© Marco CanonieroTORINO - Trecentosessanta. L’avvicinamento della Juventus alla prossima di campionato, contro l’Hellas Verona, ruota intorno a questo numero. Una cifra che sa di fiducia, che appiccica addosso l’etichetta di colonna, ma che si concretizza anche in quell’acido lattico che rende le gambe pesanti e offusca la mente quando è ora di prendere le decisioni più importanti, in campo. 360 è il minutaggio massimo avuto a disposizione fin qui dai calciatori bianconeri, dopo tre partite di campionato e una di Champions League. E, proprio quando il calendario inizia a infittirsi, si presenta il tema della gestione delle forze. Sono cinque i giocatori che sono sempre scesi in campo fin qui – sei se si aggiunge Yildiz a cui sono stati risparmiati 4 minuti -, tra questi c’è Gleison Bremer. In mezzo agli altri, la situazione da monitorare più attentamente è di certo quella del centrale brasiliano. Da zero a cento in una manciata di secondi, come la supercar più potente sul mercato, ma poi tocca gestire per evitare che il motore inizi a puzzare di bruciato.
Juve, chi riposa e chi gioca: la probabile formazione contro il Verona
È il maggior indiziato per un turno di riposo al Bentegodi, nel frattempo alza i giri Rugani che è il primo candidato a prendere il suo posto in mezzo alla difesa. Nella lista di chi fin qui è stato insostituibile ci sono anche Kelly e Kalulu: uno sul centro sinistra, l’altro sulla fascia destra, entrambi sono chiamati a fare gli straordinari anche contro il Verona. Stesso destino di Thuram, il cui posto in mezzo al campo non dovrebbe essere in dubbio. A chiudere il quintetto c’è Di Gregorio: ovviamente, in questo caso la questione aperta non è legata al fattore fisico, ma più a quello mentale. Tudor lo osserva da vicino, gli errori con Inter e BvB non intaccano le gerarchie di inizio stagione, ma le risposte in allenamento possono portare ad un avvicendamento con Perin nel prossimo match. A completare il pacchetto difensivo, Gatti che in Champions League ha osservato i compagni dalla panchina. Un altro che non ha bisogno di riposare, ma anzi di togliersi di dosso della ruggine e iniziare a trovare continuità, è Cambiaso, al ritorno in campionato dopo i due turni di squalifica. In mezzo al campo, al fianco di Thuram, ci sarebbe il solito Locatelli: ringalluzzito dalla nascita del secondogenito; ma, magari, legittimamente, non troppo sul pezzo. La risposta definitiva la darà il campo del Training Center; in ogni caso, lì potrebbe esserci anche Koopmeiners. Sarebbe la terza di fila, vero, ma ha bisogno di giocare, trovare fiducia e, chissà, lasciarsi già alle spalle i fischi di martedì sera. Risalendo il campo, la candidatura più forte – e non potrebbe essere altrimenti -, è quella di Vlahovic. Essere decisivo anche da titolare, questa la sfida che si è dato e su cui Tudor punta. Infine, dietro il nove il ballottaggio è più aperto che mai: Yildiz, “bianco in volto”, può riposare, mentre David e Openda non vedono l’ora di rispondere presenti a suon di gol e assist. Più indietro Conceicao, che si è allenato in gruppo, e Zhegrova: più super sostituti che titolari. A sottolineare, ancora, quanto là davanti le opzioni non manchino.
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