Sono state ore decisamente frenetiche, in Turchia. Di voci e di rimbalzi. Forse anche un po’ di paura. Tutti a chiedersi dove fosse John Duran, l’ultimo acquisto del Fenerbahce, ed ecco che l’account ufficiale del club lo spoilera: abbracciava Mourinho nel ritiro portoghese della squadra. Un ritardo - confermato - che si è trasformato presto in giallo, e che ha portato lo stesso Mou a intraprendere nuovi sondaggi, a far capire al proprio board che un’altra punta sia necessaria. Anzi, ne occorre proprio una forte. Ora: non è che il mercato sia pieno di attaccanti o di potenziali occasioni. Ne restano un paio. Ma una più di tutte è tornata prepotentemente nella mente e nei conti dei turchi: è Dusan Vlahovic.
Mourinho chiama Vlahovic
Che dal primo tentativo di maggio no, non si è mosso di un millimetro, nemmeno quando è stato spinto dalla Juve in direzione uscita. Il costo, semmai, si è persino abbassato: i bianconeri, dalla richiesta iniziale di 30 milioni, sono passati a quota 25. Si accontenterebbero volentieri anche di poco meno, perché il punto è trovare un compromesso in grado di creare meno disturbi possibili. Magari completando il tutto in tempi rapidi, così da sbloccare il mercato in entrata, cioè Kolo Muani. Perciò la Juventus guarda interessatissima al nuovo sviluppo sul suo numero 9, poiché sulla carta lo sarà almeno per i prossimi dodici mesi: il contatto tra la dirigenza del Fener e l’entourage del centravanti è stato preso come un segnale di come qualcosa in fondo si stia muovendo, e di come il mercato possa davvero incendiarsi in un secondo. Fosse dipeso da Mou, del resto, Dusan sarebbe già con la divisa ufficiale, ad allenarsi alle sue dipendenze.
Nessuno strappo
L’aveva indicato a tempo debito ai suoi e continua a farlo, almeno finché non si muoverà una foglia (in particolare dal Milan) sul centravanti serbo. La grande novità è che quest’ultimo ora pare meno scettico sulla proposta, ed è l’effetto del tempo che passa, del raduno che si avvicina, così come è imminente ormai l’ora delle decisioni. Vlahovic è atteso al ritiro bianconero del 24 luglio e su questo non ci sono controindicazioni, per il momento. Sarà perciò con i compagni dal primo giorno, nessun trattamento differente o destinazione campo due della Continassa. No, l’obiettivo della dirigenza è quello di mantenere i rapporti saldi con il calciatore e l’entourage, e così sono rimasti pure nei recenti colloqui, quelli in cui gli agenti del serbo hanno ribadito la necessità di una buonuscita per facilitare l’addio a Torino.
