“Yildiz campione fatto e finito, Comolli una garanzia. Il nuovo Retegui? Uno da Juve”

Intervista esclusiva all’agente Federico Pastorello: “Conosco Damien da 20 anni, è un sabaudo. Nella rosa bianconera tre numeri 9 di livello e intercambiabili”

Subito dietro la sua scrivania fa bella mostra di sè, sopra una mensola, il Trofeo Golden Agent assegnatogli da Tuttosport nel corso della serata di gala del Golden Boy 2021. Siamo nella sede centrale della P&P, al primo piano del palazzo “Roc Azur” in Boulevard d’Italie 29, nel cuore del Principato di Monaco. A fare gli onori di casa il titolare Federico Pastorello, 52 anni, veneto di Rovereto, uno dei procuratori calcistici più noti a livello internazionale.
Figlio d’arte (papà Giambattista, ora ottantenne, è stato dirigente di Padova e Parma, proprietario del Verona nonché vicepresidente di Genoa e Lugano), Pastorello Jr. ha cominciato a lavorare nel calcio sin da giovanissimo acquisendo un bagaglio d’esperienze eccezionale. Lo dimostra una foto, all’ingresso della sede, che lo ritrae appena 26enne in mezzo ai giocatori dell’OGC Nizza, di cui fu il massimo dirigente dal 2000 al 2002 riportando subito le “aquile” rossonere in Ligue 1.

"Professionalità, abilità, conoscenza, perseveranza, onestà e trasparenza"

Federico, dopo che nei giorni scorsi si è chiuso il mercato “allungato” anche in Arabia Saudita, Qatar e Turchia, qual è stato il trasferimento più clamoroso? «Certamente quello di Isak dal Newcastle al Liverpool per 144 milioni di euro, quarto “transfer” più caro della storia dopo quelli di Neymar, Mbappé e Coutinho. Complimenti all’agente serbo-bosniaco Vlado Lemić e ai suo collaboratori per questo gran colpo».  

Nel 2021, durante il gala del Golden Boy, lei ha conquistato il Trofeo Golden Agent. Pensa sia giunta l’ora di tornare sul gradino più alto del podio? «Lo lascio dire agli altri, non sarò mai uno che si autocandida. Questo 2025 è stato molto positivo per la mia agenzia: tra giocatori e allenatori abbiamo effettuato 66 trasferimenti per un totale di 293 milioni senza considerare bonus e contratti pluriennali. Più 40 calciatrici. Núñez all’Al Hilal per 65 milioni “all inclusive” il nostro fiore all’occhiello. Sì, un’annata da ricordare, beneaugurante, in avvicinamento al prossimo maggio quando festeggeremo allo “Yacht Club de Monaco” il trentennale della P&P».  
 
La chiave del suo successo? «In 6 parole: professionalità, abilità, conoscenza, perseveranza, onestà e trasparenza. Stiamo per inaugurare a Dubai il nostro decimo ufficio all’estero dopo i 4 in Brasile e le filiali europee di Londra, Parigi, Porto, Zagabria oltre al quartier generale appunto qui nel Principato di Monaco».

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Dai rivali al Golden Boy

Quali ritiene i suoi rivali più agguerriti? 
«Direi Lemić per il trasferimento record di Isak e naturalmente la “superstar” Jorge Mendes, un fenomeno, un maestro. Quando c’è lui in competizione, la sua percentuale di vittoria è altissima anche se in questo 2025 ha mosso meno giocatori rispetto agli anni scorsi, ma ha seminato bene per il futuro. Lui è speciale, come unico era anche il compianto Mino Raiola che viveva e lavorava proprio qui a Monte-Carlo». 
 
Il Golden Boy 2025 a chi lo assegnerebbe? «A Doué. Ha disputato una stagione strepitosa con il PSG vincendo quasi tutto. E sposo in pieno la regola stabilita da Tuttosport secondo cui chi conquista il Golden Boy non potrà più essere rieletto in futuro. Perché è verissimo che, dalla stagione successiva, il vincitore del Golden Boy diventa automaticamente uno dei candidati al Pallone d’Oro. L’esempio più emblematico è quello di Lamine Yamal: Golden Boy 2024 e secondo al Pallone d’Oro l’altra sera a Parigi». 
 
E il Golden Manager, il miglior diretto sportivo europeo del 2025? «Un nome solo al comando: il portoghese Luís Campos, “demiurgo” del Paris Saint-Germain».
 
Come sta il suo (nuovamente) assistito Romelu Lukaku? «Benone, ci siamo sentiti proprio ieri. Lavora sodo a Bruxelles con lo staff di preparatori fisici della Nazionale belga. Ovviamente è rimasto deluso per l’esclusione dalla lista Champions autunnale, ma brucerà le tappe per tornare al meglio, più forte di prima. Posso anticipare che quando verrà comunicata la data del suo ritorno agli allenamenti col Napoli, lui di sicuro rientrerà prima... Romelu è un bomber che sposta gli equilibri. Quando è in campo infonde coraggio ai compagni e suscita preoccupazione nei rivali...».

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Scudetto e giovani talenti: "Nico Paz...e Yildiz"

La sua favorita per lo scudetto? «Il Napoli. E non soltanto perché è già solo in testa al campionato dopo 4 giornate senza poter ancora disporre di Lukaku. La società ha operato benissimo sul mercato mettendo a disposizione di Conte una rosa completa e profonda. E il tecnico salentino è alla sua stagione in azzurro: i “meccanismi” del motore sono rodati e oliati. Ha conquistato il titolo pur avendo perso un “crack” come Kvaratskhelia a gennaio... ». 
 
Il talento più fulgido che gioca in Serie A? «Nico Paz. L’argentino del Como ha tutte le qualità per sfondare. È uno che si fa il mazzo in campo e prima negli allenamenti. Ha una media di circa 11 chilometri percorsi a partita. Per non parlare delle sue giocate d’autore... ».  
 
Scusi, guardi che forse ha scordato Yildiz... «Ma no, assolutamente. Pur avendo un anno meno di Paz, io considero il turco non più un talento in rampa di lancio, bensì un campione fatto e finito. Uno da gala parigino come quello cui ha preso parte lunedì notte nell’ambito della cerimonia di consegna del Pallone d’Oro. E fra l’altro non si diventa numeri 10 della Juventus per caso... »

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Sulla Juventus

Conosce bene Comolli? L’ha sorpresa l’ingaggio dell’ex presidente del Tolosa come dg Juve? «Conosco Damien da almeno vent’anni. Dai tempi del Tottenham. Nutro molta stima nei suoi confronti. S’è presentato alla Juve in maniera elegante, discreta, con il giusto profilo. Quasi... sabaudo oserei dire. Apprezzo la sua integrità e il suo stile: stile Juve appunto. Ha grandi capacità manageriali e competenze tecniche. Al di là dei risultati – che capisco siano ciò che più conta per i tifosi – sta operando molto bene nel risanamento dei conti. È una garanzia. La Juve sotto la sua gestione tornerà la vera Juve. Anche se, forse, non proprio immediatamente. Ma la strada intrapresa è quella giusta. Noi fra l’altro abbiamo fatto due operazioni in estate con il direttore generale francese: il rinnovo del contratto di “Chico” Conceição tramite l’intermediazione di Jorge Mendes e il trasferimento in prestito di Arthur al Gremio». 
 
David, Openda, Vlahović: ora i bianconeri hanno tre centravanti mentre la scorsa stagione... «Tre numeri 9 di livello e intercambiabili, ognuno con le proprie caratteristiche. A mio avviso il valore del serbo è indiscutibile, sebbene fra alti e bassi, così come il suo contributo di gol. David, non dimentichiamolo, è stato strappato alla concorrenza, soprattutto inglese, a parametro zero. E per Openda parla il curriculum: nazionale belga come Lukaku, proviene da due stagioni in un top club della Bundesliga quale il Red Bull Lipsia». 
 
Ai tifosi bianconeri non sarebbe dispiaciuto Krstović che ha appena sfornato una bella doppietta con l’Atalanta all’Olimpico di Torino... «Nikola è uno da Juve, ha una “fame” pazzesca. Per me si propone a Bergamo come il nuovo Retegui, ritengo possa ripercorrerne le gesta. Però proviene dal Lecce e deve farsi ancora una nomea importante, potrebbe essere per questo che la Juventus non ha puntato su di lui. Ma ha 25 anni, c’è ancora tanta strada da percorrere... ».

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Subito dietro la sua scrivania fa bella mostra di sè, sopra una mensola, il Trofeo Golden Agent assegnatogli da Tuttosport nel corso della serata di gala del Golden Boy 2021. Siamo nella sede centrale della P&P, al primo piano del palazzo “Roc Azur” in Boulevard d’Italie 29, nel cuore del Principato di Monaco. A fare gli onori di casa il titolare Federico Pastorello, 52 anni, veneto di Rovereto, uno dei procuratori calcistici più noti a livello internazionale.
Figlio d’arte (papà Giambattista, ora ottantenne, è stato dirigente di Padova e Parma, proprietario del Verona nonché vicepresidente di Genoa e Lugano), Pastorello Jr. ha cominciato a lavorare nel calcio sin da giovanissimo acquisendo un bagaglio d’esperienze eccezionale. Lo dimostra una foto, all’ingresso della sede, che lo ritrae appena 26enne in mezzo ai giocatori dell’OGC Nizza, di cui fu il massimo dirigente dal 2000 al 2002 riportando subito le “aquile” rossonere in Ligue 1.

"Professionalità, abilità, conoscenza, perseveranza, onestà e trasparenza"

Federico, dopo che nei giorni scorsi si è chiuso il mercato “allungato” anche in Arabia Saudita, Qatar e Turchia, qual è stato il trasferimento più clamoroso? «Certamente quello di Isak dal Newcastle al Liverpool per 144 milioni di euro, quarto “transfer” più caro della storia dopo quelli di Neymar, Mbappé e Coutinho. Complimenti all’agente serbo-bosniaco Vlado Lemić e ai suo collaboratori per questo gran colpo».  

Nel 2021, durante il gala del Golden Boy, lei ha conquistato il Trofeo Golden Agent. Pensa sia giunta l’ora di tornare sul gradino più alto del podio? «Lo lascio dire agli altri, non sarò mai uno che si autocandida. Questo 2025 è stato molto positivo per la mia agenzia: tra giocatori e allenatori abbiamo effettuato 66 trasferimenti per un totale di 293 milioni senza considerare bonus e contratti pluriennali. Più 40 calciatrici. Núñez all’Al Hilal per 65 milioni “all inclusive” il nostro fiore all’occhiello. Sì, un’annata da ricordare, beneaugurante, in avvicinamento al prossimo maggio quando festeggeremo allo “Yacht Club de Monaco” il trentennale della P&P».  
 
La chiave del suo successo? «In 6 parole: professionalità, abilità, conoscenza, perseveranza, onestà e trasparenza. Stiamo per inaugurare a Dubai il nostro decimo ufficio all’estero dopo i 4 in Brasile e le filiali europee di Londra, Parigi, Porto, Zagabria oltre al quartier generale appunto qui nel Principato di Monaco».

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“Yildiz campione fatto e finito, Comolli una garanzia. Il nuovo Retegui? Uno da Juve”
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