Juve il 30 di David: chi l'ha avuto prima? Da un portiere a due attaccanti

Nella storia bianconera la numero trenta è finita sulla schiena di diversi giocatori. E non solo punte

Ogni numero ha una storia e il calcio è un libro con milioni di pagine. E ogni bambino con il gol nel sangue ha sognato di indossare la nove della squadra del cuore. In molti ci sono riusciti, altri hanno dovuto rinunciare e non solo per colpe proprie. David alla Juventus è arrivato con il compito di ridare sicuerezza all'attacco. Un "Iceman" sotto porta, dopo i tanti gol sbagliati da Vlahovic nella passata stagione. E a proposito del serbo, lui ha ancora il suo "Devet", il 9. Il canadese non è il tipo da creare problemi, anche se la mancata comunicazione del suo numero aveva generato un po' di curiosità sui social. Ha scelto il 30. Una decisione di cuore. E che in passato hanno avuto anche altri.

David e la scelta del numero 30

 "Ho scelto il 30, per me è importante perché è il compleanno di mio padre, penso sia un bel messaggio"ha spiegato David nella conferenza stampa di presentazione. Caso chiuso quindi, niente lotta con Vlahovic e nessun passaggio di testimone, almeno per ora. Comolli e la dirigenza stanno lavorando per la cessione del serbo, ma non possono sottovalutare la sua uscita, per evitare munsvalenze. Dusan sta continuando ad allenarsi, aspettando offerte più concrete. E all'orizzonte c'è anche il Milan, ma la Juve ha intenzione di proseguire con il pugno di ferro. Il nove resta sulle spalle di un bomber che ormai è con i piedi fuori dalla porta, ma nella storia bianconera non è la prima volta che una punta indossa il 30. Magari potrebbe essere di buon auspicio per i gol in stagione.

I numeri 30 della storia della Juve

La numero 30 non ha un'appartenenza nei ruoli, alla Juve l'ha indossata un portiere come Storari, storico secondo di Buffon negli anni d'oro con Conte e Allegri, e poi anche attaccanti o giovani promesse. L'ultima a vestirla è stato Soulé, giovane talento cresciuto nel settore giovanile bianconero e ora alla Roma. Non solo fantasisti ma anche faticatori come Bentancur l'hanno portata sulle spalle. Un filo sudamericano nelle ultime scelte prima di David. Sempre a centrocampo ci sono stati anche dei flop nella Vecchia Signora, come Tiago, che nelle stagioni post Calciopoli non è riuscito ad incidere. Poi ha fatto meglio all'Atletico Madrid. Per completare tutti i reparti non poteva mancare anche un difensore, con Legrottaglie che è sceso in campo con il numero 30 nel 2006/2007. Ma per trovare il miglior giocatore ad averla indossata dobbiamo fare qualche salto indietro.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La 30 di Mutu e la nuova sfida di David

Era il gennaio del 2005 e un giovane Mutu era passato alla Juve dopo la squalifica per doping al Chelsea. Fece l'esordio nel finale di quella stagione e poi nella successiva riuscì a ritagliarsi il suo spazio nonostante la concorrenza spietata in attacco, con tanti fenomeni a disposizione di Capello. Risultato? 33 presenze e 7 gol in A, tutti con il 30 sulle spalle. Poi a causa della retrocessione in B, lasciò la Vecchia Signora e iniziò la sua storia con la Fiorentina. Oltre al rumeno, tra i meno famosi con questo numero a completare la lista bianconera ci sono anche Frara, Scardina, Papa, Nicoletto e Cingolani, meno famosi nella storia di Madama. Ora David spera di trasformare un numero anonimo in una nuova maglia da bomber. La missione è iniziata con l'obiettivo di dimenticare la 9 ed urlare "Con il numero Trenta ha segnato Jonathan....David". 

 

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Ogni numero ha una storia e il calcio è un libro con milioni di pagine. E ogni bambino con il gol nel sangue ha sognato di indossare la nove della squadra del cuore. In molti ci sono riusciti, altri hanno dovuto rinunciare e non solo per colpe proprie. David alla Juventus è arrivato con il compito di ridare sicuerezza all'attacco. Un "Iceman" sotto porta, dopo i tanti gol sbagliati da Vlahovic nella passata stagione. E a proposito del serbo, lui ha ancora il suo "Devet", il 9. Il canadese non è il tipo da creare problemi, anche se la mancata comunicazione del suo numero aveva generato un po' di curiosità sui social. Ha scelto il 30. Una decisione di cuore. E che in passato hanno avuto anche altri.

David e la scelta del numero 30

 "Ho scelto il 30, per me è importante perché è il compleanno di mio padre, penso sia un bel messaggio"ha spiegato David nella conferenza stampa di presentazione. Caso chiuso quindi, niente lotta con Vlahovic e nessun passaggio di testimone, almeno per ora. Comolli e la dirigenza stanno lavorando per la cessione del serbo, ma non possono sottovalutare la sua uscita, per evitare munsvalenze. Dusan sta continuando ad allenarsi, aspettando offerte più concrete. E all'orizzonte c'è anche il Milan, ma la Juve ha intenzione di proseguire con il pugno di ferro. Il nove resta sulle spalle di un bomber che ormai è con i piedi fuori dalla porta, ma nella storia bianconera non è la prima volta che una punta indossa il 30. Magari potrebbe essere di buon auspicio per i gol in stagione.

I numeri 30 della storia della Juve

La numero 30 non ha un'appartenenza nei ruoli, alla Juve l'ha indossata un portiere come Storari, storico secondo di Buffon negli anni d'oro con Conte e Allegri, e poi anche attaccanti o giovani promesse. L'ultima a vestirla è stato Soulé, giovane talento cresciuto nel settore giovanile bianconero e ora alla Roma. Non solo fantasisti ma anche faticatori come Bentancur l'hanno portata sulle spalle. Un filo sudamericano nelle ultime scelte prima di David. Sempre a centrocampo ci sono stati anche dei flop nella Vecchia Signora, come Tiago, che nelle stagioni post Calciopoli non è riuscito ad incidere. Poi ha fatto meglio all'Atletico Madrid. Per completare tutti i reparti non poteva mancare anche un difensore, con Legrottaglie che è sceso in campo con il numero 30 nel 2006/2007. Ma per trovare il miglior giocatore ad averla indossata dobbiamo fare qualche salto indietro.

 

 

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