotto. Nel tentativo di mediazione, quando mi dissero di accettare, mi raccontarono che Allegri era in scadenza, che bisogna vedere come andavano le cose e che io per loro ero importante. Prima della finale di Cardiff però rinnovano il contratto di Allegri, che per carità ci sta. Però dopo la partita esce fuori che io avevo fatto casino dentro lo spogliatoio. Chiamo il direttore, e dico che sono un patrimonio della società, che sono alla Juve da tanti anni, chiedendogli se non era arrivato il momento di smentire quelle voci visto che non era successo nulla. La risposta fu 'Non dobbiamo dire niente', e lì... Se rifarei quel gesto di chiedere il cambio di Marchisio? Si, non ho fatto nulla di male, perché volevo aiutare la squadra e anche lui. Poi, se tu mi insulti in quella maniera... Tra l'altro io entrai nello spogliatoio per parlarci ed ero tranquillo, è lui che aveva ancora livore. Se ne ho parlato con Marchisio? Certo, gli ho detto 'li mort**ci tua che non volevi usicre (ride, ndr). Ora ci ridiamo, ma questo è quello che è successo. Lo sgabello non c'entra nulla. Un altro episodio un po' così fu il fatto che quella gara col Palermo feci la mia 300esima partita con la Juve: in quei casi ti danno una targa commemorativa e mettono la maglia nel museo. Sai quando ho messo la mia maglietta nel museo? Quando sono tornato dal Milan... Quindi tutte queste cose insieme le ho vissute come mancanze di rispetto".
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