"Il laboratorio di Motta", "Conte, il ristorante e poi... accetta la sfida!"

Il commento di Sky Calcio Club sulla stagione bianconera, il lavoro di Igor e il futuro dell'attuale tecnico del Napoli

Il campionato della Juventus è ufficialmente finito: i bianconeri chiudono la Serie A al quarto posto grazie alla vittoria sul Venezia, centrando così la qualificazione in Champions League. L'analisi a Sky Calcio Club si concentra sia sul rendimento della squadra dall'arrivo di Igor Tudor, ma proiettandosi anche più avanti e al futuro. In casa Juve sembra essere sempre più forte il nome di Antonio Conte.

Juve, i numeri con Tudor

Negli studi Sky Fabio Caressa parte però da alcune statistiche della Juve dall'arrivo di Tudor: "I numeri ci dicono qualcosa di importante, premettendo che è diverso perché Tudor ha preso una squadra per 9 partite e in grande difficoltà mentre Motta l’ha presa dall’inizio e ci ha lavorato dall’estate. I numeri ci dicono che il cammino sembra simile: media punti è 2 con Tudor e 1.79 con Motta, quarto Tudor come classifica allenatore e Motta sesto e così via. Ma la realtà è che se andiamo a vedere altri dati, nel confronto è cambiato tutto: Tudor ha ribaltato la squadra rispetto alle difficoltà. Sugli xG da contropiede Tudor è terzo e Motta era undicesimo, quindi vuol dire che la squadra va più in verticale".

E ancora: "La % passaggi in avanti Tudor sesto e Motta ventesimo quindi ora si cerca di andare più in profondità, 1-2 effettuati è primo addirittura Tudor mentre Motta decimo. Tudor quarto come passaggi progressivi, quindi dalla trequarti in avanti, ed era ventesimo con Motta. Secondo per verticalizzazioni mentre con Motta era ventesimo. Mentre ha deciso di rinunciare un po’ alla riaggressione: Tudor diciassettesimo mentre Motta era primo". Caressa trae la conclusione: "Tutti questi dati ci danno l’idea di un cambiamento, però forse le statistiche di Tudor sono più vicine a quello che siamo abituato a vedere alla Juventus nel dna rispetto a quello visto con Motta. Fatto un cambiamento radicale rispetto all’allenatore che aveva iniziato il campionato".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Tudor e le differenze con Motta

Al discorso si aggiunge su Tudor Stefano De Grandis, ricalcando le differenze con Thiago Motta: "Secondo me di diverso c’è stato il fatto che comunque abbiamo visto dei giocatori crescere. Al di là dei numeri: sappiamo che Thuram è un punto fermo assoluto, che Yildiz ha iniziato a fare la differenza, nelle ultime partite abbiamo un centravanti che comunque sta giocando con una certa consistenza e ha fatto due gol (Kolo Muani, ndr). E a questo si aggiunge che è una squadra molto più verticale, come hai fatto vedere. Secondo me è più riconoscibile. Prima, con Thiago Motta, è stato un laboratorio continuo: non si è mai vista una squadra definita, non si sono mai visti giocatori che davano garanzie. Poi, come hai detto, la media punti è simile e non si può dire che Tudor abbia stravolto in termini di punti e risultati nella Juventus".

Marco Bucciantini incalza : "Si ma la differenza di media punti è 0.2 a partita in più per Tudor: se la moltiplichi per dieci partite sono 2 punti in più, la differenza tra Champions ed Europa League…". Luca Marchegiani conclude: "Se noi consideriamo Ranieri alla Roma, che ha ribaltato tutto, alla Juventus non è successa la stessa cosa".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Conte verso l'addio al Napoli

Dalla Juve al Napoli, ma in un discorso che riguarda anche i bianconeri. Il focus si sposta su Antonio Conte, che sembra essere al passo d'addio con gli azzurri e con un ritorno a Torino che appare ipotesi più che concreta. Così Caressa: "Voglio fare una premessa: nel corso di questi anni il presidente De Laurentiis è stato anche aspramente criticato. Ma credo che alla fine parlano i risultati: bilanci apposto, due scudetti negli ultimi tre anni, innumerevoli qualificazioni in Europa e in Champions League. E ricordiamo che ha preso il Napoli in tribunale e poi in Serie C. Quindi prima di tutto bisogna dare merito a ciò che ha fatto, è la storia che parla. Poi: secondo voi Conte, nel caso andasse via come sembra, fa bene o fa male?".

A rispondere è Di Canio: "Per come conosco Conte, dissi un paio di settimane fa che se avesse vinto sarebbe andato via. Perché non può avere la possibilità del progetto che desidera con ADL, che ha tracciato una strada: limite monte ingaggi, essere lungimiranti. Ha speso? Si, ma ha venduto Osimhen e Kvara. Dobbiamo essere corretti con tutti. Osimhen ancora non l’ha venduto? Ma andrà via, a meno che chi viene al posto di Conte… Ma ormai è rotta la questione, e li prenderà i soldi. Kvara è stato ceduto, no? Per cui bisogna vedere in futuro. De Laurentiis ha scelto Spalletti, il tecnico vince e va via. Poi c’è un anno particolare, poi sceglie Conte cambiando anche il direttore sportivo, e rivince. Abbiamo detto quante volte è stato invadente, non è magari il presidente perfetto sotto tutti i punti di vista, ma non può cambiare rotta per un allenatore che, giustamente, è ambizioso e vuole qualcosa di diverso e di più per competere su più ambiti, sappiamo che la Champions League porta via tante energie. Quindi De Laurentiis fa bene a dire che non lo possono obbligare a restare. Ha ragione Conte dal suo punto di vista perché sappiamo com’è, ma De Laurentiis fa benissimo".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Più giusta la Juve o il Milan per Conte?

A questo punto Caressa pone un quesito: "Se pensiamo questo di Antonio secondo voi la scelta più giusta per lui, parliamo per ipotesi pura, quel sarebbe? Juventus, Milan…". Così Marchegiani: "Io ho una mia idea, spero che se Antonio ci sta ascoltando si tappi le orecchie (ride, ndr). Secondo me il suo modo di incidere rende di più nel momento in cui trova una squadra che ha bisogno di riscattarsi. Perciò Juventus e Milan vanno bene entrambe. Alla Juve ha riscattato nel primo anno ma poi ha comunque vinto altri due Scudetti, arrivando a tre di fila? Si ma io faccio un altro discorso, lo vedo: interviene sulle motivazioni, anche sull’orgoglio dei giocatori. Più efficace in un contesto dove c’è da riscattarsi".

De Grandis risponde: "Allora da quel punto di vista meglio il Milan che la Juve, perché la Juventus va comunque in Champions League: o riesce a fargli vincere lo Scudetto, o hai meno margine". E ancora Marchegiani: "Però la Juve in questo momento ha perso un po’ quello status che aveva 5-6 anni fa. I punti che riesce a fare son quelli, la posizione che occupa è quella lì…".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Conte un fuoriclasse. De Laurentiis..."

Nel discorso su Conte entra anche Bucciantini: "Sfuggo un po’ anche da questa che sta diventando una frase fatta su Conte, che per esempio all’Inter ha vinto al secondo anno. Conte è semplicemente un fuoriclasse, e se gli dai un gruppo diventa una squadra forte, e se gli dai il caos diventa ordine. Questo è Conte. A me invece dispiace che finisca sempre così: sembra sempre un modo di dividere lo Scudetto, invece io ho sempre l’idea che si vinca insieme lo Scudetto. De Laurentiis porta il Napoli sempre in Europa e quasi sempre in Champions". Concorda Marchegiani: "Ma non solo, ha portato anche dei giocatori straordinari in questi anni. Al di là degli ultimi: Higuain, Lavezzi, Cavani…".

E ancora Bucciantini: "Anche Mertens. Abbiamo visto grandi giocatori di calcio grazie a lui". Sulla stessa lunghezza d'onda Di Canio: "Presi tra l’altro quando non lo erano, perciò è stato bravo a scegliere. Sennò sembra che con McTominay aveva portato il fenomeno, ma a inizio anno in tanti mi chiedevano com’era come giocatore visto che allo United non giocava molto. Poi a Napoli sono esplosi". E poi Bucciantini: "Ma almeno ha portato allenatori forti: Ancelotti, Spalletti, Benitez, Conte". Conclude Di Canio: "Esatto, e per questo non può seguire un uomo solo che, anche se l’ha fatto vincere, decide che vuole stravolgere, che vuole quattro giocatori…".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Perché Conte non accetta questa sfida?"

A questo punto De Grandis fa una considerazione: "Magari qui mi potete contestare perché mi dite che sono professionisti: e giustamente Conte può decidere di scegliere un’avventura diversa. Non parlo di discorso etico, ma non dare continuità a una squadra con la quale vinci, il tuo gruppo con cui vinci lo Scudetto, non ti vuoi rigiocare la possibilità di andare in Champions, crescere con la squadra? L’empatia tra allenatore e giocatore è qualcosa di definitivamente evaporato, non esiste più? Voi da giocatori siete stati in delle squadre, credete sia giusto che un allenatore vinca e se ne vada e che non continui il rapporto? A me un po’ questa cosa intristisce".

Bergomi si dice concorde con la riflessione del giornalista: "Io sono d’accordo con questa visione. Dico: ma perché non rimani? È una bella sfida, tutti ti riconoscono che sei bravo, Bucciantini l’ha chiamato fuoriclasse. Quindi perché non accettare una sfida del genere?". Marchegiani poi ci tiene a chiarire: "In merito al discorso che facevo prima, parlo in generale della scelta quando sceglie una squadra. Non so se resta o non resta, non entro nel merito".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

L'idea di Conte e gli esempi con Juve e Inter

Di Canio prova a spiegare quella che potrebbe essere la visione di Conte: "Antonio è diverso dagli altri: lui ha la capacità di essere un super egoista ma non così isolato. Trasmette questa sua voglia e questo suo “egoismo” in modo duro e deciso, convincendo i giocatori che se lo seguono possono avere benefici enormi. Non è l’egoista che va in conflitto. Attraverso il suo lavoro, con quell’egoismo che ha di voler raggiungere gli obiettivi studiando le rose e i giocatori che ha, le critiche che potrebbe ricevere lo porta a pensare che un determinato progetto non si può proseguire. Può pensare che questa squadra il prossimo anno non basta nelle due competizioni importanti, anche aggiungendo 4 giocatori buoni".

Conclude Bergomi: "Paolo però ha due esempi davanti che invece confermano il contrario. Va via dalla Juve per quello, la famosa frase dei 100 euro e tutto quanto, e poi il club vince 5 Scudetti e gioca 2 finali di Champions: si è fatto calcio. Stessa cosa all’Inter: va via vincendo, e poi questa squadra vince uno Scudetto, fa 2 secondi posti e raggiunge 2 finali di Champions. Si può fare ugualmente. Siccome lo riteniamo tutti bravo, accetta questa sfida! Poi non voglio entrare nel merito di cosa succederà il prossimo anno a Napoli".

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Il campionato della Juventus è ufficialmente finito: i bianconeri chiudono la Serie A al quarto posto grazie alla vittoria sul Venezia, centrando così la qualificazione in Champions League. L'analisi a Sky Calcio Club si concentra sia sul rendimento della squadra dall'arrivo di Igor Tudor, ma proiettandosi anche più avanti e al futuro. In casa Juve sembra essere sempre più forte il nome di Antonio Conte.

Juve, i numeri con Tudor

Negli studi Sky Fabio Caressa parte però da alcune statistiche della Juve dall'arrivo di Tudor: "I numeri ci dicono qualcosa di importante, premettendo che è diverso perché Tudor ha preso una squadra per 9 partite e in grande difficoltà mentre Motta l’ha presa dall’inizio e ci ha lavorato dall’estate. I numeri ci dicono che il cammino sembra simile: media punti è 2 con Tudor e 1.79 con Motta, quarto Tudor come classifica allenatore e Motta sesto e così via. Ma la realtà è che se andiamo a vedere altri dati, nel confronto è cambiato tutto: Tudor ha ribaltato la squadra rispetto alle difficoltà. Sugli xG da contropiede Tudor è terzo e Motta era undicesimo, quindi vuol dire che la squadra va più in verticale".

E ancora: "La % passaggi in avanti Tudor sesto e Motta ventesimo quindi ora si cerca di andare più in profondità, 1-2 effettuati è primo addirittura Tudor mentre Motta decimo. Tudor quarto come passaggi progressivi, quindi dalla trequarti in avanti, ed era ventesimo con Motta. Secondo per verticalizzazioni mentre con Motta era ventesimo. Mentre ha deciso di rinunciare un po’ alla riaggressione: Tudor diciassettesimo mentre Motta era primo". Caressa trae la conclusione: "Tutti questi dati ci danno l’idea di un cambiamento, però forse le statistiche di Tudor sono più vicine a quello che siamo abituato a vedere alla Juventus nel dna rispetto a quello visto con Motta. Fatto un cambiamento radicale rispetto all’allenatore che aveva iniziato il campionato".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus