© Juventus FC via Getty ImagesUn colpo al cerchio e uno alla botte. Un focus sui conti economici, senza mai perdere il filo sul discorso tecnico. Senza mai privare la Juventus delle risorse necessarie per affrontare una stagione lunga e complicata dalle tre competizioni. Damien Comolli si è mosso in perfetto equilibrio quest’estate. Correggendo gli errori dei suoi predecessori e cercando una strada per far convivere i conti e il campo. Ci è riuscito, visto e considerato il modo in cui la Juventus ha chiuso il mercato: Openda e Zhegrova rappresentano un salto di qualità importante, che non investe solamente l’attacco, ma il valore complessivo di una squadra che si può considerare competitiva.
Comolli e il tema ingaggi
Poi, il campo, racconterà in che misura. Ovviamente il tema ingaggi è stato nel mirino di Comolli per tutta l’estate. E il conteggio complessivo dice 135.900.000 lordi: gli stipendi della rosa della Juventus raggiungono questa soglia. Come leggere questo dato? Tenendo in considerazione una serie di fattori. Rispetto allo scorso anno, prendendo in esame le ore successive alla chiusura della finestra estiva di mercato, il monte ingaggi (si considerano solo ed esclusivamente gli stipendi) è lievemente aumentato. Quasi del 10% rispetto a 12 mesi fa, quindi senza tenere conto del mercato condotto da Cristiano Giuntoli a gennaio.
L'obiettivo Juve
Un dato in controtendenza rispetto agli ultimi anni, in cui il focus primario del club è sempre stato lo stesso. Ripetuto e scandito da tutti: abbassare gli oneri. Tagliare e spalmare, risparmiare e aggiustare i conti. In relazione a questo tema, che non tiene in considerazione il risparmio ottenuto dal contenimento delle spese sui cartellini, spicca come sempre Dusan Vlahovic: poco più di 22 milioni che pesano come un macigno. Ma anche Jonathan David, che arriva a 11.110.000 lordi: tanti, sì, ma inevitabili, visto che è approdato alla Juventus a parametro zero.
